Dai senso all’esperienza: dall’impotenza alla forza.

Cibo ed emozioni: mangia che ti passa!
9 novembre 2012
Avere Coraggio
10 giugno 2013

Dai senso all’esperienza: dall’impotenza alla forza.

“L’esperienza non è ciò che accade a un uomo. E’ ciò che un uomo fa di ciò che gli accade.”

Impariamo a sfruttare bene l’esperienza per crescere davvero.

Quante volte di fronte a esperienze difficili, dure, dolorose tendiamo solo a indurirci e a leggerle come un’ingiustizia?

Tutti ci poniamo domande di fronte a esperienze significative ma… siamo sicuri che siano le domande giuste?

La prima domanda che appare nella nostra mente è quasi sempre “Perché è successo a me?“. A questa domanda non c’è risposta e quindi continuiamo ad avvitarci su noi stessi in una spirale infinita fatta di

senso di ingiustizia – rabbia – richiesta di spiegazioni – confusione – impotenza – senso di ingiustizia – rabbia – nuove spiegazioni –

Proprio in questi momenti dovremmo ricordare che il problema non è mai nelle risposte che ci diamo… ma  nelle domande che non ci poniamo!

 

“Perchè è successo a me?”, come la maggior parte dei “perchè” è una domanda che possiamo definire stupida quanto inutile per almeno due motivi:

  1. Le cose accadono in ogni istante a tutti e a te come a tanti altri. Quando capita a te lo noti ma mentre capita a te, prima che capiti a te e dopo che è capitato a te… tanti altri hanno fatto, stanno facendo e faranno questa esperienza.
  2. Un perchè non ha mai una risposta univoca e conclusiva ma produce sempre nuove possibilità di risposta senza che nessuna ci soddisfi. Prova a chiederti “perchè reagisco così in queste situazioni?”… vedrai che le risposte si susseguiranno senza che nessuna ti sembri mai quella giusta e definitiva. “Forse perchè sono ingenuo…” questa ti sembrerà una risposta ma subito dopo ti dirai “Ok ma forse è anche perchè gli altri mi provocano…”e poi “Sì ma perchè mi provocano?”… “Forse perchè io appaio come uno che….”. Tutto questo in un cerchio senza fine.
    Le domande stupide sono quelle domande che spesso iniziano con un perchè e che non hanno né un fine né una fine ma si avvitano su se stesse.

L’idea che per risolvere un problema devi trovarne l’origine, idea di derivazione psicoanalitca freudiana, è un’idea che ci fa sprecare tempo, energia e vita in una ricerca spesso vana e dolorosa.

Cambiamo le domande che ci poniamo e vediamo cosa accade. Vediamo insieme delle domande potenti e utili che possono davvero fare la differenza e rendere qualsiasi esperienza una fonte di apprendimento, crescita e forza.
Tre domande utili e potenti per dare senso all’esperienza:

  1. Impara a cambiare punto di vista.
    ognuno di noi tende a leggere gli avvenimenti, le persone, le relazioni, il mondo da un punto di vista che solitamente è stabile e pone l’attenzione su quegli elementi che ci confermano la nostra idea di fondo. Esempio: se tendo a vedere gli altri come una minaccia, troverò in ogni situazione gli elementi che mi confermeranno i secondi fini di chi mi sta intorno.
    La domanda utile in questo caso è:
    “Se non fosse come io la vedo…In quale altro modo posso leggere questa esperienza?”
  2. Prendi una lezione specifica su di te da ogni esperienza.
    Mentre cerchiamo il perchè ci perdiamo una possibilità unica di apprendimento. Ogni esperienza porta con sè almeno un apprendimento fondamentale per la mia crescita ma se io mi distraggo lo perdo. Dedica un po’ di tempo concentrandoti solo su di te e sul tesoro nascosto nel labirinto di questa esperienza. Evita di pensare agli altri coinvolti, ai loro pensieri, ai loro comportamenti, alle cause… trova la cosa più importante, la lezione utile e positiva per te.
    La domanda utile in questo caso è:
    “In questa esperienza c’è certamente un apprendimento utile e prezioso per me… qual’è? Cosa posso apprendere di importante per me da questa specifica esperienza?”
  3. Assicurati di aver appreso
    Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E’ fondamentale essere certi di non vivere un’esperienza simile, che può capitarci nel futuro, nello stesso idenditco modo. Solitamente quando un’esperienza è dolorosa tendiamo a commettere due grandi errori di apprendimento e crescita:Giuriamo a noi stessi di evitare situazioni simili; es. se è finita una storia di amore ci diciamo cose come “Basta non voglio più innamorarmi!”, “Ho capito che non posso fidarmi più di nessuno”, “l’amore non esiste”. La chiusura non è mai apprendimento utile. E’ una difesa momentanea dal dolore che se presa sul serio diventa una barriera pericolosa alla vita e al benessere. Evita di evitare!
    Guardiamo più agli altri che a noi; “ho capito che ci sono persone cattive”, “Lui non ha capito che…”, “Lei avrebbe potuto…”. Come già detto focalizzare l’attenzione sul nostro apprendimento è la vera risorsa.
    La domanda utile in questo caso è:
    “Come mi comporterò precisamente la prossima volta che mi troverò in una situazione simile per difendere il mio benessere?”

 

Da ogni esperienza possiamo ricavare forza, crescita e benessere o debolezza, rabbia e chiusura… impariamo a scegliere il meglio per noi.

Prova subito queste tre domande utili e potenti, evita le trappole che ti ho mostrato e facci sapere cosa cambia lasciando un commento qui sotto.

Se ti è piaciuto condividi adesso questo post.

Ti auguro una splendida giornata!

Antonio

6 Comments

  1. MariaF ha detto:

    Ciao Antonio grazie per queste domande utili. Io ho perso anni della mia vita a cercare le cause e accusare gli altri lo ammetto. Proverò da subito a cercare più la mia lezione da prendere nelle esperienze che mi capitano e a evitare i perchè a me.
    Grazie come sempre dei consigli utili che ci dai grazie davvero.

  2. Anto ha detto:

    Grazie per i consigli..cercherò di metterli in pratica al meglio 🙂

  3. PAOLO ha detto:

    Grazie Antonio, proprio questa sera parlavo con un amico e in maniera spontanea siamo arrivati a porci queste stesse domande potenzianti, in maniera spontanea.
    un grande Abbraccio Paolo

  4. AndreaCusati ha detto:

    Ciao Antonio.
    Da applausi la tua iniziativa di creare questo spazio web e interessanti diversi post.
    Se posso permettermi un’osservazione, ho la sensazione che di fatto si giri intorno al problema che affligge l’essere umano ma non si arrivi al dunque.
    I deterrenti aiutano e vanno benissimo se uno sta meglio ma secondo me è un pò come “curare” il sintomo ma non la causa del sintomo.
    Un abbraccio a te e a tutti i tuoi lettori.

    andreacusati.blogspot.it

  5. Alessandra ha detto:

    Ciao Antonio
    la frase che mi proponi (“Non soffriamo per cio’ che ci accade ma per il significato che diamo a cio’ che ci accade”) sembra frutto di saggezza mentre, a mio parere, è una beffa nei confronti di chi ha sofferto perché ogni vicenda nella nostra vita è oggetto di personale interpretazione e questa regola non vale solo quando incappiamo in un ostacolo/una battuta di arresto. Forse qualcuno riesce pure a convincersi che esiste una provvidenzialità, che tutto va bene in qualsiasi modo vada ma è una megabugia che è peggio dello stesso evento negativo. Purtroppo non c’è un senso e l’unica via è sperare che non ti capiti più…

  6. Monica ha detto:

    La capacità di farsi le domande giuste penso siano proporzionali al livello che abbiamo raggiunto, al grado della nostra evoluzione…. Se sei consapevole di questo comprendo il presente e il grado di chi ci sta davanti…. Ti sei molto avanti…. Grazie per i tuoi pitch

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.