Come accrescere l’autostima? Evita il giudizio! (prima parte)

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Come accrescere l’autostima? Evita il giudizio! (prima parte)

Riprendiamo il nostro avventuroso cammino nello sviluppo personale.

La famosissima autostima, questo concetto di cui si dice “Bisogna averne molta e buona!”, cos’è precisamente?  Soprattutto cosa ha a che fare con convinzioni personali e crescita personale?

Andiamo per ordine, l’autostima è generalmente definita come:

L’azione di valutare se stessi come insieme di determinate caratteristiche, nonché il giudizio risultante da questa valutazione. L’autostima è il rapporto tra come siamo e come invece vorremmo essere”.

Bene, l’autostima è, dunque, sia un processo sia un giudizio.

Come processo, l’autostima è un’autovalutazione, consiste cioè nel valutare se stessi.
Una domanda che sorge spontanea è: in che modo? Utilizzando quali criteri?
Prima distinzione fondamentale che occorre fare: ti valuti o ti giudichi?

Attenzione è fondamentale cogliere questa distinzione, ne va della qualità della nostra crescita personale.

La differenza sembra sottile ma in realtà è netta.

Il giudizio:

  • è definitivo
  • è generale e astratto
  • riguarda te come persona
  • produce senso di colpa e inadeguatezza
  • ti demotiva, genera vittimismo e rabbia
  • è statico, t’imprigiona nella pozza dell’impotenza

“Io sono fatto male!”, “Sono peggiore degli altri!”, “Sono troppo…”, “Sono poco….”  “Sbaglio sempre  tutto!”. Mai pronunciate frasi come queste?
Credo proprio di sì perché è semplice farlo…siamo tutti molto bravi a giudicarci.
Ora fermati un attimo e respira profondamente. Rileggile lentamente, con calma, ritorna ai momenti in cui te le dici, ritrova dentro di te le sensazioni che producono, rivivile adesso e nota bene, sono sensazioni positive? Stimolanti? Che motivano?

Solitamente la risposta è no.

Quasi sempre il giudizio riguarda l’identità, la persona, inizia con “Io sono….”
L’autostima però è una valutazione e di solito, per valutare si utilizza il confronto.

In questo caso specifico il confronto è

  1. Tra noi e altri
  2. Tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere.

Nel primo caso, confronto tra me e altri, l’errore principale che la maggior parte di noi commette è quello di non valutare secondo specifici comportamenti, caratteristiche, atteggiamenti ma di emettere un giudizio complessivo e molto astratto del tipo “Lui è migliore di me”, “Lui è più ingamba di me”.

Concetti così astratti e generici suonano dentro di noi come veri giudizi, sentenze senza appello, realtà cui doversi arrendere, non certo come stimoli per agire e migliorare.

Facciamo un esempio per capire meglio:

Decido di cucinare una pietanza, m’impegno con tutto me stesso e una volta pronta la faccio assaggiare a una persona cara. Chiedo ovviamente una valutazione della pietanza e unico commento è: “Quella che fa mia sorella è migliore!”.

Bene,

Che cosa cambio nella pietanza?

Come la miglioro?

Quanto questo giudizio mi spinge ad agire serenamente per migliorare?

Quanto questo verdetto m’innervosisce e mi blocca?

Non mi da alcuna indicazione sul cosa fare e come farlo; è un giudizio: non mi fornisce cioè alcuna possibilità di miglioramento!

Genera in me la convinzione che “IO SONO PEGGIORE DI LEI!”. Come abbiamo visto in precedenza, una convinzione di questo tipo non è molto motivante; ora possiamo aggiungere che non ci garantisce certo una buona, sana e abbondante autostima.

Accrescere l’autostima è possibile a patto che mi conceda delle possibilità di azione, valutazione, miglioramento.
Tornando al confronto tra persone, io-lui, la domanda che mi pongo spesso è: dove si prende il personometro?

Pensiamoci, per dire che lui è più veloce di me occorre un misuratore di velocità/tempo, il cronometro; per dire che lei è più alta di me occorre un’unità di misura e un misuratore, il metro; per dire che lui/lei è meglio di me come persona…occorre il personometro, dove si acquista?

Lo stesso vale ovviamente per il confronto tra ciò che sono e ciò che vorrei essere… ma questo lo affronteremo bene nel prossimo post.

Lascia un commento, aiutaci a migliorare per offrirti sempre di più!

Splendida Giornata a te!

18 Comments

  1. Maria F. ha detto:

    Quanto è vero e io che ho sempre pensato che se non mi giudico non miglioro.
    Mi sento un po’ confusa.
    Grazie, è un piacere leggerti.

  2. Antonio Q ha detto:

    Cara Maria,
    innanzitutto grazie della preziosa condivisione.
    Tranquilla nel prossimo post sarà ancora più chiara la differenza tra valutazione o meglio feedback costruttivo di un’esperienza e giudizio.
    Con calma, passo dopo passo, è bello costruire nuove visoni della realtà, più costruttive e dirette al nostro benessere.
    La confusione è l’unico vero inizio di una nuova comprensione!

    Splendida serata a te!

    Antonio

  3. Ricciolo ha detto:

    quante volte in passato ho trascorso le mie giornate a giudicarmi, a considerarmi una nullità…a volte mi capita anche adesso di sottovalutarmi e tutti me lo dicono che lo faccio. però al tempo stesso ho imparato annche ad accettare tutto di me: i miei difetti e i miei pregi..riesco a riconoscere entrambi. e soprattutto riesco a volermi bene…il percorso per la completa accettazione però nn è ancora finito…ma io nn ho fretta, prima o poi arriverò al traguardo!
    grazie di aiutarmi a rendermi più consapevole di molte cose importanti…mi stai aiutando a crescere…

  4. Batflavia ha detto:

    ecco il mio commento: sbrigati a mettere la seconda parte he non vedol’ora di leggere come prosegue!!!!
    ahahahahahah

    Comunque mi sta facendo riflettere, concordo su tutto!

  5. Confusa ha detto:

    Bhè… allora io comprenderò tutto in maniera egregia…. come sono confuuuuuuuuuuuuuuuusaaaaaaaaaaaaaaaa………..

  6. Antonio Q ha detto:

    Car Ricciolo,
    Grazie di cuore della tua condivisione e dell’utile contributo.
    La crescita personale è un meraviglioso viaggio!
    La completa accettazione è, a mio avviso, la meta finale…ma la cosa più importante è sempre il viaggio in se.
    Brava, solo ciò che accettiamo e quindi guardiamo bene in faccia possiamo modificare a nostro vantaggio.
    Grazie a te di esserci!
    Buon viaggio di crescita personale 😉

  7. Antonio Q ha detto:

    Cara BatFlavia,
    Grazie della sollecitazione, la seconda parte è in arrivo…tranquilla.
    Il tuo viaggio nella crescita personale vuoi che sia un razzo eh… 😉
    Passo dopo passo godiamoci tutto, anche l’attesa è crescita personale…

    Grazie di cuore a te!

  8. Antonio Q ha detto:

    Confusa, a te grazie di essere così
    Entuuuuuuuuuusiasta!

    Splendida giornata a tutti!

  9. Elisewin ha detto:

    valutare se stessi è importante. Aiuta a crescere a vedere le cose da punti di vista diversi a migliorarsi, quando possibile. Ma il problema è che lo stesso processo di valutazione e la decisione finale sono cmq sempre veicolati dalle nostre convinzioni e dalle nostre paure.
    Quando accade questo.. si sbaglia nella valutazione? o si ha poco coraggio?

    Grazie per questi importanti spunti di riflessione.
    Buona domenica a tutti!!

  10. Meg ha detto:

    Autostima…bella parola!potrei parlarne per ore aggiungendo una sull’altra tante belle nozioni …ma ultimamente per me autostima significa:aver capito(finalmente) di non essere…niente… di poter dire alle uniche persone al mondo di cui ti importi che siano fiere di te “sarai fiera di me” e godere di questo…godere del fatto di fare un viaggio sempre guardando avanti e quasi più indietro…

  11. Antonio Q ha detto:

    Cara Elisewin,
    grazie delle ottime domande.
    Sinceramente non so se si sbaglia o se sia mancanza di coraggio… forse entrambe, o forse nessuna delle due… la tua riflessione credo che sia molto importante.
    Sì, se continuiamo a valutarci sempre e solo con i “nsotri criteri”, rischiamo di avere sempre gli stessi risultati. Come tu affermi, infatti, i “nostri criteri” sono dettati e determinati dalle nostre convinzioni, dalle nostre paure, dal nostro modo di vedere e costruire la realtà.
    Cosa fare? Beh, qui si apre un mondo 😉
    Direi che abilità importanti in questo senso sono:

    imparare a prendere e sfruttare bene i feedback esterni, ciò che gli altri mi rimandano, evitando di chiudersi in difesa e di leggere tutto come attacco al proprio ego;

    Inventarsi di tanto in tanto, nuovi criteri e modi per valutare ciò che facciamo, staccandoci dal nostro punto di vista. Giochiamo: “E se la vedessi come un bambino…cosa mi direi?”,”E se la vedessi come un vecchio saggio alla fine della propria vita….cosa direi?”….etc. etc. etc.

    Grazie a te di cuore, splendida giornata!

  12. Antonio Q ha detto:

    Meg,
    Grazie della condivisione!
    Sì, l’autostima spesso è solo una parola vuota, un concetto astratto di cui parlare…
    Ognuno poi la rende concreta a modo proprio, tu hai trovato i tuoi criteri di soddisfazione,quelli per cui puoi dire “Sì, mi piaccio!”…
    Cosa dire? Pefrteto! Brava!

  13. Rosa ha detto:

    E’ di questo che ho bisogno, di una buona autostima in alcuni momenti sono contenta di come sono, ma rimangono sempre delle cose che cambierei se avessi più coraggio e mi sentissi più capace. Come fare a credere che ce la si può fare se alcuni tentativi sono falliti? comunque tutto quello che dici mi aiuta a rivedere le mie posizioni ……….grazie, caro Antonio

  14. Chapito ha detto:

    27/08/2012 06:14:19 ha scritto:

    Mi permetto di rtapriore questo articolo di Francesco Agnoli da Il Foglio di oggi 24 novembre. Come sempre e8 la realte0 il dirimente di ogni riflessione, perche8 la vita non e8 sogno: in questo caso il cuore che batte del terzo. O pif9 precisamente il terzo cuore che batte.Da Il Foglio di oggi 2011-11-24, di Francesco Agnoli.Titolo: Censure neutrali.Sottotitolo: “Il fastidio dei laici di fronte ad una ecografia e a un feto che (orrore) ha un cuore che batteIl bello della cosiddetta “bioetica laica” –quando l’espressione designa la visione degli atei rocciosi, duri e puri – e8 che non esiste. Se ne parla, se ne discute con calore, ci sono persino persone che ne hanno tratto libri. Eppure si tratta di un fantasma, di qualcosa che si riassume in un motto semplicissimo, che suona cosec: “Ognuno faccia quel che cavolo vuole” oppure, per usare un’espressione pif9 aulica di Gabriele D’Annunzio: “Abolisci ogni divieto”. Accanto a questo motto, se ne potrebbe affiancare un altro: “Me ne frego”. Della morale, degli altri, della differenza tra giusto e ingiusto, tra vero e falso. Esagerazioni? Discutevo con uno di questi “laici” (termine, lo so, assai improprio, ma ormai di uso comune) chiedendogli: “ma allora, per voi abortire e8 giusto o sbagliato? E se talora e8 giusto, quando lo e8 e quando e8 sbagliato?”. Risposta: “Per me se uno ritiene giusto abortire, e8 bene che lo faccia; se invece non lo ritiene giusto, allora va bene cosec, non lo faccia”. Stessa risposta di fronte ad ogni altro dilemma bioetico. Le parole magiche sono: autodeterminazione, liberte0, diritti civili… Ma il senso, a conti fatti, e8 sempre quello di cui sopra. Recentemente Massimo Teodori invocava sul Corriere della Sera il dialogo tra laici e cattolici. Intimava ai cattolici – questo e8 il suo concetto di dialogo – di rinunciare ai principi “non negoziabili”. A sostegno del suo ragionamento, affermava: “Uno Stato laico e8 per sua definizione neutrale”. E subito aggiungeva: “Questo non significa affatto che lo Stato sia privo di valore e idealite0”. Invece lo Stato neutrale, come lo intende Teodori, significa proprio questo. Che non vi sono ne9 valori ne9 idealite0 condivisi, oggettivi, e per questo “non negoziabili”. E’ in buona compagnia: come per Singer, Engelhardt, Veronesi, Mori (per citare i pif9 famosi “bioeticisti laici”) nulla e8 per lui veramente vietato, perche9 nulla, a conti fatti, e8 bene e nulla e8 male. Eutanasia? Se uno lo desidera… Aborto? Se i genitori vogliono….Il fatto e8 che gli atei coerenti verificano il detto di Dostoevskij: “Se Dio non esiste, tutto e8 permesso”. Se Dio e8 assolutamente negato, infatti, non rimane che essere “fedeli alla terra”, come diceva Friedrich Nietzsche. Essere, cioe8, immuni da un giudizio superiore, “celeste”, che trascenda il singolo individuo e la sua volonte0. Fedeli alla terra, in ultima analisi, significa infatti fedeli alle circostanze fuggevoli, alle voglie e all’utile del momento, a se stessi. Recentemente, in Russia, lo stato, di fronte allo sfacelo demografico (pif9 aborti che nascite) ha imposto l’informazione prima di ogni aborto: la donna deve sapere a quali rischi sta andando incontro e che cosa accade al bambino. “Sapere per deliberare”, direbbero i radicali, se si trattasse di altro. In questo caso no. Tutti i cosiddetti laici, compatti, hanno cominciato a urlare: scandalo, assurdo, un caso di oscurantismo clericale! Eppure il bimbo che compare sullo schermo dell’ecografia sembra dire, come il Dio di Manzoni al cuore dell’Innominato: “Io sono, perf2”. Similmente alcuni mesi orsono, in Texas, il governo federale ha approvato una legge che impone alle donne che intendono abortire negli ospedali di sottoporsi a un’ecografia obbligatoria. L’ecografia non e8 il confessionale, non e8 uno strumento inventato dal Papa, e8 un apparecchio che mostra la realte0. Eppure, anche qui, “democratici”, femministe, bioeticisti laici di ogni tipo hanno parlato di “intrusioni” inaccettabili. IL Fatto quotidiano ha spiegato, fortemente scandalizzato: le donne “saranno inoltre obbligate a prendere visione delle immagini generate dall’esame, a consultare un medico, ad ascoltare il suono del battito cardiaco del feto”. Che al feto batta il cuore, e8 soltanto un fatto, ma a qualcuno de0 fastidio: non si deve sapere. Altrimenti crollerebbe il principio del “faccio cif2 che voglio”,e anche “i valori e le idealite0” teodoriani farebbero brutta figura. L’ecografia e8 “inutile” ha dichiarato un deputato avverso; un altro ha urlato che si tratta di una “procedura molto intrusiva” (l’ecografia, si badi, quella con il gel sulla pancia, non l’aborto, quello con la pompa che aspira e tritura il concepito). Il Fatto ha poi voluto sottolineare che non e8 prevista l’obiezione di coscienza per i medici che “scelgano di non imporre l’ecografia alle donne”. Certi giornali vorrebbero riconoscere l’obiezione a chi non vuole usare l’ecografia, ma negarla a chi non vuole uccidere un feto. Misteri della bioetica laica. E se qualcuno obiettasse “ma non vedete che rifiutate di vedere la realte0?” la risposta sarebbe pronta e articolata in due punti (e8 sempre cosec): 1) sei un maledetto credente integralista che vuole imporre agli altri la sua religione; 2) sei contro l’”autodeterminazione”, che uno Stato laico deve garantire. Del tutto inutile far notare che: 1) l’ecografia non e8 monopolio dei credenti; 2) l’autodeterminazione del feto, di quella creatura viva il cui cuore gie0 batte, e8 sacrificata dagli abortisti in nome dell’’”autodeterminazione del pif9 forte”. Che e8 tutto cif2 che rimane quando si tolgono di mezzo i “principi non negoziabili” (anche se Rosy Bindi e i “cattolici adulti”, molto pif9 di Teodori e compagnia, fanno finta di non capirlo).

  15. chiara ha detto:

    Grazie……😊

  16. Chiara bevitori ha detto:

    Fino a poco tempo fa’ credevo di essere sbagliata credevo di non essere abbastanza di non essere abbastanza brava bella giusta…poi ho imparato ad amarmi un po’ di piu e così facendo ho allontanato le persone che mi facevano credere questo…soffrendo ma ho dovuto scegliere …scegliere me ….ora sto imparando ad accettarmi e lavoro per migliorarmi…ci provo….la mia vita e’ cambiata in meglio non provo piu’ tutto quel dolore che porta la bassa autostima…perche’ per me davvero e’ stata dolorosa …e’ bello accettarmi per ciò che sono e provare a migliorarmi

    • Lucia Gerardi ha detto:

      Che bella questa condivisione, cara Chiara.

      E sì, quando iniziamo ad amarci esattamente per quello che siamo, perché comprendiamo che siamo perfetti esattamente così come siamo, con tutte le nostre imperfezioni, allora inizia un grande cambiamento.

      E la tua testimonianza è la dimostrazione concreta che accettarsi non significa rassegnarsi, come spesso tendiamo a credere, ma è il punto di partenza per avviarci in un percorso di miglioramento costante e duraturo.

      Vai avanti così, Chiara!

      Sorrisi!
      Lucia, collaboratrice di Antonio

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