Crescita personale e relazionale: scopri e realizza i tuoi valori

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Crescita personale e relazionale: scopri e realizza i tuoi valori

Crescita personale: modella la tua vita sui tuoi valori.

Ti sei mai chiesto Cosa che è veramente importante per me nella vita”? Questa è una domanda molto utile potente e importante per la crescita personale. La risposta a questa domanda ci permette, infatti, di conoscere con discreta precisione i nostri valori.

I valori sono, infatti, ciò che per noi è veramente importante o fondamentale, ciò che sentiamo di voler rispettare e realizzare; essi forniscono la direzione della nostra crescita personale.

Ci sono valori generali della vita e valori più specifici e situazionali. Se mi chiedo “Che cosa è veramente importante per me nel lavoro?” La risposta mi fornirà un elenco di concetti astratti (esempio: professionalità, guadagno, onestà, buone relazioni, etc.) che rappresentano i miei valori nell’ambiente lavorativo.

Chiedendomi “Che cosa è veramente importante nella coppia?” Sto estraendo i miei valori di coppia (esempio: complicità, fedeltà, comprensione, etc.che, probabilmente, saranno diversi da quelli del contesto “lavoro”.

Conoscere e realizzare i propri valori nella vita e nei singoli contesti è fondamentale per la nostra crescita personale e il nostro benessere.

Basta conoscere i propri valori per realizzarli?

In effetti, no, poiché i nostri valori sono concetti astratti e dunque contemplano infinite possibilità di realizzazione concreta. Un esempio può chiarirci questo delicato aspetto:

la maggior parte di noi afferma che in amicizia è fondamentale il rispetto; il rispetto è, dunque, un valore nella relazione di amicizia.

Chiediamoci ora “Che cosa deve fare concretamente un mio amico per dimostrarmi rispetto?” e “Che cosa faccio io concretamente per mostrare rispetto?”.

Le risposte a queste domande diventano estremamente soggettive; per ognuno il rispetto si dimostra con azioni concrete differenti, ad esempio:

  • essere puntuale 
  • dire sempre la verità
  • essere attento a non ferire
  • chiamarmi spesso
  • parlare bene di me con gli altri
  • trovare sempre tempo per l’amico

questi sono, ovviamente, solo alcuni esempi di aspettative concrete molto diverse che ognuno di noi ha nel valore “rispetto” nel contesto “amicizia”.

I nostri valori, essendo astratti, hanno bisogno di “criteri di soddisfazione” che sono e devono essere estremamente concreti.

immagina ora due amici che hanno stesso valore, rispetto, ma criteri di soddisfazione assolutamente diversi… non si capiscono e percepiscono l’altro poco rispettoso.

Anche a livello personale la questione è molto delicata:

Conoscere i propri valori senza trovare i criteri di soddisfazione di quei valori può farci correre in cerchio per tutta una vita inseguendo un benessere che appare sempre lontano e sfuggente.

L’esempio classico è la felicità.
La felicità rappresenta un valore fondamentale e universale: ogni persona ritiene importante nella propria vita essere felice. Se, però, non riusciamo a trovare “Cosa concretamente aumenta la mia felicità?” Rischiamo di inseguire un fantasma e di convincerci man mano che la felicità non esiste o è solo un miraggio.

Un ottimo esercizio di autostima e crescita personale è estrarre i propri valori generali o specifici (coppia, famiglia, lavoro, tempo libero, relazioni, etc.) rispondendo per iscritto alla domanda:

“Che cosa è veramente importante per me nel……..?”

Il passo successivo sarà trovare i propri criteri di soddisfazione dei valori chiedendosi per ogni singolo valore (es.: intraprendenza):

Cosa concretamente posso fare per….sentirmi intraprendente?”

elencando, sempre per iscritto, tutti i comportamenti da mettere in atto per soddisfare il mio valore “intraprendenza”.

Il discorso sui valori è molto ampio, importante e delicato e torneremo a parlarne.
Il fine di questo post è solo quello di offrirti uno strumento pratico e semplice per conoscere i tuoi valori e i tuoi personali criteri di soddisfazione, migliorarli, allinearli è sperimentare il conseguente senso di benessere.

Nei due video seguenti trovi un breve estratto del discorso su valori e criteri di soddisfazione che spero possa chiarirti ancora meglio questo delicato argomento.

Dopo aver fatto l’esercizio lascia il tuo personale commento, condividi impressioni, sensazioni, risultati, dubbi per rendere concreti i due valori fondamentali di Ricomincio da Me:

Cresciamo Condividendo!

Splendida giornata a te!

Antonio

35 Comments

  1. Maria F ha detto:

    Grazie, grazie grazie. Ho fatto l’esercizio e ho notato che faccio davvero poco per soddisfare i miei valori soprattutto nella famiglia. Ho trovato delle cose molto piccole da fare per sentire soddisfatti i miei valori di libertà nella famiglia. Per esempio basterebbe ricavarmi mezzora la sera tutta per me per leggere i miei libri ma non lo faccio mai e vado sempre a dormire con la sensazione di non fare abbastanza per me.
    è vero già sapere cosa puoi fare concretamente ti da una bella carica. Ora devo solo applicare e vedere che succede ma sento che è la strada giusta.

    Grazie a questo blog per quello che mi date. Antonio continua così.

    A presto

    Maria

    • Amalia Santoriello ha detto:

      Ho trovato questo video davvero molto interessante e voglio cercare con tutta me stessa di metterlo in pratica:tramutare i valori astratti in qualcosa di concreto. Non sarà semplice sicuramente ma da qualche parte bisogna pur cominciare! Grazie mille dottore per la chiarezza dei suoi concetti! Buona serata!

  2. Rosa ha detto:

    Caro Antonio,
    grazie per questo nuovo articolo sui valori personalie sull’importanza di modellare la nostra vita su di essi.Non avevo mai fatto caso al fatto che oltre i valori in generale, si possono estrapolare quelli nei singoli contesti, la coppia, il lavoro, l’amicizia etc…tuto questo mi ha fatto riflettere molto sul valore in se e sui criteri per soddisfarli tutti.grazie per questa nuova riflessione. Buona giornata anche a te………Rosa

  3. Antonio Q ha detto:

    Grazie a te Rosa della condivisione. Spero ti sia molto utile e che dalla tua riflessione emergano nuovi criteri di soddisfazione dei tuoi valori.

    Splendida Serata a te!

    Antonio

  4. Antonio Q ha detto:

    Maria F scrive
    “Grazie, grazie grazie. Ho fatto l’esercizio e ho notato che faccio davvero poco per soddisfare i miei valori soprattutto nella famiglia. Ho trovato delle cose molto piccole da fare per sentire soddisfatti i miei valori di libertà nella famiglia. Per esempio basterebbe ricavarmi mezzora la sera tutta per me per leggere i miei libri ma non lo faccio mai e vado sempre a dormire con la sensazione di non fare abbastanza per me.
    è vero già sapere cosa puoi fare concretamente ti da una bella carica. Ora devo solo applicare e vedere che succede ma sento che è la strada giusta.”

    Cara Maria grazie a te di esserci e di condividere con noi, il tuo esempio credo che abbia chiarito ancora meglio il legame tra valori personali, criteri di soddisfazione e benessere.

    I criteri di soddisfazione dei nostri valori sono esattamente come quello da te trovato: piccoli, concreti, semplici… ma se non ricercati e non messi in atto possono darci la sensazione di mancata soddisfazione e di malessere.

    Grazie ancora e facci sapere come va con la tua lettura serale! ;-))

    Splendida lettura a te!

    Antonio

  5. MariaV ha detto:

    e se per rendereconcreto un mio valore devo rinunciare a soddisfarne 1 altro? solo io ho valori contrastanti che ritengo essere di pari livello?
    il ragionamento è corretto ma non è semplice attuarlo per me

  6. Antonio Q ha detto:

    MariaV scrive
    “e se per rendere concreto un mio valore devo rinunciare a soddisfarne 1 altro? solo io ho valori contrastanti che ritengo essere di pari livello?
    il ragionamento è corretto ma non è semplice attuarlo per me”

    Cara MariaV,
    grazie per aver mostrato un aspetto importantissimo la possibilità di “contrasto di valori”.

    A volte ci può sembrare che due valori siano in contrasto, poniamo per esempio “Libertà” con “Famiglia”;
    è un esempio classico di chi dice che non avrà mai una famiglia perchè preferisce la libertà.

    A ben vedere, qui diventa fondamentale la questione dei “criteri di soddisfazione” più che dei valori. Pensiamo infatti che possiamo avere una famiglia e sentirci liberi, se troviamo dei criteri di soddisfazione adeguati e ecologici per noi e per la nostra famiglia, possiamo invece non avere famiglia ma non sentirci liberi se non riusciamo a trovare i nostri criteri di soddisfazione della libertà.

    Un valido esercizio è quello di fissare i due valori che sembrano in contrasto e trovare dei criteri di soddisfazione che non si escludano a vicenda.

    VALORI RIGIDI…CRITERI FLESSIBILI!

    Se vivo un contrasto interno, facendo prevalere uno solo dei valori e soffocando l’altro, non risolvo perchè una parte di me sarà comunque insoddisfatta.

    Fare la guerra con se stessi è un gioco al massacro perchè chiunque vinca….tu hai perso!

    Posso risolverlo solo con la pace e la mediazione cioè con criteri che non siano in contrasto ma salvaguardino entrambi i valori di riferimento.

    Spero di essermi spiegato e di esserti stao utile.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  7. Splendida C ha detto:

    Ciao Antonio,
    è proprio vero che tante volte ci complichiamo la vita alla ricerca di qualcosa senza nemmeno sapere cosa, dove e come trovarla.
    Le semplici domande che ci hai proposto mi sembra che semplifichino molto la ricerca e soprattutto la rendano concreta e costruttiva.
    Però, se per tanti aspetti della vita riesco a trovare soluzioni concrete, ci sono ambiti in cui proprio la mente sembra priva di risposte, quel pezzetto di serenità che mi manca non riesco a concretizzarlo con azioni precise.
    Ci sono domande più specifiche, oltre a quelle che ci hai proposto, che mi posso porre per rendere più concreta e quindi risolvibile una certa difficoltà? Spero di essere stata chiara !!!!
    Grazie

  8. Antonio Q ha detto:

    Cara Splendida C,
    sono felice che questo argomento ti interessi. Mi chiedi se ci sono ulteriori domande per specificare meglio i criteri della tua serenità…anzi del pizzico di serenità che ti manca.

    Bene bene… direi che puoi iniziare chiedendoti:

    “Quando ho provato in passato o provo quel pizzico di serenità che desidero?”
    “Con chi……?”
    “Dove….?
    “Facendo cosa…”

    è molto utile per trovare concretamente i criteri di soddisfazione dei nostri valori notare situazioni, luoghi, persone, attività che ci facilitano o ci hanno facilitato in passato a farlo.

    Spero di essere stato Chiaro e utile nella tua ricerca.

    Splendida giornata a te Splendida C!! ;-))

    Antonio

  9. Cettolina ha detto:

    Ciao Antonio,
    Trovo i tuoi articoli di estrema utilità. Credo davvero che la riflessione su sè stessi favorisce il benessere e certe volte aiuta a risolvere quei problemi che riteniamo insormontabili.
    Io personalmente somatizzo molto il mio malessere psichico e alla fine tendo a stare male anche a livello fisico. Questo non è buono, ne sono consapevole, per cui, piuttosto che piangermi addosso, sarebbe meglio capire quali sono i valori a cui tengo maggiormente e cercare i criteri di soddisfazione, anche se certe volte questo compito è arduo. Ma adesso vorrei porgerti una domanda: nella vita di coppia, quando due idee sono contrastanti nel contenuto,non nella forma, ad esempio, lui ama la vita di campagna, lei no, come si risolve? Spesso tendo a rinunciare ai miei piaceri per amore dell’altra persona, ma anche l’altra persona rinuncia ai suoi per me…ma alla fine entrambi non siamo felici e questo a lungo andare ovviamente ci porta malessere. E’ giusto allora in questi casi restare assieme? capisco che la domanda, così come è posta potrebbe sembrare inconsueta e inopportuna, ma da esperto, cosa mi consiglieresti?
    Grazie.. e complimenti per il tuo blog.
    Claudia.

  10. Antonio Q ha detto:

    cettolina scrive:

    “Ciao Antonio,
    Trovo i tuoi articoli di estrema utilità. Credo davvero che la riflessione su sè stessi favorisce il benessere e certe volte aiuta a risolvere quei problemi che riteniamo insormontabili.
    Io personalmente somatizzo molto il mio malessere psichico e alla fine tendo a stare male anche a livello fisico. Questo non è buono, ne sono consapevole, per cui, piuttosto che piangermi addosso, sarebbe meglio capire quali sono i valori a cui tengo maggiormente e cercare i criteri di soddisfazione, anche se certe volte questo compito è arduo. Ma adesso vorrei porgerti una domanda: nella vita di coppia, quando due idee sono contrastanti nel contenuto,non nella forma, ad esempio, lui ama la vita di campagna, lei no, come si risolve? Spesso tendo a rinunciare ai miei piaceri per amore dell’altra persona, ma anche l’altra persona rinuncia ai suoi per me…ma alla fine entrambi non siamo felici e questo a lungo andare ovviamente ci porta malessere. E’ giusto allora in questi casi restare assieme? capisco che la domanda, così come è posta potrebbe sembrare inconsueta e inopportuna, ma da esperto, cosa mi consiglieresti?
    Grazie.. e complimenti per il tuo blog.
    Claudia.”

    Cara Claudia grazie di cuore della condivisione e degli ottimi spunti.

    prendendo del tempo, anche poco, per noi, per riflettere, rivedere, farci qualche semplice ma mirata domanda,, apprendere nuovi strumenti per il nostro benessere ci facciamo un regalo davvero inestimabile per i frutti che può dare.

    Venendo alla tua domanda, non so, ovviamente, dirti se sia giusto o meno restare insieme e francamente sarebbe riduttivo, sulla base di una domanda, dare indicazioni su un rapporto che non conosco. Ciò che dici offre, però, uno spazio di riflessione davvero interessante.

    Spesso si entra in una relazione di coppia convinti che rinunciando a vicenda alle cose che ci piacciono possiamo costruire un rapporto saldo, duraturo e solido perché basato sul sacrificio.

    In realtà questa credenza è puntualmente smentita dai fatti, poiché rinunciando alle parti di noi più vitali generiamo una serie di meccanismi pericolosi, che ci portano a provare sensazioni poco piacevoli come:

    1) La noia e la sensazione di vuoto relazionale dovuta alla mancanza di energia nel rapporto.

    2) La sensazione di costrizione e mancanza di libertà, dovuta alle privazioni che ci imponiamo.

    3) La rabbia verso il partner e il rapporto che ci appaiono come i colpevoli del nostro “spegnimento”.

    4) Costante dubbio sulla relazione e sull’amore che proviamo per l’altro, data l’ambiguità del rapporto e le emozioni contrastanti che sperimentiamo.

    Spesso dimentichiamo che l’amore è libertà! Il paradosso in cui si cade è che diciamo di “voler bene” alle persone ma, in cambio di questo, chiediamo loro di rinunciare al ciò che le “fa stare bene”… riflettiamo!

    Visto che siete bravi a rinunciare io vi direi: “Rinunciate a rinunciare!” e vedete da persone che vivono facendo ciò che amano cosa producete insieme.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  11. Elena ha detto:

    Volevo complimentarmi con te (scusa se ti dò del tu), il blog è molto interessante, non ho ancora preso sul serio i tuoi insegnamenti (ma solo per mancanza di voglia di cambiare), ma dai una buona carica positiva, che penso che a breve seguirò. Grazie, Elena.

  12. Antonio Q ha detto:

    Elena scrive:

    “Volevo complimentarmi con te (scusa se ti dò del tu), il blog è molto interessante, non ho ancora preso sul serio i tuoi insegnamenti (ma solo per mancanza di voglia di cambiare), ma dai una buona carica positiva, che penso che a breve seguirò. Grazie, Elena.”

    Grazie di cuore Elena,

    il cambiamento, che ci piaccia o meno, è una certezza.

    Cambiamo continuamente ma è altrettanto vero che dare una direzione precisa al proprio cambiamento è una scelta assolutamente personale.

    Prendi i tuoi tempi, le tue modalità e soprattutto fissa la tua direzione… e quando vuoi… inizia il tuo personalissimo viaggio!

    Un abbraccio

    Antonio

  13. Paolo ha detto:

    Antonio i tuoi post sono straordinari, conoscevo questa tecnica la usavo anni fa lo imparata dagli scout, noi lo chiamavamo il progetto del capo, appunto portare l’astratto dei valori in azioni .
    Sono contento che tu me l’abbia riproposta in maniera più simpatica ed efficace.
    Ti ringrazio per l’aiuto che ci dai

    Paolo

  14. Antonio Q ha detto:

    paolo scrive:

    “Antonio i tuoi post sono straordinari, conoscevo questa tecnica la usavo anni fa lo imparata dagli scout, noi lo chiamavamo il progetto del capo, appunto portare l’astratto dei valori in azioni .
    Sono contento che tu me l’abbia riproposta in maniera più simpatica ed efficace.
    Ti ringrazio per l’aiuto che ci dai

    Paolo ”

    Grazie di cuore Paolo!

    Sono felice di aver riportato alla tua mente una tecnica utile. La concretezza della quotidianità quando incontra i nostri valori più alti si trasforma in benessere personale, relazionale e sociale. Viviamo i nostri valori!

    Un abbraccio!

    Antonio

  15. Giotombari ha detto:

    Concordo pienamente con quanto descritto.

  16. Antonio Q ha detto:

    Grazie Gio,
    spero ti piacciano anche tutti gli altri post di Ricomincio da Me.

    A presto

    Antonio

  17. Mariangela.caru ha detto:

    Concordo pienamente con quello che hai pubblicato!!!!mi stai facendo rispolverare,quanto studiato nel master in gestione delle risorse umane.
    Grazie.
    Mariangela

  18. Antonio Q ha detto:

    mariangela.caru scrive:

    “Concordo pienamente con quello che hai pubblicato!!!!mi stai facendo rispolverare,quanto studiato nel master in gestione delle risorse umane.
    Grazie.
    Mariangela”

    Grazie del feedback Maraiangela.
    Questi sono concetti che conviene tenere sempre ben presenti e soprattutto interiorizzare.
    Vivere secondo i propri valori è fondamentale per il benessere.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  19. Saverio ha detto:

    Ciao Antonio, a riguardo dei criteri di soddisfazione penso che potrebbero essere un’arma a doppio taglio nel senso che una volta individuato, il criterio di soddisfazione può anche stravolgere la vita se pur in positivo.
    Se per esempio la mia felicità dipende dal luogo in cui vivo, sarò costretto a raggiungere quello più soddisfacente ma con una serie di conseguenze: ricerca nuova cas, costi x trasloco, trasferimento sede di lavoro e adeguamento alla stessa, ricerca di nuove amicizie. Un criterio di soddisfazione potrebbe scatenare una o più rinunce?
    Grazie

    p.s.: ti volevo ricordare, che ho lasciato un commento nel post MOTIVAZIONE E POSITIVITA’, può darsi che ti sia sfuggito leggerlo. Ciao

  20. Saverio ha detto:

    Antonio, guardando i video è veramente una bella tecnica, però mi chiedo se nella vita di tutti i giorni un atteggiamento che sia disposto a tenere sempre in visione i valori e ricercare i criteri di soddisfazione concreti abbia una costanza tale da metterci sempre in condizione di accrescere il nostro sviluppo personale.

  21. Antonio Q ha detto:

    Saverio scrive:

    Ciao Antonio, a riguardo dei criteri di soddisfazione penso che potrebbero essere un’arma a doppio taglio nel senso che una volta individuato, il criterio di soddisfazione può anche stravolgere la vita se pur in positivo.
    Se per esempio la mia felicità dipende dal luogo in cui vivo, sarò costretto a raggiungere quello più soddisfacente ma con una serie di conseguenze: ricerca nuova cas, costi x trasloco, trasferimento sede di lavoro e adeguamento alla stessa, ricerca di nuove amicizie. Un criterio di soddisfazione potrebbe scatenare una o più rinunce?
    Grazie

    p.s.: ti volevo ricordare, che ho lasciato un commento nel post MOTIVAZIONE E POSITIVITA’, può darsi che ti sia sfuggito leggerlo. Ciao

    Caro Saverio grazie del quesito.

    Sì, trovare ciò che ci fa realizzare i nostri valori, ovvero i criteri di soddisfazione, può anzi solitamente ci porta a fare delle scelte coerenti. D’accordo con te, ogni scelta di per se implica delle rinunce… quello che chiedo io a te è preferisci sapere cosa ti da felicità e inseguirlo, rinunciando a qualcosa…o non conoscere i tuoi valori e i tuoi criteri e rinunciare al tuo benessere?

    é una scelta anche questa… liberi di scegliere!

    Per quanto riguarda i criteri di soddisfazione, solitamente non sono così rigidi anzi uno stesso valore ha molti molti modi di realizzarsi. Una buona regola è valori rigidi, criteri flessibili per quanto è possibile.

    Il valore felicità è davvero difficile che dipenda da un solo criterio come la località in cui vivo. Forse accanto a quello ce ne sono molti altri e se trovo il giusto equilibrio tra tutti…. il gioco è fatto!

    Buona giornata Saverio!

    P.S. grazie vado subito a risponderti 😉

  22. Antonio Q ha detto:

    Saverio scrive:

    “Antonio, guardando i video è veramente una bella tecnica, però mi chiedo se nella vita di tutti i giorni un atteggiamento che sia disposto a tenere sempre in visione i valori e ricercare i criteri di soddisfazione concreti abbia una costanza tale da metterci sempre in condizione di accrescere il nostro sviluppo personale.”

    Caro Saverio,
    una volta individuati i propri valori di vita principali e quelli situazionali (lavoro, amicizia, etc.) e i propri criteri non abbiamo bisogno di ripetere il tutto ogni giorno. Agiremo con una bussola potente che ci guida nelle piccole e grandi scelte quotidiane.

    Ti ringrazio.

    Antonio

  23. Saverio ha detto:

    Ciao Antonio, ti ringrazio d avermi risposto.
    Leggendo quanto hai scritto sopra cioè prima della presentazione dei video, mi hai stimolato un’altra domanda che riguarda la puntualità. Non riesco più ad arrivare puntuale o magari qualche minuto di anticipo in ogni cosa (appuntamenti, impegni assunti o doveri come il lavoro e altro..). Dovrei riprogrammare qualcosa? Grazie!

  24. Antonio Q ha detto:

    saverio scrive:

    “Ciao Antonio, ti ringrazio d avermi risposto.
    Leggendo quanto hai scritto sopra cioè prima della presentazione dei video, mi hai stimolato un’altra domanda che riguarda la puntualità. Non riesco più ad arrivare puntuale o magari qualche minuto di anticipo in ogni cosa (appuntamenti, impegni assunti o doveri come il lavoro e altro..). Dovrei riprogrammare qualcosa? Grazie!”

    Buongiorno Saverio,
    Come ormai avrai ben capito sono un amante delle domande quindi ti chiedo:
    Non riesci perché ci provi e ci sono impedimenti esterni…e non riesci perchè non provi a “partire” in orario?

    A presto

    Antonio

  25. Saverio ha detto:

    Ciao Antonio, non riesco a partire in orario. Per quanto riguarda la mattina, innanzitutto suona la sveglia, sia la prima che la seconda, ma nn sono subito pronto ad alzarmi dal letto. Poi in quel pochissimo tempo cerco di soddisfarele mie necessità. Forse sono un pò lento ma dovrei correre perchè il tempo è breve. Per ciò che riguarda invece gli appuntamenti non parto in orario e poi devo partire di corsa quando guardo l’orologio.Grazie

  26. Barby66 ha detto:

    Caro Antonio, grazie infinite per questo post.
    Grazie a te, sto iniziando a capire (come quando avevo 20 anni) che non avevo bisogno di amici per colmare il senso di vuoto. Mi sono accorta di essere sola anche in compagnia di persone a cui piace la mia compagnia…. Ora ho capito che il mio valore è donare amore a chi ne ha più bisogno, e sto pensando di fare volontariato. Grazie di cuore, Barbara

  27. Antonio Q ha detto:

    Barby66 scrive:

    “Caro Antonio, grazie infinite per questo post.
    Grazie a te, sto iniziando a capire (come quando avevo 20 anni) che non avevo bisogno di amici per colmare il senso di vuoto. Mi sono accorta di essere sola anche in compagnia di persone a cui piace la mia compagnia…. Ora ho capito che il mio valore è donare amore a chi ne ha più bisogno, e sto pensando di fare volontariato. Grazie di cuore, Barbara”

    Grazie di cuore a te, cara Barbara per questa condivisione che è certo utile a tutti noi.

    Inizia quanto prima a realizzare i tuoi valori con azioni piccole ma concrete e sentirai il benessere crescere spontaneamente.

    A presto!

    Antonio

  28. Enrica Monica Nunnari ha detto:

    Grazie Antonio per il post.
    I valori, in quanto tali, sono tutti degni di stima. Ognuno di noi ha certamente una scala di riferimento, io ho imparato che l’amore è il più grande di tutti i valori. Ma prima di darlo agli altri, devo imparare ad amare me stessa. Se riesco a prendere tempo per me stessa, riesco a dedicarmi agli altri con amore, e questi altri sono la mia famiglia i miei amici e conoscenti. Quando perdo l’equilibrio delle cose ed eccedo nell’amore per me stessa o per gli altri, subisco un forte malessere interiore. Questo a volte accade. Allora ho bisogno di fermarmi e riconsiderare. Il conflitto tra i valori è la cosa più difficile da gestire. Perché la vita è un po’ troppo frenetica ed io ho bisogno di mettere spesso ordine per non lasciarmi travolgere. Ma mi chiedevo se invece non dovessi essere più tollerante ed accettare che non riesco a “fare tutto”. Grazie, Monica.

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Ciao Monica,

      sono Lucia, staff di Antonio.

      Innanzitutto grazie per la tua condivisione, è spunto per interessanti riflessioni.

      L’amore, quello disinteressato, è sempre fonte di gioia, di serenità e benessere.

      Quando ti capita di ‘eccedere’ nell’amore per te e per gli altri, cosa ti spinge a
      ‘ricercare’ questo eccesso?

      Accettare è una grande forma di Amore, prima di tutto verso sé stessi – tu stessa
      dici chi vuoi imparare ad amare te stessa – e poi, di conseguenza, verso gli altri.

      Accettare il fatto che non è possibile ‘fare tutto’, che non si può essere perfetti,
      non è rassegnazione come potrebbe sembrare a molti, ma è la via per fare pace con
      sé stessi e aprirsi a nuove possibilità, a nuove visioni e a nuove modalità creative:
      quando sei tollerante con te, più serena, meno giudicante nei tuoi confronti, quanta
      apertura ed unione hai con chi ti è accanto? Quanto amore riesci a dare agli altri?

      Purtroppo il più delle volte abbiamo in mente un modello di noi stessi che è così
      perfetto quanto irraggiungibile e queste immagini falsate che ci creiamo e ci affanniamo
      a raggiungere ci allontanano molto dal nostro vero Sè, quello autentico e vivo, e
      ci portano alla perdita dell’equilibrio di cui tu parli e, dunque, al malessere.

      Quindi sì, cara Enrica, puoi scegliere di essere più tollerante con te… del resto, cosa
      potrebbe mai accaderti di terribile se non riesci a fare ‘tutto’ nei tempi e nelle modalità
      che avevi programmato? E’ meglio fare qualcosa in meno ed essere più serena o è meglio
      affannarsi a fare tutto a discapito del proprio benessere?

      A questo proposito, ti invito a vedere un video di Antonio,
      ecco il link —> http://bit.ly/2ji1yTz

      A presto,
      sorrisi!! 🙂 🙂

      Lucia

  29. Francesca ha detto:

    Sono pienamente consapevole dei valori importanti nella mia vita in generale e nei diversi contesti e, da un po’, mi rimotivo quotidianamente per cercare di soddisfarli concretamente, se dipende solo da me. La difficoltà grande nasce, non credo solo per me anzi spero non solo per me, quando per soddisfarli è necessario che anche gli altri facciano la loro, seppur piccola, parte. Suggerimenti a riguardo, per motivare e coinvolgere se, evidentemente, non c’è una piena condivisione dello stesso valore ? Grazieeeee, F.C.

  30. Lucia Gerardi ha detto:

    Ciao Francesca,

    non possiamo ‘costringere’ chi ci sta intorno a fare qualcosa che non condividono,
    possiamo solo agire per noi stessi in questo senso.
    Quello che può essere di stimolo agli altri è l’esempio.

    Nel momento in cui tu incarni positivamente e con coerenza ciò in cui credi, chi ti
    sta intorno piano piano potrebbe interessarsi a ciò che tu fai, a come lo fai, da cosa nasce
    il tuo interesse e potrebbe sentirsi spinto a seguire il tuo esempio. 🙂

    E’ sempre da noi stessi che si parte. 😉

    Sorrisi,

    a presto!

    Lucia

  31. Ornella ha detto:

    Ho trovato interessante questo articolo, e il mio più grande problema attualmente …i miei valori più importanti sono il rispetto e il dialogo, nel contesto familiare in primis, (figli soprattutto),purtroppo quasi tutti i componenti sembrano lontani da tutto ciò …ogni giorno cerco di attuare piccoli cambiamenti ..cerco di farli capire che si dovrebbe collaborare in famiglia ..preciso che parlo di ragazzi otre i venti anni.In questi casi cosa si dovrebbe fare ? Spero di avere una risposta ..magari in privato ..grazie.

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Ciao Ornella,

      sinceramente non crediamo nel buon consiglio che possa essere davvero di aiuto… e crediamo ancor meno che sia possibile affrontare attraverso una semplice risposta ad un commento le situazioni personali, delicate e complesse che ognuno vive.
      Non riusciremmo a conoscere la tua situazione nel dettaglio e ogni difficoltà merita la giusta attenzione.

      Per questo Antonio dedica molto tempo ed energie alla creazione e diffusione di materiale gratuito che possa essere di aiuto a tutti.
      Oltre agli articoli e ai podcast qui sul sito, puoi trovare video completi tratti dai seminari: https://www.youtube.com/user/AntonioQuaglietta

      Inoltre, è nato il gruppo di evoluzione personale Ricomincio da me Community, che è gratuito fino a fine anno,
      per tutti i dettagli clicca qui:
      http://www.antonioquaglietta.it/ricomincio-da-me-community/

      Infine, Per consulenze individuali, in cui affrontare difficoltà specifiche Antonio lavora, anche su Skype, su appuntamento.

      Spero che ti sia utile!

      Lucia, staff Antonio Quaglietta

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