Perché evitare di Lamentarsi

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Perché evitare di Lamentarsi

Ben trovato per questa nuova tappa del nostro viaggio nel mondo della crescita personale.

Con questo post sul lamentarsi, rispondo a Elena che mi chiede: “Che cosa posso fare per migliorare il mio carattere lamentoso?”. Cara Elena, innanzitutto, grazie di aver proposto questo tema. Nella tua richiesta ci sono tanti utilissimi spunti di riflessione, mi soffermo prima di tutto sulla definizione di “carattere lamentoso”. Rimandando a un prossimo post un approfondimento sul carattere, concentriamoci ora sulla lamentela, sull’arte di lamentarsi. La lamentela è una ragnatela che tessiamo giorno dopo giorno per poi rimanerne imprigionati!

Perché siamo portati a lamentarci?

Prima trappola in cui spesso cadiamo è quella di considerare la tendenza a lamentarsi (“lamentosità”) un tratto caratteriale.
Attenzione, la lamentela non è un tratto caratteriale o di personalità, lamentarsi è un’abitudine.  Sì, lamentarsi è una gran brutta abitudine che apprendiamo e continuiamo a praticare quotidianamente fino a renderla automatica… così la chiamiamo carattere.

La seconda trappola da evitare è la diffusa convinzione limitante che ci mostra la lamentela come qualcosa di utile.

È innegabile, però, che lamentarsi produca degli effetti, vediamo un po’ quali:

  1. Mantiene la mente concentrata sul problema. Attenzione però, non su diversi problemi ma sempre sullo stesso;
  2. Riporta alla mente le emozioni negative legate all’esperienza di cui ci lamentiamo mantenendole costantemente vive e presenti;
  3. Impedisce nuove visioni che ci permettono di inquadrare in modo diverso il problema;
  4. Mantiene i nostri pensieri legati al passato, al peggio del passato, togliendo energia al presente;
  5. Ci fa pensare, rimuginare, scervellare… impedendoci di agire;
  6. Uccide la convinzione della possibilità di un cambiamento;
  7. Ci fa identificare con i nostri pensieri e sentimenti negativi.

Quanta utilità troviamo in questi effetti del lamentarsi è poi una valutazione assolutamente soggettiva.

 

La terza grande trappola del lamentarsi è pensare che lamentandosi ci si sfoga, ci si libera dalle emozioni negative. A questo proposito una precisazione va assolutamente fatta, distinguiamo lo sfogo dalla lamentela.

  • Lo sfogo, il tirar fuori e condividere le nostre emozioni legate a un avvenimento, il racconto dell’avvenimento stesso sono assolutamente utili per dar compimento a un’esperienza negativa ed elaborarla. Lo sfogo però ha una durata limitata nel tempo.
  • La lamentela, invece, è uno sfogo che non ha una fine. Lamentarsi è un’abitudine quotidiana che non ha una fine; o la fermi o diventa la tua ombra.

Tutti viviamo esperienze negative, delusioni, dolori, ingiustizie, perdite. In questi momenti, è molto utile condividere con le persone vicine le proprie emozioni e il proprio vissuto, dar voce al proprio sentire; non facendolo rischio di trattenere tutto dentro e di accrescere il malessere.

Se però

  • parlo esclusivamente di questa esperienza,
  • concentro i miei pensieri sulla negatività,
  • continuo a parlarne per mesi,
  • alimento anche senso d’ingiustizia e avversità con frasi come: “Capitano tutte a me”, “Sono sfortunato”, “Perché solo a me”,

allora non ci sono dubbi, mi sto proprio lamentando e lamentarsi alimenta il malessere non mi fa condividere un vissuto.
Vediamo alcuni piccoli suggerimenti utili per smettere di lamentarsi:

  • La lamentela è solo un’abitudine mentale, inizia a crearne altre più positive;
  • Scegli un luogo preciso per lamentarti e dedica un tempo massimo al giorno alle lamentele… poi riducilo man mano;
  • Inizia ad avere il tuo giorno “NO LAMENTELA” nella settimana. In questo giorno, appena noti che ti stai lamentando di qualcosa o stai fissando il pensiero su qualcosa che non va, ti dici “STOP!” e cambi pensiero e argomento.
  • Sposta il focus sulle cose positive che la vita ti offre
  • inizia a praticare la gratitudine
  • Evita di dire e pensare che hai un carattere lamentoso; inizia piuttosto a dire e pensare che stai uscendo dal tunnel della lamentela!

Fammi sapere come va, ti auguro tanti splendidi giorni di benessere e cambiamento!

22 Comments

  1. VIOLA ha detto:

    Spesso mi capita di provare una sensazione di fastidio verso persone che hanno l’abitudine di lamentarsi continuamente. Per questo cerco di non essere così.. almeno con le persone che non rientrano nella mia cerchia ristretta. Infatti è diverso quando parlo con mio marito: con lui non riesco a far finta di niente se qualcosa mi assilla e così mi sfogo, almeno penso..anche se a volte lui mi dice che mi lamento..
    Il problema secondo me è che le cose negative o fastidiose che ci capitano dovrebbero essere analizzate e poi archiviate. Questo è molto difficile per me: archiviare.

  2. Evita ha detto:

    Credo, che spesso ci scordiamo di non essere le uniche persone che esistono al mondo…. L’autocommiserazione (che insegnamo ai nostri figli in fasce)spesso ci intrappola in circuito vizioso dal quale non è facile uscire. BISOGNA VERAMENTE VOLERLO!!!!! Imparare a non lamentarsi in continuazione è sicuramente un ottimo inizio….

  3. Meg ha detto:

    …Penso che ogni cosa abbia sempre una doppia lettura…come la medaglia:sfogo-lamento,dolore-disperazione… e quello che,secondo me,fa la differenza è quanto davvero mi sento solo…Manzoni è un grande quando parla del dare anche quando non si ha ma sembra pazzo se non s’aggiunge che Un’Altro riempie ciò che è vuoto e la FIDUCIA che porta la mano a prendere qualcosa in un sacco che sembra vuoto è la chiave!!!Se a prescindere da quello che mi capita SO che non sono intimamente solo posso urlare,soffrire,lottare,distruggere e costruire,ma non sarò disperato…non avrò bisogno di non pensare nascondendomi dietro maschere come quella del lamento…

  4. Antonio Q ha detto:

    Viola scrive:
    “Spesso mi capita di provare una sensazione di fastidio verso persone che hanno l’abitudine di lamentarsi continuamente. Per questo cerco di non essere così.. almeno con le persone che non rientrano nella mia cerchia ristretta. Infatti è diverso quando parlo con mio marito: con lui non riesco a far finta di niente se qualcosa mi assilla e così mi sfogo, almeno penso..anche se a volte lui mi dice che mi lamento..
    Il problema secondo me è che le cose negative o fastidiose che ci capitano dovrebbero essere analizzate e poi archiviate. Questo è molto difficile per me: archiviare.”

    Cara Viola,
    Rispondo con un po’ di ritardo ai vostri commenti perchè ho voluto prendere una settimana di stacco da tutto per la nascita di mia figlia, una settimana da dedicare solo alle mie donne 🙂

    Grazie di aver condiviso la tua esperienza, assolutamente utile ciò che fai, è giusto raccontare e sfogarsi con le persone vicine.

    Se tuo marito ha l’impressione che sia lamentela è non sfogo…sarà perchè riguarda sempre le stesse cose… o perchè lo sfogo dura troppo?

    Una domanda molto utile in questo caso è: Cosa precisamente ti rende “molto difficile” archiviare?

    Facci sapere.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  5. Antonio Q ha detto:

    Evita scrive

    “Credo, che spesso ci scordiamo di non essere le uniche persone che esistono al mondo…. L’autocommiserazione (che insegnamo ai nostri figli in fasce)spesso ci intrappola in circuito vizioso dal quale non è facile uscire. BISOGNA VERAMENTE VOLERLO!!!!! Imparare a non lamentarsi in continuazione è sicuramente un ottimo inizio….”

    Cara Evita,
    tutto è difficile prima di diventare facile!
    Siamo spesso schiavi di abitudini distruttive che semplicemente continuiamo a portare avanti per inerzia. Giorno per giorno, passo dopo passo vanno sostituite con abitudini che promuovano il nostro benessere profondo, la nostra gioia e la nostra felicità.

    Mi piace molto il tuo “BISOGNA VERAMENTE VOLERLO!!!!!”, aggiungerei che bisogna anche sapere come farlo.

    Pe rcambiare devi voler cambiare e sapere come farlo altrimenti la sola volontà rischia di produrre tanto sforzo e poco risultato. Sapendo come fare puoi minimizzare lo sforzo e ottenere grandi risultati.

    La piaga di questa nostra società è che ci insegna di tutto, guidare, usare computer, lavorare,ACQUISTARE… ma non come promuovere il benessere ed accrescere le nostre risorse emotive e relazionali.

    Ma noi siamo quI, tutti insieme, per questo: CRESCIAMO CONDIVIDENDO!

    Grazie del contributo e splendida giornata a te!

    Antonio

  6. Antonio Q ha detto:

    meg scrive

    “…Penso che ogni cosa abbia sempre una doppia lettura…come la medaglia:sfogo-lamento,dolore-disperazione… e quello che,secondo me,fa la differenza è quanto davvero mi sento solo…Manzoni è un grande quando parla del dare anche quando non si ha ma sembra pazzo se non s’aggiunge che Un’Altro riempie ciò che è vuoto e la FIDUCIA che porta la mano a prendere qualcosa in un sacco che sembra vuoto è la chiave!!!Se a prescindere da quello che mi capita SO che non sono intimamente solo posso urlare,soffrire,lottare,distruggere e costruire,ma non sarò disperato…non avrò bisogno di non pensare nascondendomi dietro maschere come quella del lamento…”

    Cara Meg,
    Grazie della condivisione,
    trovo molto vero ciò che dici e soprattutto che il lamento, a volte, è una maschera, un copione che ci deresponsabilizza, ci rende rassegnati e poco attivi nel prendere in mano le redini della nostra vita.

    Le avversità fanno parte del viaggio, il dolore è parte della vita…cosa farne e come affrontare il viaggio lo decidiamo noi!

    Cresciamo Condividendo!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  7. Ronaldo ha detto:

    Secondo me in realtà ci si lamenta sia per espellere in qualche modo le nostre negatività sia per stare al centro dell’attenzione…anche se questa è completamente negativa! ci piace a volte autocommiserarci x essere compresi e “coccolati” dalle persone che abbiamo intorno…se se:)

  8. Saverio ha detto:

    Sono d’accordo Antonio quando dici nel post di cui sopra che per rcambiare devi voler cambiare e sapere come farlo altrimenti………
    Mi sono anche accorto infatti che a volte si può essere influenzati da persone che magari per ragioni di lavoro ti stanno vicino ed hanno questa abitudine di lamentarsi tutti i giorni. Poi nella lamentela ci infilano dentro anche la critica!! Questo è uno dei casi in cui bisogna sapersi tutelare e sapere come farlo. Grazie

  9. Antonio Q ha detto:

    ronaldo scrive:

    Secondo me in realtà ci si lamenta sia per espellere in qualche modo le nostre negatività sia per stare al centro dell’attenzione…anche se questa è completamente negativa! ci piace a volte autocommiserarci x essere compresi e “coccolati” dalle persone che abbiamo intorno…se se:)

    Caro Ronaldo,
    purtroppo hai ragione,
    per espellere la negatività però conviene sfograsi e poi proseguire lungo il cammino della vita. La lamentela con la sua insistenza e pervasività ci conduce a stati assolutamente negativi.

    Le coccole sono assolutamente necessarie nella nostra vita e utili al nostro benessere.

    Imparare, però, a farle e a chiederle in modo diretto e amorevole, senza bisogno di lamentarsi e autocommiserarsi rischiando di rovinarci la vita è mooooolto meglio! :))

    Grazie di cuore del feedback!

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  10. Antonio Q ha detto:

    Saverio scrive:

    “Sono d’accordo Antonio quando dici nel post di cui sopra che per rcambiare devi voler cambiare e sapere come farlo altrimenti………
    Mi sono anche accorto infatti che a volte si può essere influenzati da persone che magari per ragioni di lavoro ti stanno vicino ed hanno questa abitudine di lamentarsi tutti i giorni. Poi nella lamentela ci infilano dentro anche la critica!! Questo è uno dei casi in cui bisogna sapersi tutelare e sapere come farlo. Grazie”

    Grazie a te caro Saverio.

    Hai aggiunto un’utilissima informazione, impariamo a difenderci da chi fa della lamentela e della critica il proprio pane quotidiano. Solitamente queste persone portano via energia agli altri e non si nutrono nemmeno di quella energia. Una relazione di questo tipo ( tu ti lamenti e critichi, io ti ascolto e assorbo negatività) è assolutamente improduttiva per entrambi. Nessuno dei due cresce o accresce il proprio benessere… riflettiamoci è davvero importante stoppare le lamentele e costruire relazioni sane improntate sul benessere personale e relazionale.

    Grazie di cuore!

    Ti auguro una splendida giornata al riparo dalle lamentele! :))

    Antonio

  11. Anonimo ha detto:

    tutto bellissimo e spero di mettere in pratica i tuoi consigli visto che io mi lamento sempre o meglio vedo benissimo che ormai è diventata una abitidine dopo aver avuto un attacco di panico dopo il quale la mia vita è cambiata n ma adesso sto meglio e con l’aiuto di antonio e i suoi scritti vado avanti .piero67

  12. Paolomio ha detto:

    Io non mi lamento mai perché accetto sempre le cose come capitano, ma vedo attorno molte lamentele riguardo a ogni sfaccettature della vita.
    Il post sembra indicare la via da percorrere da questi stati d’animo, ma forse non tiene conto che, in genere la lamentela è una forma di autoincensamento; chi si lamenta in genere cerca di sottomettere l’interlocutore, anche perché in genere lo fa ad alta voce. Chi si lamenta non si rende conto di farlo. Il lamento continuo è parte integrante del carattere, è innato dalla nascita e non è modificabile perché procura una soddisfazione interna di sfogo che evita di affrontare i veri motivi della lamentela. In fondo lamentarsi è semplice, studiarne le cause per migliorare un po’ meno.

  13. Antonio Q ha detto:

    paolomio scrive:

    “Io non mi lamento mai perché accetto sempre le cose come capitano, ma vedo attorno molte lamentele riguardo a ogni sfaccettature della vita.
    Il post sembra indicare la via da percorrere da questi stati d’animo, ma forse non tiene conto che, in genere la lamentela è una forma di autoincensamento; chi si lamenta in genere cerca di sottomettere l’interlocutore, anche perché in genere lo fa ad alta voce. Chi si lamenta non si rende conto di farlo. Il lamento continuo è parte integrante del carattere, è innato dalla nascita e non è modificabile perché procura una soddisfazione interna di sfogo che evita di affrontare i veri motivi della lamentela. In fondo lamentarsi è semplice, studiarne le cause per migliorare un po’ meno.”

    Ciao Paolo,
    sono d’accordo con te sul fatto che chi si lamenta ha un beneficio nel farlo e spesso usa la lamentela come “trappola” relazionale per ottenere attenzione dagli altri. Una delle abilità comunicative e relazionali fondamentali infatti è quella di non lasciarsi agganciare emotivamente da questi ricatti e saper stoppare la lamentela per non diventare complici di un gioco pericoloso e distruttivo.

    Che la lamentela continua sia un tratto caratteriale, innato e non modificabile sinceramente non lo condivido e posso assicurarti che persone con cui ho lavorato in counseling hanno riconosciuto, accettato e poi modificato in modo significativo la propria tendenza alla lamentela.

    Grazoie del commento e degli spunti.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  14. Flavia 1963 ha detto:

    Io credo che il lamentarsi continuamente sia un alibi per evitare il cambiamento; dopotutto è molto più facile e più comodo ” crogiolarsi ” nel lamento piuttosto che lavorare su se stessi e responsabilizzarsi pensando che ciò che ci capita sia in buona parte ciò che ci siamo voluti. Lamentandoci ci creiamo un alibi perfetto per deresponsabilizzarci ma perdiamo una fantastica occasione per crescere e per conoscerci. Flavia

  15. Statolder ha detto:

    Condivido appieno il pensiero di Saverio. Crescendo in un ambiente familiare pieno di critiche e lamentele si arriva a considerare la lamentela come una routine, un qualcosa di necessario e che bisogna incoraggiare per il benessere della famiglia. Bene, questo è il pensiero di chi si lamenta però, di chi non ha voglia di cambiare, di chi non ha il coraggio di guardare la vita negli occhi e ammirarne la loro bellezza, di chi non è stato in grado di proiettare la propria mente lontano vedendo soltanto il marcio in tutto ciò che di buono ci è rimasto ancora. Personalmente, chi non ha un carattere forte finisce per nuotare in questo mare di negatività e venirne completamente sommerso.

  16. Francesca ha detto:

    E’ inutile negarlo, sono anch’io una lamentatrice ! Non per giustificarmi, però, mi lamento di ciò che, secondo, il mio modo di vedere o fare le cose, c’è qualcosa che non mi torna. Mi piace molto l’idea dello scegliere il luogo e il tempo da dedicare alla lamentela e l’esercizio del giorno della non lamentela, voglio provarci

  17. Pia ha detto:

    Ciao, da un mese sto prestando attenzione alla lamentela, alcuni giorni sono più attenta altri meno, oggi mi sono accorta che dal mattino ho incominciato a lamentarmi con tutte le persone che ho incontrato per come vanno le cose nella nostra piccola cerchia, per come sarà il tempo, per la situazione politica, ed economica del paese. Che sensazione di disagio e malessere, cavolo fa stare proprio male. Ieri mi sono pure arrabbiata parlando con un’amica di un personaggio prepotente che vive vicino a noi e di cui non sappiamo come liberarci. Veramente non serve a niente lamentarsi fa stare solo male, sono contenta che col tuo aiuto mi sto accorgendo di questo, grazie

  18. Antonella ha detto:

    La lamentela come strumento per allontanarsi dal focus del bisogno e non prendersi delle responsabilità di cambiamento.. una trappola che mettevo in atto , ora molto meno ma necessito di costante impegno e ascolto interiore ..
    In cammino..
    Grazie Antonio per le perle ‘illuminanti’

  19. Claudia ha detto:

    Buongiorno.
    Io mi lamento spesso e me ne vergogno…più che altro perché mi spiacerebbe molto passare per la lamentosa di turno.
    Purtroppo a volte non riesco proprio a farne a meno, la negatività che ho dentro non riesco ad assorbirla e quindi la devo buttare fuori, altrimenti scoppio.
    Dopo però mi sento in colpa e penso che se avessi atteso anche soltanto quei dieci minuti in più sarebbe passato tutto e anche la voglia impellente di sfogarmi. Ma ci ricasco sempre! Come fare? Capita anche a qualcun altro???

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