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Voglia e paura di cambiare (seconda parte)

Riprendiamo il nostro viaggio nel mondo dello sviluppo e crescita personale. Se non hai ancora letto il  precedente post, voglia e paura di cambiare (parte prima), fallo adesso, prima di continuare la lettura. 

Riprendiamo infatti il discorso dalle domande con cui ci eravamo lasciati e vediamo che c’è un ulteriore punto fondamentale: prima ancora di andare a fare il biglietto per il nostro viaggio, accertiamoci di avere in tasca i soldi necessari, che, nel nostro caso, rappresentano l’energia, la motivazione, la spinta a cambiare. Come facciamo a rifornire il nostro portafoglio? Dov’è il nostro bancomat? 

Riflettiamo, ognuno di noi vive immerso nel proprio modo di vedere e sentire, nelle proprie idee, convinzioni, credenze su se stesso, sugli altri, sul mondo e sulla vita… proprio come un pesce vive immerso nell’acqua (guarda bene l’immagine iniziale del post)

Ogni azione dalla più semplice alla più complessa è guidata da questi filtri, da queste lenti attraverso le quali guardiamo noi stessi e l’esterno. 

Come mi comporto entrando in una stanza piena di persone che credo mi siano ostili

Quale atteggiamento adotto, invece, entrando nella stessa stanza se credo che quelle persone mi reputano molto simpatico

La situazione è identica ma non la stessa. In base a ciò che credo assumerò un atteggiamento che influenzerà quello degli altri partecipanti e produrrà la serata che vivrò.

È proprio in ciò che presupponiamo, che pensiamo, che crediamo, in questo nostro ambiente mentale, che innanzitutto il cambiamento avviene.  Ricordiamo che sono le lenti a colorare ciò che vediamo! Se indossiamo le lenti scure ogni luogo ci apparirà poco illuminato. Tutto ci sembrerà buio pesto…come ci muoviamo nel buio?

Le convinzioni sono tante ed influiscono tutte sul cambiamento ma, per ora, limitiamo la nostra considerazione ad alcune che, più di altre, determinano il colore delle lenti; le sfumature le regoleremo man mano che procediamo nel nuovo ambiente.

È utile, dunque, prima di partire, immaginare cosa vogliamo cambiare e chiederci almeno cinque cose:

1. Credo che il cambiamento che voglio ottenere sia possibile nel mondo? 
(Nessuno parte per un viaggio a piedi sulla luna, non ha il minimo stimolo per farlo!)

2. Credo che sia possibile per me attuare questo cambiamento? 
(Molto spesso crediamo che è possibile per altri ma che noi non ce la faremo! Ahi! Ahi! )

3. Questo cambiamento è veramente  importante, per me? 
(Spesso diciamo di voler cambiare qualcosa che in fondo…)

4. Ciò che voglio cambiare riguarda me? 
(La voglia di cambiare gli altri è sempre molto forte ma…)

5. Il cambiamento dipende da me? 
(Un cambiamento spesso desiderato è vincere la lotteria; te lo auguro ma…dipende da te?)

Se le risposte sono positive abbiamo schiarito le nostre lenti. Non resta, dunque, che esplorare la nostra destinazione per orientarci un po’ e permettere alle spie luminose di spegnersi e ai campanelli d’allarme di smettere di suonare.

Bene, più che la teoria conta la pratica!

  • Prendi carta e penna
  • Concediti almeno 15-20 minuti
  • Pensa a qualcosa che vuoi cambiare
  • Rispondi alle seguenti domande:
  1. Cosa, precisamente, voglio cambiare? 
  2. Quali risultati voglio ottenere
  3. Cosa c’è di veramente importante per me nell’ottenere questi risultati?
  4. Quali effetti produrrà nella mia vita questo cambiamento?
  5. Quanto tempo mi serve per ottenere questi risultati?
  6. Immaginandomi a risultati raggiunti, come mi sento? Quali sensazioni provo?
  7. Quali imprevisti potrei incontrare?
  8. Come affronterò questi imprevisti?     

Assicurati che le risposte siano specifiche,  concrete e chiaramente immaginabili. Se non riusciamo ad immaginare qualcosa, come potremmo ottenerla?

Ho volutamente trascurato una parte fondamentale, il come cambiare. Per cambiare devo anche sapere come attuare il cambiamento.

Questa parte sarà trattata in un prossimo post ed è stata omessa perché è più utile non confondere due livelli del cambiamento, quello del risultato desiderato e quello del processo necessario ad ottenerlo.

Meglio considerare il primo propedeutico e facilitante rispetto al secondo.

Quando saranno chiare tutte le informazioni che abbiamo esaminato potremo passare a studiare il processo e la strategia più utile ad ottenere il nostro cambiamento.

Per esempio, molte persone escogitano mille modi per smettere di fumare prima di sapere se è importante per loro farlo, quali vantaggi otterranno, quanto credono che sia possibile per loro farlo, come cambierà la loro vita una volta raggiunto l’obiettivo; solitamente dei mille processi attuati non ne funziona uno.

Dopo aver dedicato qualche minuto agli esercizi proposti lascia il tuo commento e facci sapere cosa cambia se iniziamo a porci solo qualche “domanda potente” sui nostri desideri.

Cresciamo Condividendo!

Splendida giornata a te!

Antonio

2 Comments

  1. Michele Pappalardo ha detto:

    La scorsa domenica ho partecipato ad un bellissimo seminario tenuto da Piergiorgio Caselli intitolato “La paura va illuminata non sconfitta”.
    Poiché nulla accade a caso è meraviglioso che oggi anche tu mi abbia coinvolto su questo tema di così determinante impatto sulle nostre vite su questa dimensione terrena.
    Che dire Antonio, sono elettrizzato ed affascinato dal verificare che le chiavi di lettura offerte da te e da Caselli (spero che tu lo conosca, il fondatore di “Scuolanonscuola”) sono assolutamente coincidenti anche se seguono metodi di comunicazione diversi.
    Mi auguro di poter ulteriormente confrontarmi con te su questa ed altre tematiche.
    Un abbraccio felice
    Michele

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