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Crescita personale: Comunicazione efficace

Benvenuto in questa nuova tappa del nostro viaggio nella  crescita personale!
Oggi parliamo di comunicazione efficace e approfondiamo le implicazioni pratiche e quotidiane della comunicazione non verbale nella nostra vita.

Spesso pensiamo che nella comunicazione conti esclusivamente o in massima parte ciò che diciamo, le informazioni che trasferiamo all’altro. Riteniamo che per comunicare efficacemente basti dire “le cose giuste” al di là di come le comunichiamo. Niente di più sbagliato!

Nei due video che seguono, cerco di mostrarti chiaramente quanto il “come” esprimiamo le nostre idee e le nostre emozioni conti più del “cosa”.

Ci sono due componenti della nostra comunicazione che psesso non teniamo in giusta considerazione e che determinano l’efficacia della stessa:

  1. La comunicazione non verbale fatta di gesti, mimica facciale, postura, sguardo, prossemica.
  2. La comunicazione paraverbale che attiene all’utilizzo della voce (volume, tono, ritmo, velocità, pause).

Imparare a padroneggiare queste due componenti può essere davvero fondamentale per comunicare efficacemente e rendere le nostre relazioni più ricche e positive.

Nei video ti mostro come spesso i conflitti relazionali nascono e si alimentano più sul “come” ci rivolgiamo all’altro che non sul puro contenuto della nostra comunicazione.

Ecco cosa,  a mio parere, intendiamo quando diciamo frasi come:

“Avrà anche ragione ma non deve rivolgersi a me in quel modo…”   

“Se solo imparasse a dirlo gentilemente otterrebbe molto di più da me”

“I suoi modi mi fanno perdere le staffe” 
Ti lascio ai due video sperando che ti piacciano e ti siano utili.

Aspettiamo tutti il tuo sincero commento.

Cresciamo Condividendo!

Ti auguro una spelendida giornata

Antonio

 

P. S. se vuoi approfondire ulteriormente sul canale youtube trovi un terzo video sull’argomento:

10 Comments

  1. Stefano ha detto:

    Articolo molto interessante, Antonio. L’importanza del non verbale e del paraverbale si conosce ormai da decenni, ma non tutti hanno ancora ben appreso il concetto. Quindi un bell’articolo in proposito è sempre necessario, soprattutto se con anche dei video. 🙂

  2. Antonio Q ha detto:

    Grazie caro Stefano!
    Spero davvero che possa stimolare tante riflessioni e soprattutto cambiamento pratico nel quotidiano.

    A presto

    Antonio

  3. Licia ha detto:

    Ciao Antonio,
    ti seguo sempre molto attentamente. Mi piace sperimentare quello che imparo e vedo che in effetti funziona. Personalmente mi sento meglio. Noto però sempre più spesso che le persone tendono ad essere un po’ ottuse e superficiali. Come posso migliorare o modificare una comunicazione “di ritorno” che secondo me non è buona?
    Cari saluti.
    Licia

  4. Antonio Q ha detto:

    Cara Licia,
    Sono felice di sapere che sperimenti sempre nuove cose, che vedi che funzionano e che questo ti fa sentire meglio.

    Come cambiare e migliorare gli altri?? Una domanda che prima o poi tutti ci facciamo.

    Ti direi che è impossibile. Nessuno può cambiare nessuno! Possiamo essere esempi, strumenti, stimoli per tutti ma non possiamo cambiare nessuno.

    Ognuno cambia quando vuole, ciò che vuole e solo se sente veramente di volerlo fare.

    Il cambiamento però è contagioso. Se riusciamo a migliorare davvero, tutto tenderà a migliorare intorno a noi soprattutto nelle relazioni.

    Personalmente cerco di fare due semplici cose:

    1) stoppare la facile tentazione del giudizio sugli altri, vedendo in ogni persona che incontro una parte di me e cercando di dedicare maggiore energia a migliorare me stesso.

    2) Evitare che “conoscere” e “applicare” questi utili strumenti possa diventare un modo per sentirmi “migliore degli altri”… per mettermi in posizione “ONE UP” nella comunicazione. Sfruttare invece tutti questi strumenti per migliorare la conoscenza di me, la sintonia, l’empatia… le relazioni.

    Spero di essermi spiegato bene e di essere riuscito a trasmettere ciò che sento.

    A presto

    Un abbraccio

    Antonio

  5. Licia ha detto:

    Caro Antonio,
    ciò che scrivi fa parte delle prime lezioni che ho provato. Quindi comprendo appieno il significato delle tue parole. Ho capito che in effetti cercare di cambiare gli altri a come li vorremmo noi è un’inutile perdita di tempo, oltre che essere un atto egoistico. In fondo non possiamo pretendere di dare agli altri il peso della responsabilità di renderci felici!

    La mia domanda si riferiva invece proprio alla comunicazione. Spesso m’imbarco in discussioni dove ad un tratto mi rendo conto che non portano a nulla…e non so come fare per uscirne. Al momento l’unica tecnica che conosco è quella dura, chiudo la conversazione….ma la stessa non porta mai ad esiti positivi, nemmeno se ne spiego i motivi. Quindi va cambiata…sai darmi qualche consiglio? Come creo miglior sintonia? Sono convinta anch’io che il cambiamento comincia in primo luogo da me. Ma come lo spiego?
    Ti ringrazio per la gentilezza e ti auguro una bella giornata.
    Licia

  6. Antonio Q ha detto:

    Cara Licia,

    mi ha colpito la tua frase: “Spesso m’imbarco in discussioni dove ad un tratto mi rendo conto che non portano a nulla…e non so come fare per uscirne”.

    Una domanda è nata spontanea dentro di me:

    “Qual’è lo scopo di queste conversazioni?”
    “A cosa vorresti che portassero?”

    Non capisco bene qual’è l’obiettivo della tua conversazione. Spesso ci imbarchiamo nelle conversazioni sperando di “convincere” l’altro delle nostre ragioni, di “spiegargli la verità”.

    Conviene sempre fare un passo indietro e chiarire bene la propria posizione relazionale ponendosi piccole e utili domande come:

    “Cosa mi aspetto da questa conversazione?”

    “Sono in una posizione di apertura verso l’altro e verso le sue idee o di sfida?”

    “Sto facendo percepire all’altro la mia accettazione o (anche involontariamente) sto trasmettendo chiusura?”

    Spesso è la posizione relazionale che porta alla chiusura e quindi a conversazioni apparentemente inutili, non il contenuto.

    Quando riusciamo a mantenere una sincera relazione di apertura, confronto, curiosità, accettazione e ascolto vero, ci si può lasciare con idee assolutamente diverse e senza che nessuno “abbia convinto l’altro” ma con spunti, dubbi, riflessioni che nascono in ognuno dei due e creano nuovi pezzi del puzzle personale di ciascuno.

    Quando invece la relazione e distonica e trasmette sfida, rifiuto, voglia di sopraffare etc. etc. etc…. si crea chiusura sui contenuti, fossero anche i più ovvi. La relazione definisce i contenuti!!

    Ti direi lavora di più sulla reale empatia e accettazione dell’altro, solitamente i risultati non tardano ad arrivare.

    Parti da ciò che condividi della sua posizione, mostra apprezzamento per ciò che ti piace delle sue idee, valorizza il suo punto di vista e vedrai che le sue difese si abbasseranno naturalmente. Attenta però non basta farlo (come una tecnica da eseguire) devi sentirlo! 😉

    Spero di averti dato qualche spunto utile.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  7. Andrewmala88 ha detto:

    Una domanda mi sorge : praticamente ogni volta che esprimo un concetto dovrei prestare attenzione ai miei gesti, tono voce ecc…dato che il 90% di ciò che esprimo dipende dal modo in cui lo dico…Ma ciò non influirebbe sulla spontaneità delle cose che dico ? probabilmente ai miei occhi risulterei poco naturale ed impostato

  8. Antonio Q ha detto:

    Andrewmala88 il 08/04/2013 14:03:04 ha scritto:

    Una domanda mi sorge : praticamente ogni volta che esprimo un concetto dovrei prestare attenzione ai miei gesti, tono voce ecc…dato che il 90% di ciò che esprimo dipende dal modo in cui lo dico…Ma ciò non influirebbe sulla spontaneità delle cose che dico ? probabilmente ai miei occhi risulterei poco naturale ed impostato

    Ciao Andrewmala88,
    ogni cambiamento all’inizio sembra forzato, innaturale e dificile semplicemente perchè+ è diverso da ciò che siamo abituati a fare e che, quindi, facciamo in modo spontaneo. Crescere significa appunto acquisire nuove abitudini per farle poi diventare spontanee e naturali.

    Qualsiasi cosa che oggi ti sembra naturale e spontanea l’hai imparata sembrando goffo, impostato e innaturale… pensa al camminare, parlare, guidare una moto o un’auto.

    Imparare a utilizzare in modo congruente la comunicazione può davvero cambiarti la vita saper dre la setssa cosa in modi diversi e adeguati al contesto è come parlare lingue diverse, puoi comunicare con molte più persone e dunque avere una vita più piena e soddisfacente; puoi evitare inoltre inutili contrasti che ti rubano energia e puoi avere relazioni più chiare e appaganti.

    Tutto questo vale la pena di lavorarci un po’ sembrando un po’ innaturale all’inizio?

    A te la scelta!

    Ti auguro una splendida giornata.

    Antonio

  9. Carmelo ha detto:

    Dottor Quaglietta, io ci aggiungerei anche lo stato di coerenza della persona in questione, se c’è equilibrio tra le sue parti interne ed ha un sé psicosomatico centrato e in armonia, non avrà difficoltà a connettersi con l’altro ed ad entrare in risonanza o covibrazione neuropsichica con la persona alla quale sta parlando…. sono appassionato di neuroscienze e della pnei di Montecucco…ho visto i risultati dell’eeg ( elettroencefalogramma) di monaci shaolin in meditazione o che dialogano tra loro… tutte uguali le onde.. poi veniva rappresentata l’eeg di persone comuni che parlano tra loro, sembrava un sismogramma con terremoto di magnitudo 7… hahaa.. noi, occidentali, siamo convinti che sappiamo comunicare e relazionarci ma non è affatto cosi, in realtà, sono poche le persone che non ti fanno sentire da solo anche quando si è in compagnia.

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