Sensi di colpa

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Sensi di colpa

Crescita personale e sensi di colpa

Riprendiamo il nostro viaggio nella crescita personale, parlando di sensi di colpa. La nostra tappa di oggi tocca tre concetti fondamentali per sviluppare la nostra umanità, accrescere il benessere e vivere la vita che vogliamo. È, a mio avviso, vitale promuovere una discussione sui sensi di colpa partendo da tre concetti spesso assimilati, confusi o addirittura usati come sinonimi. La confusione emotiva e il malessere che può derivare da quest’assimilazione è davvero degna di nota.

I tre concetti che è bene indagare, separare e riconoscere nella loro natura peculiare sono:

  • Colpa

  • Responsabilità

  • Sensi di colpa

Che si tratti di relazioni di coppia, familiari, di rapporti di amicizia e ancor più del rapporto con noi stessi, questi tre personaggi spesso sono parte della storia… conosciamoli.

La colpa

figura alta e imponente, dura e antipatica ma dai lineamenti ben definiti… dunque, gestibile e affrontabile.
Eh sì, quando la colpa c’è si vede: riguarda fatti e persone cui causiamo reali danni. Siamo colpevoli di azioni quando queste vanno contro qualcosa o qualcuno a sua volta chiaramente identificabile. La colpa è un concetto soprattutto giuridico. Se rubo la pensione a un’anziana signora sono colpevole del danno (non solo economico) causato alla malcapitata. Sento la mia colpa perché ho la capacità di immedesimarmi nell’altra persona e “sentire” empaticamente come quest’azione le abbia modificato la vita.
La colpa dà sempre anche la possibilità di azioni riparatorie: restituire la pensione, chiedere scusa, scontare una pena, pentirsi, perdonare e perdonarsi. Tutto questo mi dà la possibilità di tornare “in pari” con me stesso, di apprendere e di crescere.

I sensi di colpa

ombre sfumate, sfuggenti, avvolgenti come scialli, pesanti sullo stomaco, pungenti come una spina… tortura lenta e continua.
Come la definizione stessa mostra, il senso di colpa è una “sensazione” di colpa, un “sentire” un errore dentro di noi, anche se colpa reale non c’è.
In realtà non c’è un danno oggettivo a persone, non una precisa colpa ma c’è una categorica punizione che ci si autoinfligge: vergogna, inadeguatezza e una sensazione cronica che ci blocca impedendoci scelte, comportamenti, a volte anche sensazioni. La paura che li scatena è quella del giudizio degli altri, di rovinare la nostra immagine e di subire la conseguente ferita narcisistica.
“Cosa penseranno di me?”… “Diranno che non sono buona!”.
Tutto questo avviene nella nostra mente non nella relazione.

Nelle relazioni, proprio per la loro alta capacità di inibire, i sensi di colpa sono uno strumento di potere.

Facendo sentire in colpa l’altro se agisce come a me non piace, lo controllo senza mostrargli apertamente una mia richiesta e senza dargli la possibilità di ribellarsi e rifiutare.
Un bel senso di colpa e il problema è risolto. Ricordiamo però che gli altri possono farci male nella misura in cui glielo permettiamo: qualcuno può “regalarmi” un bel senso di colpa, sta a me poi accettare e prenderlo. 
Negli ultimi dieci anni di attività di formazione ma soprattutto in  Counseling e in Coaching ho potuto notare come il senso di colpa è molto frequente nelle coppie, nelle famiglie, ma anche sul lavoro e nei rapporti di amicizia. Sembra essere una pratica di controllo socialmente accettata, anche se provoca dolore, sofferenza e rabbia.

Impariamo a distinguere il senso di colpa con degli esempi reali.

Mi sento colpevole se:

“passo una serata gioiosa ed entusiasmante senza il mio partner”

“non mi occupo del lavoro anche di altri colleghi che non fanno niente”

“non chiamo mia madre ogni sera”

“sto bene e mi sento spensierata”

“non mi preoccupo per i miei figli”

“non vado a pranzo dai miei la domenica”

“mi sento in colpa perché vivo di sensi di colpa”

In questi pochi esempi, possiamo notare come non c’è un reale danno causato a qualcuno se non a se stessi. La relazione con le persone cui il senso di colpa si riferisce, inoltre, si caricherà di rabbia e negatività perché la vedremo come una relazione che ci toglie libertà; essere schiavi non piace a nessuno.

 

La responsabilità

erroneamente assimilata a colpa e sensi di colpa, è invece un concetto quasi opposto rispetto ai due. Essere responsabili della propria vita e delle proprie azioni implica un agire in modo autonomo e consapevole, percependo sempre molte possibilità e libertà di scelta. Agire responsabilmente significa assumersi le implicazioni delle proprie scelte e delle proprie azioni. L’azione responsabile c’è quando siamo consapevoli che al timone ci siamo noi e possiamo costantemente aggiustare il tiro, in base al ritorno che ogni azione produce. I sensi di colpa, come abbiamo visto, rendono schiavi e paralizzano dunque tolgono la possibilità di agire responsabilmente.

Una persona può agire tanto più responsabilmente quanto meno sente sensi di colpa.

 

L’agire responsabile cancella i sensi di colpa poiché prevede sperimentazione, assunzione di rischi che inevitabilmente ci sono nella vita e nelle relazioni, accrescimento della consapevolezza sui propri copioni relazionali, apprendimento di nuove modalità di relazione, crescita. I sensi di colpa sono una pesante zavorra che impedisce tutto questo.

 

Passiamo all’azione: gestiamo il senso di colpa!

Ti propongo, come sempre, un esercizio pratico:

  1. Rintraccia i tuoi personali sensi di colpa;
  2. Per ognuno dei sensi di colpa cerca la colpa “reale”;
  3. In quelli per cui non c’è una colpa reale, un danno oggettivo, molla la zavorra dicendoti che è arrivata l’ora di riprenderti la tua libertà personale e relazionale;
  4. In quelli per cui c’è una colpa reale, trova una giusta “pena” da scontare, un’azione riparatoria (le scuse fatte col cuore sono un vero antidoto in questo caso), apprendi per agire responsabilmente in situazioni simili, perdonati, cresci e vai avanti.   

 

Facci sapere com’è andata!

Nel prossimo post sull’argomento vedremo come creiamo i sensi di colpa in noi e negli altri.

 

Splendida giornata a te.

Antonio

27 Comments

  1. Pallina ha detto:

    Ciao Antonio…
    vivo di sensi di colpa, lascio che questi mi prendano e facciano di me quello che vogliono in famiglia, a lavoro, con gli amici… dappertutto…
    Potrei scrivere un libro sui sensi di colpa.
    Su quelli che ho creato da me e su quelli che mi hanno donato, e che per non avere il senso di colpa di aver rifiutato, ho accettato…
    Come a dire, ho sorriso quando mi hanno regalato una martellata negli zebedei… si!
    Ma sai che c’è? Ora BASTA! E basta davvero…
    Ora è arrivato il momento: RICOMINCIO DA ME!!!
    E la cosa già mi fa stare bene…
    Grazie, Antonio…

  2. Loredana Saulo ha detto:

    come puoi chiedere scusa….quando il danno è irreversibile…non servirebbe…anche perchè dovresti chiedere scusa a te stesso..e tu non riesci a perdonarti…..ci sono azioni che fanno male solo a chi le fa….pallina ha ragione,bisogna ricominciare,ed essere più indulgenti verso se stessi…..si sbaglia….se potessi tornare indietro…………….

  3. Antonio Q ha detto:

    Pallina scrive

    “Ciao Antonio…
    vivo di sensi di colpa, lascio che questi mi prendano e facciano di me quello che vogliono in famiglia, a lavoro, con gli amici… dappertutto…
    Potrei scrivere un libro sui sensi di colpa.
    Su quelli che ho creato da me e su quelli che mi hanno donato, e che per non avere il senso di colpa di aver rifiutato, ho accettato…
    Come a dire, ho sorriso quando mi hanno regalato una martellata negli zebedei… si!
    Ma sai che c’è? Ora BASTA! E basta davvero…
    Ora è arrivato il momento: RICOMINCIO DA ME!!!
    E la cosa già mi fa stare bene…
    Grazie, Antonio…”

    Cara Pallina,

    che dire…BRAAAAAVA! RICOMINCIA DA TE!

    Il tuo potrebbe essere uno slogan per il cambiamento: Ricomincio da me… e la cosa mi fa stare bene!

    Grazie di cuore per la condivisione!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  4. Antonio Q ha detto:

    Loredana Saulo scrive

    “come puoi chiedere scusa….quando il danno è irreversibile…non servirebbe…anche perchè dovresti chiedere scusa a te stesso..e tu non riesci a perdonarti…..ci sono azioni che fanno male solo a chi le fa….pallina ha ragione,bisogna ricominciare,ed essere più indulgenti verso se stessi…..si sbaglia….se potessi tornare indietro……………. ”

    Cara Loredana,

    perdonarsi è fondamentale per mettersi in pace con se stessi. Non esiste persona che non abbia sbagliato e che non abbia in qualche misura fatto male a se stesso. La considerazione da fare credo sia:

    assodato che non posso tornare indietro…

    come posso andare avanti, da questo momento verso la vita che voglio, la persona che desidero essere?

    In che modo posso far sì che l’errore del passato sia un apprendimento nel presente per costruire il futuro che desidero?

    Spesso gli errori più grandi rappresentano le opportunità di svolta migliori, ci indicano la strada da lasciare per sceglierne una nuova da intraprendere.

    Quando un peso non riusciamo a reggerlo, tocca mollarlo…e non c’è peso che non si possa mollare.

    Guarda avanti e abbandona le zavorre ringraziando il tuo errore per ciò che ti ha insegnato… e salutandolo, riprendi il tuo cammino.

    Grazie di cuore per la condivisione!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  5. Antonella ha detto:

    Caro Antonio,
    sai che da quando ho parlato con te, e letto il tuo post noto i ricatti morali molto meglio? li riconosco… li vedo… e penso a cosa mi porterebbe se li accettassi….
    ci vedo solo sensi di colpa
    niente vere colpe
    e vado avanti
    GRAAAAAAAAAAAAAZIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEE.
    Volevo condividerlo con tutti…

  6. Evita ha detto:

    Ottimo esercizio!Fortunatamente e con grande fatica negli anni ho imparato “l’amor proprio” che non è egoismo ma responsabilità! Purtroppo non tutti hanno uno spirito libero che li porta a sperimentare a rischiare a soffrire, e spesso si rimane intrappolati in circoli viziosi che fanno stare malissimo!!! E’ sicuramente un primo passo verso la “liberazione” analizzare questi argomenti ed esercitarsi per superare le difficoltà e per vivere un pò più sereni……

  7. Antonio Q ha detto:

    Antonella scrive

    “Caro Antonio,
    sai che da quando ho parlato con te, e letto il tuo post noto i ricatti morali molto meglio? li riconosco… li vedo… e penso a cosa mi porterebbe se li accettassi….
    ci vedo solo sensi di colpa
    niente vere colpe
    e vado avanti
    GRAAAAAAAAAAAAAZIIIIIIIIIIEEEEEEEEEEE. ”

    Cara Antonella,
    Grazie a te! Sono davvero felice che la nostra chiacchierata
    e il post ti siano stati utili e ti abbiano fornito nuove risorse
    e una diversa visione della tua situazione.

    Grazie di cuore!

    Splendida nuova consapevolezza a te! ;-))

    Antonio

    Volevo condividerlo con tutti…

  8. Antonio Q ha detto:

    Evita scrive

    “Ottimo esercizio! Fortunatamente e con grande fatica negli anni ho imparato “l’amor proprio” che non è egoismo ma responsabilità! Purtroppo non tutti hanno uno spirito libero che li porta a sperimentare a rischiare a soffrire, e spesso si rimane intrappolati in circoli viziosi che fanno stare malissimo!!! E’ sicuramente un primo passo verso la “liberazione” analizzare questi argomenti ed esercitarsi per superare le difficoltà e per vivere un pò più sereni……”

    Cara Evita,
    Grazie della condivisione!
    Che dire… Amiamo gli altri nella misura in cui sappiamo amara noi stessi. Dunque senza amor proprio le nostre relazioni rischiano di essere caratterizzate da dipendenza, possesso e sofferenza. Brava e goditi la tua conquista!

    Pienamente d’accordo con te sul fatto che, la conoscenza e la riflessione su questi temi rappresentano un primo importante passo verso la consapevolezza e la liberazione dagli incastri emotivi in cui spesso ci ritroviamo e di cui troppo spesso siamo complici.

    Grazie di cuore!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  9. Venerdì ha detto:

    come sempre, forte e chiaro! ciò che pubblichi dovrebbe essere letto da tanta, tantissima gente. sai quante liberazioni dalle nostre gabbie? perchè i sensi di colpa sono senza dubbio vere e proprie gabbie. già da circa un anno ho iniziato a liberarmene. quelli più grossi sono nei confronti di mio marito e di mia madre ( ma tenete conto che sono una persona particolarmente deficiente!). che tattica ho usato? compresse di “menefrego” per vincere quel paralizzante senso di commiserazione nei confronti degli altri che, ahimè!, è sempre più grande di quello che ho per me stessa. buona giornata a tutti

  10. Antonio Q ha detto:

    Grazie cara Venerdì,

    in effetti, io mi impegno a scrivere e diffondere…datemi tutti una mano e cresciamo insieme condividendo! 😉

    Oltre a leggere spero che sempre più persone contribuiscano, condividano e diano vita a questo luogo di libertà. Non più gabbie! Condivido.

    Sono contento che la tua liberazione sia iniziata a procede, vai avanti nella crescita e nel benessere. Nel rispetto dei nostri valori e degli altri una sana dose di difese contro gli attacchi ai nostri sentimenti è una risorsa indispensabile.

    Grazie del contributo!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  11. Anonimo ha detto:

    Sì basta trascinarci dietro questo peso, dopotutto non è sbagliando che si impara? A che serve torturarsi sempre con questi pensieri, se siamo in tempo per rimediare l’errore, facciamolo altrimenti scrolliamoci di dosso la zavorra e andiamo avanti facendo tesoro di quello che l’errore ci ha insegnato, per non tornare a farlo mai più!
    Grazie a tutti per aver condiviso i vostri pensieri e soratutto a te Antonio per proporre sempre temi scottanti!

  12. Rosa ha detto:

    Antonio scusa non avevo messo il nome, quell’anonimo sono io………..ancora un caro saluto !

  13. MAURIZIO ha detto:

    bellissimo, interessante davvero piano piano mi stai aiutando nelle migliori direzioni equilibrandomi con questi splendidi post che ricevo da te caro antonio sei veramente grande a presto caro…..

  14. V80 ha detto:

    spesso ci si trova prigionieri di schemi e imposizioni…culturali, familiari (educazione troppo rigida), religiose (il famoso senso di colpa cattolico). E’ incredibile come l’insegnamento di Gesu sia stato cosi frainteso e abbia creato una massa di schiavi degna dei tempi antichi. Ad oggi riesco a trovare un senso tra quello che predicava e i concetti che si esaminano oggi, relativi alla fede, al perdono (quello vero del lasciare andare , non quello del subire) e un filo conduttore che lega tutte le religioni e correnti di pensiero incentrate anche sulla legge d’attrazione. In definitiva ognuno sta su questa terra per uno scopo ,che credo sia quello di trovare se stessi attraverso un cammino. Quando vedo che il senso di colpa sta arrivando mi sforzo e penso semplicemente che se fosse giusto seguirlo nemmeno lo percepirei come una forzatura. Il cedere per alleviare il disagio momentaneo di fare una cosa diversa è una panacea di 5 minuti, che dopo l’iniziale sollievo va invece ad alimentare di nuovo il senso di colpa, stavolta verso se stessi.
    Non ne vale davvero la pena…

  15. V80 ha detto:

    e grazie davvero per aver sollevato un tema cosi importante..auguro a tutti di vivere la vita che meritano con un grande sorriso
    x

  16. Lionella ha detto:

    Ciao Antonio, come sempre i tuoi argomenti sono interessanti, pratici e comprensibili, e i tuoi consigli e suggerimenti attuabili e realistici, quando leggo i tuo post vedo la vita e me stessa con altri occhi. Sto cominciando a suggerire di entrare nel tuo blog a tutti coloro che vogliono migliorare la loro vita o semplicemente per dargli la possibilità di conoscere qualcuno che vuole aiutarci a CRESCERE.
    Grazie
    Lionella

  17. Pravesha ha detto:

    ciao Antonio,la lettura è stata piacevole,ti vorrei fare una domanda se possibile.
    io sono separata da tre anni,lui ha giocato molto con i miei sensi di colpa,io purtroppo lo lasciato fare ,
    non ero consapevole,solo che ora li sento ancora e non mi permettono di vivermi in libertà e serenità
    GRAZIE E BUONA GIORNATA

  18. Chiara ha detto:

    Ciao Antonio,

    Grazie per i consigli! Studio psicologia e trovo il tuo blog molto interessante!! Gli argomenti sono molto concreti e riguardano la vita quotidiana. Come in questa lettura sui sensi di colpa, può rivelarsi utile per chiunque porsi delle domande per meglio capire le relazioni con gli altri e con se stessi.
    Grazie ancora e buona giornata!

    Chiara

  19. Valentina ha detto:

    Caro Antonio sono Valentina la rompiscatole :).
    Sono d’accordo quando dici che da un grande errore si può imparare e quindi approfittare di fare un cambiamento in positivo che permetta di crescere e maturare e anche in maniera radicale.
    Però come ben sai nel mio caso i miei sensi di colpa hanno delle fondamenta, mi sono comportata un bel pò male con Luca ed è difficile accettare di poter aver perso la persona giusta a causa dei propri errori, tra l’altro non voluti, e vivere spesso nella tristezza…
    Ma magari è vero, se durante l’anno pasato con lui ogni volta che mi comportavo male mi fossi causata meno senso di colpa ogni volta che mi comportavo male e avessi vissuto maggiormente di senso di responsabilità adesso forse non sarei a questo punto perchè magari la responsabilità è costruttiva..
    Cmq però forse non sono tanto convinta che si possa perdere la persona giusta.
    Tu cosa ne pensi?

  20. Wita ha detto:

    Grazie!ho trovato questo argomento molto interessante,che metterò in pratica oggi stesso…dato che mi sono venuti due bei sensi di colpa proprio ieri,il primo nei confronti di mia mamma e il secondo nei confronti di mia figlia;da ora in poi cercherò di essere più responsabile delle mie azioni. grazie ancora antonio.

  21. Daniele ha detto:

    Grazie!strumenti bellissimi

  22. laura ha detto:

    buonasera a tutti e grazie ancora per lo spunto di riflessione ad Antonio Quaglietta
    ciò che è emerso nelle mie osservazioni è che il senso di colpa che maggiormente tende a pesarmi di più e quando a causa della mia mancata attenzione provoco con azioni concrete malesseri o offese in altre persone. se ci rifletto bene credo che in realtà ci sia una grande componente narcisistica in me in questo senso, in quanto sarebbe veramente assurdo credere di poter avere l’attenzione dovuta su ogni aspetto della propria esistenza, ed è umano sbagliare. Ma sono sempre troppo esigente nei miei confronti e mi sento sempre responsabile delle mie azioni da non riuscire quasi a perdonarmi qualora manco in queste e nutro un profondo senso di colpa…di solito avendo di mio il vantaggio di essere umile chiedo scusa ma inizio poi a sperare di trovarmi difronte a persone di fede che sanno essere clementi e comprensive e cosi per aiutarle ( almeno è questo che mi racconto) provo a dettagliare il mio comportamento cercando di giustificarlo alimentando le aspettative di clemenza…poi mi chiedo se io riesco sempre ad essere clemente quando l’offesa la subisco e mi rendo conto che forse potrei lavorare su questo punto, , iniziando ad essere più fiduciosa in me, e credendo di poter essere anche capace di sbagliare, riuscendo poi successivamente anche ad accettare quando sono gli altri che sbagliano nei miei confronti.
    ho letto il successivo argomento che posterà e temo già che dovrò fare i conti con eventuali altri sensi di colpa!!!!!
    ma sono pronta 🙂 …grazie ancora per tutti i suoi spunti di crescita.
    e buona serata

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Cara Laura,

      grazie di cuore per questa bellissima analisi e riflessione personale…
      è grazie a condivisioni come queste che si sviluppa una piccola comunità in cui
      gli spunti di riflessioni sono tanti e orientati verso la crescita!

      Grazie.

      Ti sorrido e ti abbraccio,
      Lucia, collaboratrice di Antonio.

  23. Laura ha detto:

    Grazie a te Lucia
    Piacere di conoscerti!☺

  24. Laura Tranquillo ha detto:

    Un bel chiarimento, grazie Antonio. La Responsabilità è davvero una nostra alleata… parlando con mia figlia giovanissima, mi ha fatto capire che soffriva perché le gettavo addosso sensi di colpa pesanti.
    Ancora oggi, a pensarci il mio dispiacere è grande. Non posso cambiare il passato… ma il primo passo è stato scusarmi con lei, il secondo di esserle riconoscente per avermi mostrato questa modalità che utilizzavo…certo, un senso di vergogna per averla fatta soffrire mi gira nello stomaco, ma quel giorno ho deciso: sensi di colpa fuori di casa! E benvenuta la verità e la sincerità.
    Ogni tanto però questi sensi di colpa bussano alla mia porta, avvolte li riconosco subito, altre volte mi prendono alla sprovvista, appena recupero la mia CHIAREZZA arrivano tante intuizioni sull’effetto dei condizionamenti.
    Un saluto.

  25. Daniela ha detto:

    Buon Giorno. Ho appena letto questo magnifico argomento. Ho trascorso 32 anni della mia vita con i sensi di colpa, fin da piccola mi incolpavano per qualcosa che sarebbe potuto succedere se io non avessi fatto tot cosa, se non avessi avuto tot comportamento. Quando mi ribellavo a tutto questo, facevano e hanno fatto di tutto per ostacolare le mie decisioni. Due anni fa ho detto basta e come scritto nell’argomento trattato, ho preso in mano il timone della mia vita. Qualcuno non lo ha ancora mandato giù, cerca ancora di ostacolarmi, è difficile, ma almeno ora sono più leggera, il macigno sullo stomaco non c’è, resta quello sul cuore ma lotto con tutta me stessa affinché anche quello sparisca. Ora ho bisogno di molta attenzione e concentrazione per evitare che io commetta lo stesso errore sui miei figli e su chi mi circonda.
    Grazie per il tempo che ci dedichi. Buona Giornata.

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