Crescita personale: Amore e coppia

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Crescita personale: Amore e coppia

Nel nostro percorso di crescita personale, iniziamo oggi ad avventurarci nell’impresa di dare qualche pillola formativa utile in un universo complesso e variegato ossia il rapporto di coppia. Partiamo da un dato sociale: le coppie in crisi aumentano in maniera preoccupante, al pari di malessere relazionale, tradimenti, separazioni, divorzi.
In una delle sessioni di counseling di coppia tenuta durante queste feste, chiedendo quanto tempo entrambi dedicassero mediamente a raccontarsi l’uno all’altro, a parlare delle proprie emozioni, sentimenti, progetti, sogni, la risposta è stata “Non lo facciamo mai!”.  Alla domanda quanto tempo passate in conflitti, contrasti e liti, mi hanno detto “Quasi sempre!”.

L’esperienza come counselor di coppia di questi ultimi anni, in effetti, mi ha fatto vedere chiaramente una convinzione largamente diffusa nella nostra società: basta l’attrazione iniziale, l’innamoramento successivo e la promessa finale per avere una coppia solida, gioiosa e appagante.

Da questa illusione, svenduta e propinata costantemente dai media, si passa alla disillusione che non è tutto automatico e lineare come sembra, il principe azzurro e la donna della vita sono personaggi, la coppia, invece, non è un film ma una relazione.

 

  • Una relazione si costruisce e questo spesso viene evitato perché sembra poco romantico.

 

  • Una relazione ha bisogno d’impegno e cura e questo spaventa.

 

  • Una relazione cambia costantemente e segue la regola universale della vita: o cresce o muore; anche questo viene vissuto come strano e ci si ritrova ad ascoltare farsi come “Perché non è più come quando ci siamo conosciuti?”.  Conosci davvero qualcosa, qualcuno o una relazione che rimanga identica per anni?  

 

Non possiamo cristallizzare il tempo. Tutto cambia, l’attrazione si affievolisce, l’innamoramento è una fase, il sentimento da solo non basta. Quando ci si scontra con queste piccole evidenze crolla il sogno e si pensa che la coppia sia finita, ci si rifugia spesso in spensierate e comode “storie” parallele che apparentemente rappresentano la soluzione, il luogo della leggerezza, il ritorno al prendere “solo il meglio”… ma il vuoto cresce.

Significa allora che non si possa stare bene in coppia?

Il problema vero è che ci ostiniamo a pensare per opposti, o è bianco o è nero; o è amore e tutto deve andare liscio da se o c’è bisogno di impegnarsi, capirsi, dialogare e ascoltare…ma allora non è amore. La TV lo insegna, il cinema lo conferma, quindi sarà così?

Chiediamocelo per un attimo: il sentimento è proprio opposto al dialogo?  Il romanticismo veramente non prevede confronto? Una relazione davvero esclude l’impegno?

Impariamo a leggere, scrivere, guidare auto, usare computer, ma nessuno ci insegna ad accrescere la nostra intelligenza emotiva.
Se ci pensiamo non è così automatico gestire le nostre emozioni, comprendere i nostri stati d’animo, migliorare le nostre relazioni.
Possiamo imparare però a migliorare l’ascolto, comunicare in modo più efficace, costruire relazioni armoniose, gestire meglio le nostre emozioni e quelle altrui.

Nel prossimo post sulla coppia vedremo insieme uno dei nemici del dialogo in coppia e alcune piccole strategie pratiche per evitarlo.

Iniziamo a porci delle semplici domande:

Quanto parlo di me e delle mie emozioni in coppia?

Quanto di me realmente condivido?

Quanta libertà di dialogo sperimento?

Lascia un commento a caldo…CRESCIAMO CONDIVIDENDO!

Splendida giornata a te!

23 Comments

  1. Valentina ha detto:

    questo spazio mi sarà di aiuto…di recente mi trovo a dover fare i conti con una situazione non piacevole nel mio rapporto di coppia…penso che dovrò lavorare molto su me stessa e sul modo in cui ho strutturato il mio rapporto e non sarà semplice visto che dovrò cambiare parte del mio modo di essere per vedere se le cose possono andare meglio… mah … prevedo un duro lavoro

    • Maure’ ha detto:

      Fra noi c’e’ un dialogo aperto, esprimiamo i nostri stati ogni giorno, a volte bisticciamo vivacemente e quasi sempre alla fine del bisticcio ci abbracciamo e fra noi c’e’ molta dolcezza.

  2. Splendida C. ha detto:

    L’ argomento mi interessa tantissimo. Soprattutto mi interessa capire se esista un modo per rendere il mio lui partecipe e coinvolto in ciò che gli racconto….a volte mi sembra di parlare da sola !!!!

  3. Antonio Q ha detto:

    Cara Valentina spero sinceramente che Ricomincio da Me, questo spazio di condivisione e crescita personale possa esserti di aiuto. Spesso le situazioni non piacevoli, le crisi servono in una relazione proprio a crescere.
    Andare in crisi significa solo rendersi conto che c’è bisogno di un cambiamento ma del resto cambiare e crescere non può che far bene a noi e alle nostre relazioni.

    Il cambiamento fa paura perché sembra toglierci certezze… le certezze sono però solo illusioni, prima lo scopriamo e lo accettiamo prima sperimentiamo il benessere che meritiamo!

    Valentina segui il flusso, modifica qualcosa di te ricordando che crescere significa proprio non togliere nulla al tuo modo di essere ma aggiungere…aggiungere nuove competenze,nuove visioni, diversi modi di fare. Soprattutto evita di vivere il cambiamento come un obbligo, divertiti cambiando, scopri tante tue risorse finora inesplorate e lascia che le scopra il tuo partner.
    Grazie della partecipazione a questo spazio di crescita personale!

    Antonio

  4. Antonio Q ha detto:

    Splendida C,
    sono felice che l’argomento ti interessi e rispondo subito alla tua domanda su due aspetti:

    1) tranquilla, non è strano 🙂 nella maggior parte delle coppie che incontro in counseling e di quelle che conosco, le donne lamentano mancanza di dialogo, poca comprensione/complicità e “insensibilità” del partner.

    2) Esistono infiniti modi di coinvolgere il tuo lui… quanti una mente può inventarne. La domanda è: quanti sei disposta a provarne?

    Le coppie diventano troppo spesso il mondo della routine, di comportamenti preordinati e sempre identici, di copioni in cui entrambi si sentono stretti e costretti… ma nessuno sperimenta qualcosa di veramente diverso.

    Prova ogni giorno una piccola cosa… piccola ma radicalmente diversa da ciò che finora hai provato; stupisciti e stupiscilo…. vediamo che succede!

    Facci sapere eh.

    Grazie di cuore!

    Antonio

  5. SONIAIMB84 ha detto:

    io dialogo anche troppo in coppia!lui molto meno..ma credo che nn si possa pretendere di avere una copia di sè stessi come partner altrimenti non ci sarebbe gusto no?e sopratutto credo che non tutti parlino allo stesso modo..molti uomini secondo me lanciano messaggi o comunque fanno capire determinate cose. Non tutti sono propensi al dialogo.purtroppo!:(

  6. Grazia ha detto:

    e come la mettiamo con i miei silenzi?…dopo una separazione, da circa 4 anni di nuovo insieme, una famiglia rinata, splendida….grazie anche ai miei silenzi….che ora cominciano a pesarmi…un abbraccio

  7. Grazia ha detto:

    perchè non riesco a lasciare commenti

  8. Gaia ha detto:

    complimenti innanzitutto.
    dovremmo smettere di leggere le favole…o perlomeno cambiare qualcosa.
    basta con i principi azzurri che la bambina dentro noi aspetta con ansia!
    basta con la storia del ” e vissero felici e contenti”…o per lo meno…mi sono scocciata del lieto fine quando invece dovrebbe essere un lieto inizio..
    non se ne può più della relazione amorosa intesa come liberazione …e poi si scopre che viverla è una catena pesantissima.
    vivo un rapporto di coppia difficilissimo e fortemente frustrante. e non so da dove cominciare….
    Gaia

  9. Antonio Q ha detto:

    Cara Sonia,
    assolutamente d’accordo con te per il rispetto della diversità, una copia di noi stessi non ci darebbe molta possibilità di dialogo… sai che noia! 🙂

    Per quanto riguarda il tuo dire che tu dialoghi anche troppo, lui molto meno…Qui mi viene in mente che il dialogo implica per forza la compartecipazione altrimenti diventa un monologo in compagnia. E spesso tutti ne facciamo. 😉

    Forse nessuno di noi è veramente propenso al dialogo o lo ho meno di quanto pensi di esserlo perchè dialogare implica per lo meno:

    * saper ascoltare,
    * accogliere l’altro
    * considerare la propria opinioni al pari dell’altra
    * uscire dallo schema “ragione/torto” “Vinco/perdo” per entrare in una relazione di confronto
    * Riuscire a esprimere emozioni, idee, valori, comportamenti senza paura del giudizio
    * Comprendere l’altro

    Beh direi che già su questi punti c’è tanto lavoro da fare per ognuno di noi.

    Una relazione sana, bella, soddisfacente non è spontanea come l’innamoramento, non ti capita… non è nemmeno utopia o frutto di sangue e sudore… Richiede solo un po’ di consapevolezza e un piccolo quotidiano lavoro di crescita personale.

    Grazie Sonia!

    Splendida giornata!

    Antonio

  10. Antonio Q ha detto:

    Grazia cara,
    I silenzi fanno parte del gioco e servono tanto!
    Grazie di averci donato un fantastico contributo: una storia che dopo una separazione o forse proprio grazie a quella rinasce, interessante e bello.

    Io ci colgo la conferma che la prima risorsa per la nostra crescita personale e per la riuscita delle nostre relazioni è la flessibilità.

    Nelle relazioni bisogna saper davvero cambiare, per trovare ciò che più funziona: se parlando non ottieni…non continuare a parlare, prova a tacere. Se il silenzio non funziona…non continuare a tacere, parla e vedi cosa accade.

    Nella vostra relazione ciò che serviva era allontanarvi per potervi ritrovare.

    A volte è necessario ma se non si ha la forza di farlo, se non si capisce che, anche se dolorosa, una scelta diversa spesso è l’unica soluzione per produrre benessere… si rimane impantanati in copioni frustranti e sempre identici a se stessi!

    Molte coppie non si ritrovano…per paura di perdersi!

    Brava Grazia e Grazie!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  11. Antonio Q ha detto:

    Cara Gaia
    Grazie dei complimenti e del contributo.

    In effetti una relazione non è un lieto fine, un punto di arrivo ma un continuo inzio…questo però piace meno del vedere un bel finale del tipo “e vissero felici e contenti!”. 😉

    Spesso si cerca nel partner la persona che ci riempia la vita e non una persona con cui condividere la nostra vita; Aspiriamo alla persona che ci renda felici e non a una persona con cui condividere la nostra felicità;

    Felicità e benessere sono conquiste personali, finchè cerchiamo all’esterno difficilmente saremo soddisfatti.

    Ovviamente costruire una buona relazione di coppia è un ingrediente importante della nostra personale felicità ma non può essere ciò da cui dipende la nostra felicità… l’amore è libertà, non dipendenza!

    Per il tuo rapporto che dire… trova il più piccolo e facile cambiamento che puoi praticamente e concretamente mettere in atto… comincia e vedi cosa accade.

    Spesso proprio perchè non sappiamo da dove cominciare, rimaniamo paralizzati; sentirsi fermi e impotenti, però, amplifica il nostro senso di frustrazione… meglio agire!

    In bocca al lupo!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  12. Otti ha detto:

    spesso quando si è in coppia si perde di vista se stessi..ci si dimentica della propria essenza e si lascia scorrere un rapporto che lentamente inizia a morire. Si perde la voglia di piacere all’altro e di piacersi, la voglia di scoprirsi, la volgia di conoscersi..perchè sembra tutto già scontanto.
    Invece la coppia, come ogni cosa, è in continuo divenire, è in continua crescita e trasformazione…perchè noi cambiamo ogni giorno e così cambia anche il nostro modo di vedere la vita, di viverla…ed è necessario comunicare all’altro i nostri piccoli cambiamenti e nuove emozioni

  13. Antonio Q ha detto:

    Cara Otti Grazie,

    In effetti, la coppia a volte viene vissuta come un rifugio, un luogo in cui tutto è scontato, già stabilito…certo!

    Nell’inseguire questo bisogno di certezza perdiamo di vista noi e le nostre mutevoli esigenze, bisogni, speranze, dubbi, emozioni e sentimenti…aspettative.

    Basti vedere le fasi di una coppia, all’inizio si gareggia su chi da di più… man mano si continua a gareggiare ma su chi chiede di più, chi è più insoddisfatto… chi ha più potere nel rapporto… 😉

    Riflettiamoci…

    Grazie del tuo contributo!

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  14. Sogni ha detto:

    il dialogo potrebbe esserci qualora si ha a che fare con un a persona che capisca cosa significhi il dialogo. dopo aver vissuto delle tragedie e non sto qui a dilungarmi nello specifico penso sia normale chiudersi in se stessa e non riuscire + a dialogare ne confrontarsi….. penso

  15. Mirka ha detto:

    spero mi siate di aiuto e da due anni che ormai siamo in crisi continua io ero convinta che le cose fossero meglioratte che stabamo bene l’uno con l’altro invece no none cosi iere non ce l’ho fatta piu li ho chiesto il perche non facciamo piu l’amore ..perche lo faciamo 1 volta al mece o pure2 pensavo che era per le sue emorroide credebo che le faccesero male ma non none cosi indubinate cosa ..? la sua rispota fu stiamo pasando per un brutto periodo siamo staccati luno dl altro io rispose cosa?? se ora adirettura manggiamo tutti giorni assieme non faccio altro q pensare cosa di buono ti posso fare dimangiare per di piu li ho detto che si la pensa cosi che era meglio che se tenese suo anello …. ormai non mi ama piu a un altra ..??

  16. Antonio Q ha detto:

    sogni scrive:
    “il dialogo potrebbe esserci qualora si ha a che fare con un a persona che capisca cosa significhi il dialogo. dopo aver vissuto delle tragedie e non sto qui a dilungarmi nello specifico penso sia normale chiudersi in se stessa e non riuscire + a dialogare ne confrontarsi….. penso”

    Cara sogni,
    Dopo aver vissuto delle situazioni spiacevoli è normale chiudersi in se stessi nel senso che è una delle reazioni possibili e diffuse.
    Apparentemente sembra anche una soluzione ma ciò che ti chiedo è: alla lunga la chiusura è una soluzione davvero efficace e utile ai problemi?
    Non comporta forse danni al tuo benessere e alla tua vitalità?

    Una risorsa che può essere utile in questi momenti è contestualizzare le “tragedie”, dargli una precisa collocazione nel tempo e nello spazio, una precisa persona di riferimento: “Quella specifica persona non vuole dialogare con me, in questa fase del nostro rapporto”.
    Decidere, quindi, cosa fare con quella specifica persona, in quella precisa situazione.

    E’ fondamentale non permettere, invece, ad una singola situazione e ad una singola persona di determinare un nostro atteggiamento di chiusura generalizzato a tutto e a tutti.

    CONFINIAMO E CONTENIAMO LE SITUAZIONI!

    Spero di essermi spiegato e di esserti stato utile.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  17. Antonio Q ha detto:

    mirka scrive:

    “spero mi siate di aiuto e da due anni che ormai siamo in crisi continua io ero convinta che le cose fossero meglioratte che stabamo bene l’uno con l’altro invece no none cosi iere non ce l’ho fatta piu li ho chiesto il perche non facciamo piu l’amore ..perche lo faciamo 1 volta al mece o pure2 pensavo che era per le sue emorroide credebo che le faccesero male ma non none cosi indubinate cosa ..? la sua rispota fu stiamo pasando per un brutto periodo siamo staccati luno dl altro io rispose cosa?? se ora adirettura manggiamo tutti giorni assieme non faccio altro q pensare cosa di buono ti posso fare dimangiare per di piu li ho detto che si la pensa cosi che era meglio che se tenese suo anello …. ormai non mi ama piu a un altra ..??”

    Cara Mirka,
    Mi spiace per la situazione che stai vivendo e sinceramente non credo di poter rispondere alla tua domanda, non so se non ti ama e se ha un’altra. Ti chiedo però un po’ di cose:

    Ne parlate della vostra situazione in modo chiaro e completo evitando di litigare?

    Cosa precisamente stai facendo tu di nuovo e diverso per uscire dalla crisi che state attraversando?

    Cosa vi ha tenuto uniti all’inizio e cosa adesso manca rispetto a prima?

    Tu senti di amarlo anche adesso o no?

    Attendo le tue risposte

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  18. Sogni ha detto:

    grazie per la risposta non sarà facile contestualizzare ne la persona ne i fatti ne le tragedie vissute… sicuramente sarà facile capire in tutto questo una non storia cioè una storia andata in fumo chissà per colpa di chi o di cosa…. Infondo io credo di avercela messa tutta….. ho avuto molta pazienza molta forza per affrontare ma soprattutto ho avuto il coraggio di non guardarmi allo specchio per dire a me stessa quanto stessi sbagliando a continuare a farmi del male allungando i tempi del crollo della storia….. comunque sia stata non ho più ne la voglia ne la forza di lottare perchè non vedo nessuna possibilità di miglioramento….. infondo dovrei soltanto avere il coraggio di andarmene via…….

  19. Venerdì ha detto:

    dare consigli ed indicazioni sulla coppia e sull’amore è cosa davvero difficile.credo infatti che ogni coppia sia un mondo a sè, un mondo dove c’è una tale complessità di problematiche non sempre interamente leggibili a chi all’esterno voglia tentare di dipanare la matassa. certo, esistono delle linee guida alle quali se ci attenessimo maggiormente riusciremmo ad evitare una discreta percentuale di separazioni. Facile a dirsi! la scorsa domenica durante la tua lezione sono stata ripresa ( non è il termine esatto, ma al momento non me ne viene uno più appropriato) per aver detto che , dopo aver donato a mio marito tutto ciò che di più importante si ha nella vita, mi aspettavo che lui non mi deludesse riguardo alcune mie richieste. Giustamente, hai avuto da obiettare che quello che ho fatto l’ho fatto per me e non per lui e che non bisogna dare pensando alle aspettative. ci terrei a chiarire così colgo anche l’occasione per dire la mia sull’argomento. E’ scontato che soprattutto in amore, ma anche nell’amicizia, il “do ut desse” è qualcosa di molto squallido anche e solo se si applica inconsciamente. Però, amare e punto, senza aspettative, nè pretese, quasi senza scambio, è un concetto che non afferro.Ciò che ho fatto non l’ho fatto per me nè per lui, ma per noi; come accade all’interno di ogni coppia che si ama. Penso , infatti, che soprattutto nella fase dell’innamoramento c’è grande fusione, ci si percepisce come un “noi” e non singolarmente . in questa fase, ma anche oltre, c’è ben poco da chiedere. Posso chiedere più volte di abbassare il volume della tv, di non lasciare le pantofole in corridoio o i capelli nel lavandino, un ordine maggiore, ma non devo certo chiedere di non offendere la mia sensibilità e di non essere ferita in quelle che sono l’esigenze dell’anima. perchè ( e QUI l’aspettativa) non me lo aspetto. Chi ama non delude nel profondo, non rende tristi, amari e piatti i tuoi giorni. Chi ti ama ti vuole felice e sa come farlo senza che tu lo chieda, perchè conosce la tua anima e sa come farla godere. Sicchè , io non parlerei di aspettative, bensì di reciprocità, quella che rende felice una coppia. E non solo reciprocità di amore, ma di rispetto, di condivisione, di fiducia.Il dono è reciproco e continuo, ma non certo secondo una meccanica ragionata, bensì per quel meraviglioso meccanismo che caratterizza e rende unico l’amore. Se da una parte c’è chi offre e si offre senza pretendere nulla in cambio, dall’altra ci deve essere chi accoglie il dono dando ad esso il valore e la considerazione che merita. Poi può succedere che il meccanismo si inceppa e le cause possono essere di diversa natura e gravità e a questo punto è necessario un grosso dispendio di energie per superare la crisi; ma… beninteso….RECIPROCO. Reciproca deve essere la volontà e la chiarezza di dialogo e, soprattutto, anche se può sembrare scontato ( e non lo è), la volontà di risolvere il problema.Mi scuso per la lungaggine e ringrazio e saluto chi mi ha letto.

  20. Antonio Q ha detto:

    Cara Venerdì grazie dell’intervento e dell’utile approfondimento.
    Inizio col darti assolutamente ragione sulla difficoltà di dare consigli e indicazioni;
    in effetti però proponendo riflessioni, dando delle indicazioni possibili su cui si “accende” una condivisione possiamo tutti crescere e ampliare le vedute.

    Tocchi un argomento talmente interessante che potrebbe diventare un post, il dono nelle relazioni e le aspettative.

    Inizierei dicendo che, a mio avviso, quando doniamo stiamo bene, dunque, lo facciamo per noi e per la relazione che stiamo vivendo. Allo stesso tempo però ci creiamo delle aspettative, giuste o sbagliate che siano…ce le creiamo.

    Ora però tocca vedere quali aspettative abbiamo. Quelle che spesso risultano pericolose sono le illusioni, le aspettative “magiche”,
    tra quelle che tu elenchi ne riprendo alcune per spiegare bene cosa intendo:

    “Chi ti ama ti vuole felice e sa come farlo senza che tu lo chieda, perchè conosce la tua anima e sa come farla godere.” Senza che tu lo chieda….sa come farlo…conosce la tua anima…SEI SICURA? Vediamo un’altra possibilità: si cresce confrontandosi… scopro io setsso/a la mia anima chiedendo e lasciando che tu chieda…

    “Chi ama non delude nel profondo, non rende tristi, amari e piatti i tuoi giorni”… siamo sicuri che sia amore lasciare a qualcuno il potere di rendere triste amara e piatta la nostra vita….così facendo sei certa di amare te stessa?
    amiamo gli altri nella misura in cui amiamo noi stessi…e se non preservo la mia vita, la mia gioia, il mio cuore….sicura che sia AMORE?

    Siamo esseri umani destinati a deludere e essere delusi… capiamo però quanta delusione possiamo accettare in una relazione e passata quella soglia, accettiamone la fine.

    “Il dono è reciproco e continuo, ma non certo secondo una meccanica ragionata, bensì per quel meraviglioso meccanismo che caratterizza e rende unico l’amore.”
    Qui ti chiedo, conosci davvero qualcosa che sia continua e reciproca per sempre?

    Il meraviglioso meccanismo che senza aver bisogno di parole, relazione, ma da se produce il tutto rendendo unico l’amore….L’AMORE ROMANTICO DEL BACIO CUI SEGUE E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI….la fiaba….perdonami ma a me sa di pensiero magico….di illusione…. di ricerca del moto perpetuo…. che toglie all’amore e a una relazione componenti importanti come la volontarietà, lo sforzo, la continua conoscenza e scoperta….la dinamicità. L’amore non è fiaba autoregolata è vita con tutte le sue componenti.

    Noto che la tua conclusione sottolinea la volontà di….. ma come dire….come coda del discorso 😉

    Quando parliamo di amore anzi di Amore non possiamo che essere persone che si confrontano e co-costruiscono un senso più ampio…ovvero verità ultime meglio non credere di averne… io aggiungerei tranne che l’amore dovrebbe darci benessere e libertà….ma è solo la mia idea. :))

    Ti abbraccio e spero che questo stimoli un proficuo dialogo con tanti altri amici.

    Splendida serata a te!

    Antonio

  21. Venerdì ha detto:

    “.conosce la tua anima…SEI SICURA?”
    …la mostro anche alle pietre, figurarsi all’uomo che amo!

    “siamo sicuri che sia amore lasciare a qualcuno il potere di rendere triste amara e piatta la nostra vita….così facendo sei certa di amare te stessa?”

    sì, mi amo molto e so come rendere felici i miei giorni, so farmi godere e per fortuna anche con molto poco…ma da sola. se sono in compagnia, non devo essere in compagnia di chi mi guasta la festa, ma di chi sa far festa con me .

    “capiamo però quanta delusione possiamo accettare in una relazione e passata quella soglia, accettiamone la fine.”
    …perfettamente d’accordo!:)

    “Qui ti chiedo, conosci davvero qualcosa che sia continua e reciproca per sempre?”
    no! o quantomeno bisogna lavorarci…in due!

    “L’amore non è fiaba autoregolata è vita con tutte le sue componenti.”
    PER L’AMOR DEL CIELO!!! Sai che noia l’amore-fiaba?!! Certo, certo! la continua conoscenza, la dinamicità del rapporto, i normali alti e bassi. questo mantiene vivo il rapporto, certo! a patto però che gli sguardi siano rivolti verso lo stesso punto, che sia pure con tempi diversi, direzioni diverse, modi diversi, si voglia arrivare sempre lì, si tenda sempre lì verso quel punto che si chiama “noi”. L’amore del bacio cui segue “e vissero felici e contenti” non esiste e lo sappiamo
    tutti o quasi. il mio è stato bacio cui segue “e vissero infelici e inquadrati !”
    e il vostro? 🙂
    sogni d’oro a tutti

  22. Anonimo ha detto:

    Ciao Antonio,
    condivido quello che scrivi, per me la comunicazione in coppia è la linfa e l’ho sempre pensato però non capisco perchè alla fine mi sto trovando in questa situazione :
    Quanto parlo di me e delle mie emozioni in coppia? poco

    Quanto di me realmente condivido? poco

    Quanta libertà di dialogo sperimento? poco
    ogni volta mi sento giudicata e sminuita e mi blocco, cosa vuol dire? cosa posso fare?
    Grazie
    elly

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