Voglia e paura di cambiare (prima parte)

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Voglia e paura di cambiare (seconda parte)
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Voglia e paura di cambiare (prima parte)

Nuova tappa del nostro percorso di Sviluppo e Crescita personale: parliamo di desiderio e paura di cambiare.

Riprendo un mio articolo del 2004 rileggendolo oggi mi sono reso conto che è ancora molto attuale e adatto allo spirito di Ricomincio da Me, spero ti piaccia. La voglia di cambiamento è una delle sensazioni che ci accompagna molto spesso. Esasperando un po’, si potrebbe addirittura dire che è una costante della nostra vita. Pensiamoci, perché la mattina ci alziamo e iniziamo a “correre”?

Una risposta molto probabile è che c’è qualcosa di nuovo, di diverso che desideriamo, che inseguiamo, qualcosa cui, più o meno consapevolmente, tendiamo. C’è qualcosa che vogliamo cambiare. Questo qualcosa può essere un ambiente in cui agiamo (vorrei una famiglia più serena!), uno stato d’animo (vorrei sentirmi più tranquillo!), un comportamento (vorrei parlare di più quando conosco nuove persone!) una capacità da apprendere o da affinare (vorrei imparare o migliorare il mio inglese!), un valore (vorrei essere più libero!), o addirittura unidentità (vorrei essere una persona diversa, vorrei essere più…vorrei essere meno…!).

Quante cose abbiamo voglia, desiderio di cambiare?

Il cambiamento è un processo a più livelli e la nostra vita è costellata, pervasa di desideri, di vorrei.

Spesso però, la frase completa che definisce la nostra voglia di cambiamento è “Vorrei tanto……MA…….” Perché?

 

Si sente parlare spesso di paura del cambiamento e credo che anche questa sensazione ci sia molto familiare. Cos’è la paura del cambiamento? Perché c’è? Come la esprimiamo?

 

Non è semplice rispondere a queste domande ma proviamo a vederci un po’ più chiaro.

La paura è una delle nostre emozioni fondamentali. La sensazione che sperimentiamo è il risultato di un meccanismo efficientissimo e indispensabile per la nostra vita. La paura, come emozione, come sensazione fisica è, appunto, la spia luminosa, il campanello d’allarme di un perfetto meccanismo di controllo  che ci fa riconoscere un pericolo, prima che noi possiamo consapevolmente rendercene conto e ci fa reagire ad esso.

Prova solo a immaginare vividamente di sporgerti da un balcone posto a un’altezza elevata dal suolo. Cosa succede?
Il sangue si gela nelle vene?
Il battito cardiaco aumenta?
Senti l’adrenalina attraversare velocemente il tuo corpo?
Provi brividi?
La sudorazione aumenta?

Tranquillo, stai solo provando quanto è efficace lo spettacolare meccanismo d’allarme chiamato “paura”.

Cosa accadrebbe su quel balcone se per un po’ il nostro controllore andasse in vacanza? Dove finiremmo se sporgendoci, con il busto sempre più nel vuoto, ci sentissimo tranquilli?

La paura è una nostra parte fondamentale, la nostra più fedele alleata. Ricordiamocene quando cerchiamo di sfrattarla, quando la trattiamo come un’estranea ospite indesiderata o addirittura come una nemica.

 

Colleghiamo ora i due concetti, paura e cambiamento, chiediamoci “Perché,  quando pensiamo al cambiamento, il nostro sistema di sicurezza si attiva?”

La risposta possiamo darcela da soli:

Ci sentiamo più a nostro agio in casa nostra o in una via buia e deserta di una città nuova?

Tutto ciò che non conosciamo, che è poco familiare, attiva il nostro meccanismo che ci deve tenere in allerta per reagire a eventuali pericoli!

 

Beh, è lampante che attuare un processo di cambiamento significa andare in direzione del nuovo, di qualcosa a noi sconosciuto.

Tutto ciò che già abbiamo, facciamo, pensiamo e siamo è casa nostra, la nostra area di comfort!
Ciò che desideriamo rappresenta un luogo nuovo e sconosciuto, una strada inconsueta da percorrere, una città a noi per niente familiare!

Possiamo dunque dire che il cambiamento ci fa tanta più paura, quanto minori sono le informazioni che abbiamo su di esso.

Facciamo un altro semplice esempio che può chiarire ancora meglio questa connessione: se prepariamo un viaggio e non sappiamo dove precisamente finiremo, cosa troveremo, come viaggeremo, cosa portare con noi e quali benefici ci darà questo viaggio,

come ci sentiamo?

Cosa proviamo?

Quanta paura abbiamo?

 

Se prepariamo lo stesso viaggio, scegliendo un posto che ci piace, vedendo un depliant del posto con foto e spiegazioni, prenotando i mezzi appropriati e sapendo cosa mettere in valigia,

quanto diversa è la sensazione?

Cosa proviamo?

 

Il cambiamento è così, può essere molto divertente e veloce ma stando attenti a rispettare delle piccole indicazioni che lo rendono tale.

 

Spesso diciamo di voler cambiare ma per questo viaggio

C’è una destinazione precisa sul biglietto?

Abbiamo un’idea chiara di cosa troveremo?

Quanto tempo ci fermeremo?

Conosciamo i vantaggi che otterremo?

Come affronteremo i piccoli contrattempi che potremo incontrare?

Cosa dobbiamo portare con noi?

 

Per ora rispondi a queste domande pensando alle situazioni in cui hai voglia di cambiare ma la paura ti blocca.

Condividi le tue impressioni, esperienze, storie, paure…

Cresciamo condividendo!

Nella seconda parte di questo post… ne vedremo delle belle!

 

Splendida giornata a te!

 

Antonio

43 Comments

  1. Rossella ha detto:

    C’è una destinazione precisa sul biglietto?
    Abbiamo un’idea chiara di cosa troveremo?
    Quanto tempo ci fermeremo?
    Conosciamo i vantaggi che otterremo?
    Come affronteremo i piccoli contrattempi che potremo incontrare?
    Cosa dobbiamo portare con noi?

    Diciamo che sono ottimi spunti di riflessione, ma quel nostro desiderio di cambiamento spesso nasce senza connotati precisi piuttosto sulla spinta di un malessere generalizzato e quindi rispondere a tali domande sembra difficile.
    Ma se cercare di gestire un cambiamento “desiderato”
    forse è possibile, vorrei sapere come gestire invece un cambiamento deciso dagli altri e che ci coinvolge nostro malgrado. In questo cambiamento sicuramente la paura è maggiore perchè ci sembra di non poter governare il processo.

    • Nicola Liberati ha detto:

      La paura, alleata del nostro cambiamento. Che ne dici, Antonio ?

      • Lucia Gerardi ha detto:

        Caro Nicola,

        la paura il più delle volte potrebbe essere l’emozione che ci blocca, che ci porta a non agire per non andare oltre le nostre zone di confort, che ci fa scappare davanti alle possibili novità, se le permettiamo di dominarci … in questo senso non diventa alleata del nostro cambiamento.

        Se invece impariamo ad ascoltarci e la paura diventa il nostro campanello di allarme grazie al quale comprendiamo che , come dice Antonio, ‘il cambiamento ci fa tanta più paura, quanto minori sono le informazioni che abbiamo su di esso’… allora possiamo attivarci per andare ‘oltre’ questa paura e proseguire nel nostro cammino di cambiamento.

        Grazie per il tuo spunto di riflessione!

        Sorrisi,
        Lucia, collaboratrice di Antonio

  2. Rosa ha detto:

    Certo la conoscenza sul cambiamento che vogliamo fare ci aiuta a viverlo meglio, nonostante tutto l’incognita sul come sarà dopo, ci mette a disagio, la sicuressa del presente però non deve impedirci di provare a cambiare se questo è un nostro grande desiderio.
    Ecco secondo me solo se il desiderio di cambiare è grande si può superare la paura della novità da affrontare!

    Buona serata Antonio,
    ti ho lasciato il mio pensiero, ciao, rosa

  3. Antonio Q ha detto:

    Rossella scrive:

    “Diciamo che sono ottimi spunti di riflessione, ma quel nostro desiderio di cambiamento spesso nasce senza connotati precisi piuttosto sulla spinta di un malessere generalizzato e quindi rispondere a tali domande sembra difficile.
    Ma se cercare di gestire un cambiamento “desiderato”
    forse è possibile, vorrei sapere come gestire invece un cambiamento deciso dagli altri e che ci coinvolge nostro malgrado. In questo cambiamento sicuramente la paura è maggiore perchè ci sembra di non poter governare il processo.”

    Cara Rossella,

    hai centrato il punto e anche molto bene: spesso mossi da un malessere generalizzato rischiamo di desiderare un cambiamento altrettanto vago e generalizzato e di partire senza una meta. Così facendo però iniziamo spesso viaggi che non hanno un fine né una fine. Fare chiarezza è proprio ciò che ci vuole nei momenti in cui il malessere è generalizzato; non tanto per ricercare obbligatoriamente le cause ma per mettere a fuoco il problema e iniziare a trovare nuove efficaci soluzioni.

    Per il secondo punto sul cambiamento deciso da altri direi che innanzitutto sentirsi totalmente estranei a decisioni di cambiamento che coinvolgono la nostra vita… Mmmhh…. non ci da sensazioni molto positive. Quindi ti direi riprendi la tua parte, piccola o grande che sia di responsabilità in queste scelte. Altrimenti non è paura che senti ma impotenza e costrizione.

    Cerchiamo sempre di vedere molte possibilità ricordandoci che ognuno di noi sceglie sempre la migliore tra le opzioni che vede… non tra quelle che ci sono!

    Chiediti cosa precisamente ti impedisce di dire la tua o di opporti o di mettere dei limiti a questo cambiamento o di scoprire quali opportunità ti può dare…. o… o… o…

    Spero di esserti stato di aiuto!

    Grazie di cuore della condivisione.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  4. Antonio Q ha detto:

    Rosa scrive:

    “Certo la conoscenza sul cambiamento che vogliamo fare ci aiuta a viverlo meglio, nonostante tutto l’incognita sul come sarà dopo, ci mette a disagio, la sicuressa del presente però non deve impedirci di provare a cambiare se questo è un nostro grande desiderio.
    Ecco secondo me solo se il desiderio di cambiare è grande si può superare la paura della novità da affrontare!
    Buona serata Antonio,
    ti ho lasciato il mio pensiero, ciao, rosa”

    Cara Rosa,

    che dire hai aggiunto un tassello fondamentale, il desiderio grande, la motivazione forte a cambiare sono elementi fondamentali per affrontare il cambiamento e la normale paura che ne deriva.

    Grazie di cuore!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  5. Edwige Nyouma ha detto:

    Ultimamente, ho deciso di fare fronte alle mie paure e ho deciso di provare tante cose che non facevo prima. Velo dico subito: ci vuole tanto coraggio ma alle fine ci rendiamo conto che noi stessi, ci mettiamo tanti limiti per niente. Quindi per cambiare ci vuole coraggio.

  6. Anna70 ha detto:

    La voglia di cambiare ci accompagna spesso nella nostra vita, pero’ qualcosa ci ferma,non ci fa trovare il coraggio di andare oltre.Quel qualcosa si chiama paura , ma paura di cosa? forse di noi stessi? e di quello che non conosciamo.
    Una situazione in cui avrei voglia di cambiare e quella di poter dire sempre la mia verita’ senza ipocrisie,liberarmi da certi schemi soprattutto f
    amiliari in cui sei incastrato.
    ciao Vittoria.

  7. SONIAIMB84 ha detto:

    io non ho paura di cambiare, ho capito cosa non va..cosa non mi fa stare bene, ossia la discrepanza tra ciò che sono e quello che trasmetto..sto lavorando sul cambiare il mio modo di trasmettere il mio essere ma gli altri che mi hanno sempre vista in un modo sapranno accettare il cambiamento?o non ne vedranno autenticità?si cambia si cresce ma per quest’ostilità al cambiamento potremmo non essere riconosciuti ed accettati…

  8. Antonio Q ha detto:

    Edwige Nyouma scrive:

    “Ultimamente, ho deciso di fare fronte alle mie paure e ho deciso di provare tante cose che non facevo prima. Velo dico subito: ci vuole tanto coraggio ma alle fine ci rendiamo conto che noi stessi, ci mettiamo tanti limiti per niente. Quindi per cambiare ci vuole coraggio.”

    Grazie cara Edwige per aver ricordato u principio molto importante ovvero che la maggior parte dei limiti che vediamo siamo noi a metterli. L’uomo è l’unico animale che rimane chiuso in gabbie che lui stesso si costruisce.

    Il lato positivo è che sei noi costruiamo le nostre gabbie… noi siamo in grado di aprirle e smantellarle.
    Coraggio allora… iniziamo! 😉

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  9. Antonio Q ha detto:

    anna70 scrive:

    “La voglia di cambiare ci accompagna spesso nella nostra vita, pero’ qualcosa ci ferma,non ci fa trovare il coraggio di andare oltre.Quel qualcosa si chiama paura , ma paura di cosa? forse di noi stessi? e di quello che non conosciamo.
    Una situazione in cui avrei voglia di cambiare e quella di poter dire sempre la mia verita’ senza ipocrisie,liberarmi da certi schemi soprattutto f
    amiliari in cui sei incastrato.
    ciao Vittoria.”

    Cara anna70Vittoria :),

    Grazie della tua condivisione. Due domande mi sorgono spontanee sono

    Cosa precisamente ti impedisce di dichiarare le tua verità senza ipocrisie e liberarti dagli schemi familiari in cui sei incastrata?

    Cosa accade se inizi a farlo?

    Facci sapere!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  10. Antonio Q ha detto:

    SONIAIMB84 scrive:

    “io non ho paura di cambiare, ho capito cosa non va..cosa non mi fa stare bene, ossia la discrepanza tra ciò che sono e quello che trasmetto..sto lavorando sul cambiare il mio modo di trasmettere il mio essere ma gli altri che mi hanno sempre vista in un modo sapranno accettare il cambiamento?o non ne vedranno autenticità?si cambia si cresce ma per quest’ostilità al cambiamento potremmo non essere riconosciuti ed accettati…”

    Sonia cara,

    Grazie delle tue utilissime domande.

    Cerco di risponderti dicendo che ogni volta che c’è cambiamento c’è resistenza.
    La resistenza al cambiamento è naturale e inevitabile da parte di ogni persona e di ogni sistema (famiglia, coppia, amici, ambiente di lavoro).

    Semplicemente perché tendiamo a mantenere lo status quo… le cose esattamente così come sono, pensando che l’equilibrio che abbiamo creato sia il migliore…solo perché oramai lo conosciamo e quindi sappiamo gestirlo.

    Allo stesso modo, però, è vero che ogni volta che un cambiamento supera l’iniziale resistenza, si creano nuovi equilibri.

    Quindi ti dico, se il tuo cambiamento è utile per te, vero e sentito, piano piano vedrai che si creeranno nuovi equilibri.

    In questi nuovi equilibri può darsi che qualcuno si allontanerà. Anche questo è parte della vita, è giusto sempre che ognuno abbia la libertà di scegliere se seguirci nel nostro cammino di vita o a un certo punto cambiare strada… casomai poi ci si ritrova.

    La domanda è

    è più importante per te cambiare, crescere e accrescere il tuo benessere o preoccuparti di eventuali reazioni di qualcuno?

    Facci sapere.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  11. Anna70 ha detto:

    buongiorno,rispondo alle tue domande.Inquesto momento della mia vita sto provando ad essere più libera di dire la mia verità senza ipocrisia, probabilmente lo sto facndo in modo aggessivo.Le persone che mi stanno intorno forse non accettano questo tipo di cambiamento, perchè fin a ora hanno visto in me una persona accomodante,tranquilla che ha fatto sempre la brava ,la bella e la buona……
    Dammi qualche consiglio.
    ciao vittoria

  12. Antonio Q ha detto:

    Cara anna70Vittoria,

    Come dicevo nel precedente commento è assolutamente normale che quando in un sistema familiare che ha i propri equilibri e in cui ognuno “recita” il suo ruolo (tu in questo caso quello di “una persona accomodante,tranquilla che ha fatto sempre la brava ,la bella e la buona……”) qualcuno cambia ruolo, gli altri componenti tendano a vedere questo cambiamento come minaccioso per il sistema. Le reazioni di resistenza sono assolutamente normali e vanno comprese ma certo non assecondate.

    Altro fattore da tenere in considerazione è che tu stai attuando questo cambiamento in modo aggressivo e la loro resistenza e la tua aggressività rischiano di alimentarsi a vicenda in circolo vizioso.

    Se il tuo cambiamento è vero e sentito, mantieni la posizione con fermezza ma non aggressiva… ascolta le loro ragioni e cerca di chiarire loro che questo cambiamento è importante e necessario per te. Porta avanti la tua PACIFICA BATTAGLIA! 😉

    Ovviamente questa è solo la prima delle infinite possibilità… se non funziona, tocca provare altro… poi altro… poi altro.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  13. Rosa ha detto:

    Ciao Antonio, torno a scriverti su questo tema perchè mi sono chiesta anche , perchè la paura diventa fobia a volte, e come fare per liberarsene es: Io temo di guidare, ho la patente da anni e non sono mai riuscita a guidare. Mi dico che non aver avuto la macchina a disposizione subito perchè non potevo permettermela, e quindi non avendo fatto subito pratica, mi ha impedito in seguito di riprovarci dalla paura di procurare danni a qualcuno.
    C’è rimedio a questo? Per non ripetere l’errore mia figlia ha appena preso la patente, ma non vuole la macchina perchè per il momento non le serve sta studiando all’università e va con il treno………….temo che succeda anche a lei, che mi dici?

  14. Antonio Q ha detto:

    Cara Rosa,
    il tuo non è un caso né unico né raro purtroppo con le paure va sempre così:

    Paura evitata paura amplificata… paura affrontata paura eliminata!

    Una buona regola da capire rispetto alla paura è che ogni volta che “evito” ciò che mi fa paura giustifico e rinforzo la paura stessa. Pensaci bene, ogni volta che eviti qualcosa la volta successiva ti senti più sicura o meno sicura?

    Certamente meno, più evito più ho paura.

    Ogni volta che invece affronti la situazione?
    Al di là dei risultati, ti senti sempre più forte e più capace rispetto alla situazione. Sai di poterlo fare!

    Rimedio dunque…affrontare anche a piccole dosi le proprie paure… ovviamente è un argomento da affrontare bene e quindi ti ringrazio di avrlo proposto, sarà tema di un prossimo post.

    Grazie di cuore!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  15. Pulcetony ha detto:

    Ciao, sono Antonella, ho 44 anni ed una vita “apparentemente normale”, ma in realtà dentro di me sono dominata dalla paura da sempre. In ogni mio gesto, parola o movimento c’è il disagio costante della paura, di sbagliare, di cambiare, di parlare, di non piacere, di non aver diritto, di vivere. Una guerra continua cominciata da piccola con la paura più grande di tutte, quella di mio papà. Una decina di anni fa avevo intrapreso un percorso con un gruppo di risveglio della propria consapevolezza proprio per riuscire a superare alcune di queste paure, ma è stato così doloroso che ho smesso dopo qualche anno più sconfitta che mai..
    Il bello è che nessuna delle persone che mi circondano sanno di queste mie angosce, sono bravissima a nasconderle, anni ed anni a far finta che tutto vada bene.
    Ma come si fa a vivere così???

  16. Antonio Q ha detto:

    pulcetony scrive

    “Ciao, sono Antonella, ho 44 anni ed una vita “apparentemente normale”, ma in realtà dentro di me sono dominata dalla paura da sempre. In ogni mio gesto, parola o movimento c’è il disagio costante della paura, di sbagliare, di cambiare, di parlare, di non piacere, di non aver diritto, di vivere. Una guerra continua cominciata da piccola con la paura più grande di tutte, quella di mio papà. Una decina di anni fa avevo intrapreso un percorso con un gruppo di risveglio della propria consapevolezza proprio per riuscire a superare alcune di queste paure, ma è stato così doloroso che ho smesso dopo qualche anno più sconfitta che mai..
    Il bello è che nessuna delle persone che mi circondano sanno di queste mie angosce, sono bravissima a nasconderle, anni ed anni a far finta che tutto vada bene.
    Ma come si fa a vivere così???”

    Cara pulcetony,

    grazie innanzitutto di esserti aperta e averci donato una parte così importante di te.

    Come si fa a vivere così… credo che solo tu possa saperlo, io posso solo immaginare che sia stata dura e faticosa la strada degli ultimi dieci anni. Tutte le nostre vite sotto l’apparenza di normalità celano una umana sofferenza che ognuno tende a celare al mondo e spesso anche a se stesso.

    Personalmente ti direi di iniziare proprio dalla fine, dal fatto che nessuna delle persone a te vicina immagina o sente la tua sofferenza nascosta.
    Non cercare di combattere tutte le tue paure, insieme sembrano forti e imbattibili.

    Inizia da una, e io ti direi di iniziare dall’apice:
    Cara, combatti la tua paura della paura!!

    La paura finché la nascondi, nel buio, acquista potere e sembra sempre più forte… se la porti allo scoperto ti accorgi che è un fantasma, alla luce del sole scompare perché è solo un’immagine… è fatta di aria.

    CONFESSA L’INCONFESSABILE SEGRETO!!

    Inizia a dire a qualcuno che hai le tue fragilità, le tue paure… condividi, come hai fatto oggi con noi, questo macigno che senti dentro… per sgretolarlo.

    Attenta, rispetta i tuoi tempi e i tuoi modi, scegli con cura le prime persone con cui condividere, fallo a modo tuo ma SEMPLICEMENTE FALLO!

    Ti ringrazio ancora del dono che ci hai fatto!

    Facci sapere come va è importante…

    TI ABBRACCIO E TI AUGURO UNA SPLENDIDA GIORNATA!

    Antonio

  17. Francesca ha detto:

    Bell’articolo

  18. Antonio Q ha detto:

    francesca scrive:

    “Bell’articolo”

    Grazie di Cuore Francesca rimani dei nostri!

  19. V80 ha detto:

    indubbiamente un cambiamento puo lasciare inizialmente sopresi e sgomenti chi abbiamo intorno…tuttavia ci sono persone, si contanto sulla punta delle dita, che ci sanno vedere per quelli che siamo da sempre e aldila dei condizionamenti ..quando finalmente riusciamo ad attuare il cambiamento ed uscire dal guscio gioiscono per noi. D’altra parte pero è anche triste constatare come invece spesso la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni..
    Sono grata per chi gia mi apprezza e cerco di mantenermi fiduciosa che alla fine tutti possano trovare un loro equilibrio.Tuttavia capisco la rabbia che possa derivare nell’appurare certi meccanismi di comodo.. ci si sente traditi , sfruttati da chi puo fare resistenza al cambiamento, e anche presi in giro..”ti arrabbi perche ti tolgo il tuo comodo”, della serie oltre che il danno la beffa! E poi la frustrazione che questo possa gererare..Caro Antonio, volevo chiederti a questo proposito cosa pensi della rabbia..so che puo essere costruttiva se, come la paura infatti ci aiuta ad agire in modo costruttivo, o distruttiva , se focalizzata sul rimuginare o l’opposizione aggressiva. Credo comunque come sentimento, seppur meno evoluto diciamo, non vada condannato..e credo in questo sentimento a volte risiedano anche molti sensi di colpa
    Quale è la tua opinione in merito ?
    grazie , un saluto

  20. Antonio Q ha detto:

    V80 scrive:

    “indubbiamente un cambiamento puo lasciare inizialmente sopresi e sgomenti chi abbiamo intorno…tuttavia ci sono persone, si contanto sulla punta delle dita, che ci sanno vedere per quelli che siamo da sempre e aldila dei condizionamenti ..quando finalmente riusciamo ad attuare il cambiamento ed uscire dal guscio gioiscono per noi. D’altra parte pero è anche triste constatare come invece spesso la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni..
    Sono grata per chi gia mi apprezza e cerco di mantenermi fiduciosa che alla fine tutti possano trovare un loro equilibrio.Tuttavia capisco la rabbia che possa derivare nell’appurare certi meccanismi di comodo.. ci si sente traditi , sfruttati da chi puo fare resistenza al cambiamento, e anche presi in giro..”ti arrabbi perche ti tolgo il tuo comodo”, della serie oltre che il danno la beffa! E poi la frustrazione che questo possa gererare..Caro Antonio, volevo chiederti a questo proposito cosa pensi della rabbia..so che puo essere costruttiva se, come la paura infatti ci aiuta ad agire in modo costruttivo, o distruttiva , se focalizzata sul rimuginare o l’opposizione aggressiva. Credo comunque come sentimento, seppur meno evoluto diciamo, non vada condannato..e credo in questo sentimento a volte risiedano anche molti sensi di colpa
    Quale è la tua opinione in merito ?
    grazie , un saluto”

    Cara V80,
    grazie dell’intervento utilissimo a chiarire un po’ di punti.

    Per quanto riguarda la resistenza al cambiamento io direi che essa è fisiologica in ogni sistema, in noi, come nelle relazioni che creiamo. Non è cattiveria quella di chi resiste al cambiamento è solo preservazione naturale dell’equilibrio che si è creato. ognuno di noi, come ogni sistema in nstura tende a difendere se stesso mantenendo gli equilibri che ha creato e che gli garantiscono la sopravvivenza… il “comodo” che tu individui appunto.

    Un utile esercizio che possiamo fare è vedere quanto noi siamo chiusi a ciò che è veramente nuovo per noi e per i nostri rapporti. Quanto più riusciamo a vedere questi naturali meccanismi in noi, tanto più tendiamo ad affrontarli e a capire anche gli altri.

    Rispetto alla tua frase “la maggioranza delle persone che ci circondano vedano solo cio che fa comodo senza nemmeno immaginare cosa ci sia dietro..queste relazioni non sono altro che illusioni.. ” sono d’accordo che spesso le relazioni sono sbilanciate e illusorie (infatti poi provocano grandi delusioni) e ti chiedo:
    noi non siamo però parte di queste relazioni?
    non partecipiamo a creare queste illusioni?

    Le persone spesso vedono di noi ciò che gli mostriamo. Iniziamo, dunque noi, a cambiare, a mostrarci per ciò che siamo ad accettare la naturale conseguenza di piacere a molti e non piacere a tanti altri e vediamo cosa accade.

    Ogni vero cambiamento inizia dentro di noi; “Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo” Mahatma Gandhi

    Per la rabbia infine, credo sia, in questo caso, la conseguenza di ciò che ho detto sopra… penso che possiamo trasformare la rabbia verso chi si oppone al nostro cambiamento in attivazione positiva per incrementare il cambiamento stesso comprendendo meglio i meccanismi del cambiamento e risolvendo equivoci relazionali che creiamo e aumentando la trasparenza con noi stessi e con gli altri.

    Spero di essermi fatto capire.

    Ti abbraccio

    augurandoti splendidi cambiamenti! 😉

    Antonio

  21. Anto.dd ha detto:

    Uscire dalle proprie paure può essere un percorso lungo e faticoso…ma la LIBERTA’ NON HA PREZZO!
    Ho iniziato da poco un percorso di crescita sia individuale che di gruppo e ho scoperto la forza di condividere, raccontarsi e ascoltare storie di vita.
    Una delle prime cose che la paura ti fa credere è che sei sola nel tuo “girone”!
    La mia paura mi teneva isolata dal mondo pur vivendo in una famiglia numerosa e lavorando in un ambiente pubblico.
    Nessuno riusciva ad attraversare il fossato che mi ero costruita intorno.Ero io che non lo permettevo.
    Ma prima o poi le paure trovano il modo per venire affrontate…se le lasci lì facendo finta di niente loro crescono mentre tu menti solo a te stesso.
    CHIEDI AIUTO, PARLA CON QUALCUNO!!!
    Il mondo è pieno di persone che possono aiutarti!
    E se la prima persona non è quella giusta, insisti, non tirarti indietro!
    TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI ESSERE FELICI.
    Il mio primo passo è stato quello di trovare una persona meravigliosa che mi ha insegnato a sostituire paura con FIDUCIA…

    Auguro questo a tutti voi BUON ANNO ma soprattutto BUONA VITA

    e…GRAZIE Antonio per questo spazio:)

    p.s: o vediamo se dopo vari tentativi riesco a mandare un commento!!

  22. Anonimo ha detto:

    diciamo che non sopporto di essere sopraffatto dalla paura, e le cose che mi spaventano le affrronto per prima.
    Chissà? ( ma se pò dì chissà,è corretto grammaticalmente ? boh….)
    Forse è perchè non riesco a reggere quel tipo di dolore ? ariboh…

  23. Antonio Q ha detto:

    anto.dd scrive:

    Uscire dalle proprie paure può essere un percorso lungo e faticoso…ma la LIBERTA’ NON HA PREZZO!
    Ho iniziato da poco un percorso di crescita sia individuale che di gruppo e ho scoperto la forza di condividere, raccontarsi e ascoltare storie di vita.
    Una delle prime cose che la paura ti fa credere è che sei sola nel tuo “girone”!
    La mia paura mi teneva isolata dal mondo pur vivendo in una famiglia numerosa e lavorando in un ambiente pubblico.
    Nessuno riusciva ad attraversare il fossato che mi ero costruita intorno.Ero io che non lo permettevo.
    Ma prima o poi le paure trovano il modo per venire affrontate…se le lasci lì facendo finta di niente loro crescono mentre tu menti solo a te stesso.
    CHIEDI AIUTO, PARLA CON QUALCUNO!!!
    Il mondo è pieno di persone che possono aiutarti!
    E se la prima persona non è quella giusta, insisti, non tirarti indietro!
    TUTTI ABBIAMO IL DIRITTO DI ESSERE FELICI.
    Il mio primo passo è stato quello di trovare una persona meravigliosa che mi ha insegnato a sostituire paura con FIDUCIA…

    Auguro questo a tutti voi BUON ANNO ma soprattutto BUONA VITA

    e…GRAZIE Antonio per questo spazio:)

    p.s: o vediamo se dopo vari tentativi riesco a mandare un commento!!

    Cara Anto,

    Grazie di cuore per questa bellissima condivisione ricca di gioia, verità e speranza. Sono certo che servirà a molti come riflessione e come spinta verso il cambiamento e la conquista della propria LIBERTA’ PERSONALE.

    Ti abbraccio!

    Antonio

  24. Antonio Q ha detto:

    Anonimo scrive:

    “diciamo che non sopporto di essere sopraffatto dalla paura, e le cose che mi spaventano le affrronto per prima.
    Chissà? ( ma se pò dì chissà,è corretto grammaticalmente ? boh….)
    Forse è perchè non riesco a reggere quel tipo di dolore ? ariboh…”

    Caro anonimo,

    è un’ottima soluzione affrontare subito le cose che ci spaventano.

    La paura affrontata è una paura eliminata…la paura evitata è una paura alimentata!

    attenzione solo a non aver paura della paura… altrimenti il circolo vizioso sembra che si spezzi ma in realtà si alimenta! 😉

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  25. Alan ha detto:

    sono fidanzata da 13 anni e ho paura di sposarmi. Ho paura del cambiamento, dell’abbandono, di lasciare i miei genitori….mancano pochi mesi e io non sto facendo niente. Solo panico e resistenza a prendere una decisione. Aiutatemi. NOn ne posso più.

  26. Castiel ha detto:

    Ho 22 anni! Credo che la paura del cambiamento sia un po una cosa molto comune. Calza perfettamente con il periodo che sto vivendo. Devo affrontare un cambiamento e ho paura delle conseguenze. Vivo a in toscana da qualche anno e ora che sono senza lavoro devo ritornare in Sicilia. Non sono affatto contento perche qui ho la mia vita, le mie amicizie e ci sto proprio bene. Sono molto legato hai miei amici con cui ho passato momenti unici e irripetibili! Mi piace la vita di qui, Ritornare in Sicilia significherebbe perdere tutto questo. Che conseguenze portera questo cambiamento?? Sto prendendo tempo perche spero che cambi qualcosa ma devo fare la scelta proprio in questi giorni.

  27. Paulina ha detto:

    Io non ho mai avuto problemi,quando ancora non ero arrivato a casina il papino voleva mettere un cacelletto per paura che io cadessi, ma niente da fare quando sono arrivato a casa l’ho salite e scese subito quelle scale 😀

  28. Helpvolontariat ha detto:

    Ciao ragazzi, vi pubblico questo articolo che può esservi utile e interessante da leggere. http://www.sconfini.eu/Medicina/la-paura-ce-sempre-una-via-duscita.html

  29. Leo ha detto:

    Buongiorno a tutti .

    Il nostro bagaglio di esperienze e di cultura ci guida e condiziona sempre in tutte le nostre scelte, obiettivi e valori di vita.
    Il cambiamento e’ un percorso nuovo, sconosciuto, a volte senza riferimenti precisi. Viviamo di quotidianita’ e di azioni riflesse.
    Noi conosciamo il mondo attraverso le apparenze… come le ombre di Platone.
    Come possiamo non aver paura di cambiare. Gia’ la realta’ quotidiana a volte contiene minacce e paure.
    Bisognerebbe essere piu’ liberi e un po’ temerari.

    leo_KSA

  30. ivano ha detto:

    grazie, è giusto quello che hai detto,ma per me il cambiamento è difficile

  31. Luigi ha detto:

    Buongiorno a tutti, penso che il cambiamento ha molto a che fare con la nostra capacita di resistere alle frustrazioni date dalla mancanza di libertà. Cioè, tanto più siamo abituati a resistere, sopportare tanto meno è probabile che decida di cominciare un cammino per il cambiamento: tanto alla fine riesco a sopportare. Per me bisogna chiedersi a questo punto:È davvero un atteggiamento di vita questo? O di morte? Resistere e saper sopportare è una capacità totalmente positiva? Fino a che punto? O forse non scelgo il cambiamento “semplicemente” perché scegliere di essere un’altro me deluderà qualcuno e con questo il suo affetto per me. Grazie per le parole di ognuno e del dottor Quaglietta, grazie dell’ascolto e per la splendida opportunità che ci date di condividere. Buona giornata a tutti

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Ciao Luigi,

      grazie per le tue riflessioni!

      Il cambiamento nella vita è inevitabile. Ci sono dei cambiamenti che arrivano e ai quali
      noi dobbiamo adattarci per forza… la differenza è fatta dall’atteggiamento che
      mettiamo in atto davanti ad ogni tipo di cambiamento.

      Questa resistenza di cui tu parli può essere dovuta alla comodità delle nostre zone di confort: abbiamo
      la tendenza a rimanere dove siamo, anche se dove siamo non ci piace o è per noi doloroso,
      perché è ciò che conosciamo bene e che sappiamo – come dici tu – sopportare e gestire.

      Quello che mi ha colpito nel tuo commento e il chiederti se scegliere di diventare un altro possa deludere
      qualcuno e perdere il suo affetto.

      A mia volta ti chiedo: diventi qualcun altro o sei sempre Luigi con degli arricchimenti o un’evoluzione
      diversa?
      E poi, sei proprio sicuro al 100% che se tu attui un cambiamento che per te è positivo qualcuno possa
      essere deluso a tal punto da non provare più affetto per te?

      A presto,

      sorrisi!

      Lucia (staff di Antonio)

  32. Luigi ha detto:

    Grazie Lucia grazie per la tua risposta, riguardo al cambiamento: si certo nel cambiare resto sempre io Luigi ma con un nuovo assetto, spero sempre più libero. In questo sono perfettamente d’accordo con la citazione del dottor Antonio Quaglietta quando parla dei rimorsi e dei rimpianti dove ci invitava a pensare che, ad esempio, Luigi del 2014 ha agito in un tale modo perché quello era il meglio che quel Luigi poteva fare perciò è inutile che Luigi 2017 rimpianga le scelte di Luigi 2014 in quanto sono due persone diverse con un bagaglio esperienziale e di soluzioni diverso e quindi sono una il cambiamento dell’altra. La delusione degli altri rispetto al proprio cambiamento intendo dire che a volte si creano delle relazioni un po complicate fatte di taciti e forse inconsci compromessi e quando per fortuna emerge dentro di noi l’insight di come risolvere il compromesso subentra la paura di deludere l’altro e perdere qualcosa di quella relazione.Grazie ancora.

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Ciao Luigi!

      Grazie di cuore a te per le tue riflessioni e per la tua condivisione.

      Hai detto bene: è una paura quella di deludere l’altro. E le paure possono
      bloccarci nella famosa zona di confort di cui parlavo nell’altro commento.
      Ma le nostre paure corrispondono sempre alla realtà? 😉

      Complimenti per la tua apertura,

      a presto!

      Sorrisi.

      Lucia 🙂

  33. Maria concetta Uggè ha detto:

    Grazie per le tue riflessioni che leggo/ascolto sempre con interesse. Condivido quanto hai scritto sulla sana paura che ti salva la vita.
    Per me il grande problema del cambiamento è stato l’affrontarlo spesso guardando oltre e cioè non vivendolo passo dopo passo, respiro dopo respiro, ma al contrario quasi ad occhi chiusi, dicendo : “mi butto e via!”.
    Ora penso che, respiro dopo respiro, incontro dopo incontro, presenza e presenza , semplicemente cambio tante cose in me.
    Perché “sbagliavo” ? Perché mi ponevo le domande sbagliate. Un altro tema che tu hai affrontato…
    Sarebbe un lungo discorso. ..
    Grazie di tutto, continua a stimolarci!
    Cina

  34. laura ha detto:

    Buongiorno a tutti e grazie come al solito!!!
    personalmente ho iniziato a riconoscere la forza e gli effetti della paura quando ho iniziato un lavoro del tutto nuovo per me . Praticavo il tirocinio presso un centro diurno per disabili e nel mentre mi accorgevo che quando era ora di fare attività a me conosciute come stare in cucina dopo la distribuzione del pasto, mi veniva molto facile e “conveniente” ( passatemi il termine), rifugiarmi in cucina, mentre quando si trattava di gestire situazioni sconosciute o da me poco praticate la cosa mi metteva alquanto in difficoltà e cosi mi accorgevo che “scappavo” in cucina talvolta anche se non era il mio turno solo per barattare un po’ di quella serenità interna che mi metteva quiete.
    Ci misi un po’ ad uscire dalla cucina, ma quando lo feci mi accorsi piano piano, di come avessi quasi sprecato tempo a fare ciò che conoscevo, privandomi dei vantaggi di ciò che in seguito avevo potuto imparare!! se potessi usare una metafora, pensando ai cambiamenti, credo di cercare sempre in qualche modo una “rifugio”, una ” cucina” dove prendere aria o tempo…o chissà cos’altro da barattare;
    forse è giusto così.. concedersi del tempo, potrebbe essere un giusto compromesso, rifugiarsi il necessario per “calmarsi”. prendere le energie giuste per affrontare il cambiamento…..l’importante poi è non stare in stallo con il rischio probabile di trovarsi scuse plausibili!
    se si riuscisse a farsi amica la paura sarebbe un gran vantaggio, forse andrebbe ridimensionata, dopo averla individuata…chissà?!
    buona giornata a voi e grazie ancora per tutto

  35. arnaldo ferrario ha detto:

    Per quanto mi riguarda, credo che il problema risieda nel fatto che se una parte di me è orientata al cambiamento, l’altra fa in modo comunque di farmi apprezzare la situazione in essere, instillandomi anche il dubbio che il voler cambiare nasconda una paura ad affrontare le situazioni contingente
    Cambiare non può anche essere paura di affrontare il presente?

  36. Aldo ha detto:

    “Paura evitata paura amplificata… paura affrontata paura eliminata!” quanto è vero !!!!
    però in certi casi la paura è così radicata in noi (in me) da diventare una specie di “paura base”.
    Faccio un esempio forse un po’ superficiale, ma penso che renda l’idea …
    Da ragazzo (14enne) non riuscivo a imparare a pattinare, la paura mi impediva di staccarmi dalle transenne. Un pattinatore esperto mi prese per mano, portandomi in mezzo alla pista ad una velocità abbastanza elevata. In questo modo superai apparentemente la mia paura, perché potevo permettermi di lasciare le transenne e mescolarmi agli altri pattinatori, ma questo mi è servito solo a rendermi più “invisibile”, senza continuare ad accrescere le mie qualità di pattinatore da solo.
    Grazie Antonio per questo spazio che hai creato

  37. Ela ha detto:

    Pensando un viaggio, ripenso mio che ho fatto in circa 3 anni fa, con le mie figlie!…è già questo porta sempre una non grande!..ma grandissima paura per me…una responsabilità di avvenire di due esseri umani, che dipendono solo da me, è in conseguenza dalle mie scelte.
    Destinazione era una casa, sapevo che dovevo renderla confortevole per poter offrire alle mie figlie una permanenza dignitosa. Tempo?.. inlimitao, e tutto quello che può portare con sè il tempo, paura di non farcela con mio lavoro precario e consapevolezza di non aver nessuno in carne e ossa di poter aiutarmi, avevo solo la mia fede in Dio. Unica cosa che mi dava spinta di proseguire erano vantaggi di questo viaggio …la tranquillità emotiva per le mie bambine. La paura porto con me a giorno d’oggi con qualche esperienza di affrontare piccoli e grandi imprevisti e contrattempi.
    Bagaglio era tutto il meglio della vita che abbiamo vissuta fin’ora.
    Questo viaggio affronto tutt’oggi.. ogni giorno con le stesse paure e preoccupazioni.

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