Avere Coraggio

Dai senso all’esperienza: dall’impotenza alla forza.
23 febbraio 2013
Problem solving: davvero non c’è soluzione?
29 settembre 2013

Avere Coraggio

Avere coraggio non significa non aver paura.
Avere coraggio significa affrontare ogni giorno le nostre paure.

Noi non siamo, non possiamo essere tristi!”con queste parole Dolores Ibarruri incoraggiava la sua gente, la gente spagnola sfinita dalla dittatura franchista, a non lasciarsi vincere dalla tristezza, dallo sconforto che rammollisce le membra e aliena il pensiero.

La tristezza è un momento, quello in cui prendi coscienza che non puoi permettertela se vuoi andare avanti, se vuoi vincere la tua battaglia per la vita, o l’ingiustizia che rischia di far perdere tuo figlio, o l’iniquità di un governo, deragliato.

La tristezza può essere solo un attimo, quello delle lacrime, se ancora sei capace di piangerle o quello del raccoglimento silenzioso, anche solitario, il momento di scegliere se vale ancora, per te, vivere, nonostante tutto,  se vale la pena trovare una soluzione per quanto folle, o insensata possa sembrare.

La tristezza può essere solo l’attimo in cui, dopo esser precipitato, tocchi il fondo…e sei ancora vivo senza sapere come.

In quel momento, un attimo che può sembrare eterno, scegli se vuoi ancora provare a risalire o preferisci rimanere lì sul fondo del tuo pozzo per sempre.

Il coraggio, allora, è per me la linea, sottilissima, tra la tristezza e l’allegria ostinata, pazza, che ti spinge, urgente e irragionevole, a provarci ancora e ancora e ancora a sopravvivere alla tua vita, agli eventi, all’iniquità.
Il coraggio è in una ragazzina che fugge via, senza dir niente, per andare chissà dove a vedere un’eclissi totale di sole, che non potrà più vedere altrimenti. Folle adolescente che fu, disperata e non amata, che con quel gesto assurdo si salvò dal rischio di disintegrazione.
Il coraggio è nel figlio che rifiuta e rinnega le colpe di suo padre, staccandosi dalle radici fangose e parassite, che ne renderebbero il volo radente , anche se forse più facile.
Il coraggio è la vita spericolata di un cieco che ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno attraversa le strade trafficate della sua città per vivere una vita “normale” comunque.

O il coraggio è quello della donna che, rimasta sola con il suo bambino, trova la forza di sorridere dopo una giornata di lavoro massacrante.

O il coraggio è nell’uomo che nel successo e nella libertà della sua donna, vede il trionfo del suo amore, del loro amore contro ogni consuetudine, contro ogni chiacchiera e malignità.
Il coraggio è in chi ti lascia andare via anche quando il suo dolore è lacerante, la sua paura della solitudine dilata il tempo e rabbuia i giorni, spazza via i vecchi sogni per costringere ad inventarne di nuovi.
Il coraggio è al di fuori delle convenzioni e anche della trasgressione ribelle: è oltre i limiti che altri decidono per noi, oltre le esistenze che altri si aspettano da noi.

Il coraggio non estingue la paura, non la sostituisce!

Talvolta la dissimula, la traveste  con i toni forti dell’orgoglio, dell’azione impetuosa.
La paura è la compagna, talvolta sleale, del coraggio, che la perdona e sa capirne i tremori, riconoscerne le tentazioni, rispettarne i tempi.
Il coraggio quasi mai è eroico, avventato o temerario.
Solitamente è costante, attento, entusiasta, motivato.

Il coraggio non si perde in chiacchiere, in dichiarazioni di intenti.
Fa e basta, un passo alla volta, un giorno alla volta,facendo ancora un respiro, pensando solo a respirare ancora, ancora e ancora, fino a quando, sorridendo,  si ritrova in piedi e ricomincia ad andare piano, e poi più svelto e poi, chissà come, correndo!

22 Comments

  1. MariaF ha detto:

    Bello bello bello!
    Grazie ne avevo davvero bisogno.

    • sonia ha detto:

      Grazie, bellissimo !
      ogni giorno necessita della sua dose di coraggio ,la prima grande dose di coraggio,necessaria,per il nostro ben- essere penso sia quella utile a vedere tutto ciò che
      in noi non ci appartiene….sfrondare,toglire ,liberarsi da quelle parti di noi che credevamo nostre ma che il coraggio ci fa
      scoprire essere semplici condizionamenti.

  2. Anna ha detto:

    Ogni tanto ci vuole qualcuno che ce lo ricordi…cos’è avere coraggio.
    Incisivo, profondo e dolce come l’autrice!

  3. Annamaria ha detto:

    un passo alla volta, un affanno al dì. D’altronde, domani è un altro giorno.
    Coraggio.

  4. Diana ha detto:

    Il coraggio sta appunto, come è stato detto, nell’affrontare la quotidianità con forza e positività nonostante gli imprevisti e le disgrazie che possono capitare a coloro che vivono. Credo, inoltre, che il coraggio più grande sia quello di avere un sogno e decidere di seguirlo, in quel momento si entra in contatto col cuore, e per parlare con lui ONESTAMENTE di coraggio ne occorre molto.

  5. Agnese ha detto:

    Più triste di un sorriso triste, c’è la tristezza di non saper sorridere
    (Madre Teresa)
    Grazie per il post e nell’amore di trasmetterlo a noi tutti

  6. Lionella ha detto:

    Grazie, I tuoi splendidi post arrivano sempre quando se ne ha piu’ bisogno.

  7. Meg ha detto:

    …che bello… grazie!
    Il coraggio è :un gruppo di persone che creano uno “spazio” dove parlare,confrontarsi,esultare,sfogarsi senza MAI giudicare,puntare il dito,sentirsi maestri 🙂 ma amici ,”solo” compagni di viaggio stretti in una catena di abbracci silenziosi e invisibili ma forti,veri!
    GRAZIE

  8. Leone ha detto:

    A volte gli eroi non sono visibili e non appaiono a nessuno.
    Stanno nascosti in vite normali e non fanno azioni eclatanti.
    Per me l’eroismo, che e’ una manifestazione del coraggio, come tu giustamente metti in luce, e’ un modo di vita che va al di sopra di noi stessi che segue le vie dell’amore e della carita’ nel senso piu’ ampio del termine.

  9. Francesca ha detto:

    Mi basterebbe ritrovarmi anche in una sola delle espressioni usate per definire il coraggio che non si possono non condividere e provare a fare proprie nel quotidiano ma quella che mi risuona più forte è tra le ultime : ” … il coraggio é oltre le limitazioni che altri ci impongono”. Come vorrei davvero vivere la libertà del mio essere e scoprire io quali sono davvero i miei limiti. Grazie.

  10. Laura ha detto:

    Mi sono emozionata!
    Così si dovrebbe vivere…così si può vivere..così si dovrebbe scegliere di vivere. .sempre…nonostante tutto..
    Grazie per questo toccante post!

    • Daniela Troiani ha detto:

      Talvolta ci si sente come un coniglio che debba, tra i pericoli del bosco, procacciarsi il cibo…Talvolta, pur avendo consuetudine con il buio, si ha l’impressione di essere un piccolo pipistrello il cui radar biologico sia andato in frantumi…Altre volte di fronte ai travagli della vita ci si sente come quei poveri cagnetti a cui periodicamente viene tagliato il pelo…
      Il coraggio è proprio e semplicemente quello: uscire dalla tana anche quando immenso sarebbe il nostro desiderio di rifugiarci e di rifuggire…
      Così quei giorni, i nostri giorni da coniglio, diventano paradossalmente i periodi della vita in cui siamo stati più coraggiosi…
      Il leone, d’altronde, ha la forza. Non ha bisogno del coraggio…

  11. Martino coppola ha detto:

    Vorrei condividere una esperienza recente in cui mi sono ritrovato, con mia moglie a ricevere in dono queste parole: ”come avete fatto ? Avete avuto un bel coraggio!. ”Ora spiego il contesto.
    30 novembre scorso, pronto soccorso ospedale di Firenze dove abitiamo. Nostro figlio disabile dalla nascita di 31 anni sta morendo. L’anestesista che lo segue, non conoscendo la sua storia passata, mi chiede come ha trascorso questi anni. Alla mia risposta: ha passato una vita intensa e piena, ha visto il bello dell’arte e della natura, E’ stato sempre in mezzo alla gente e non stava ma male.Da qui le sue parole. A volte hai coraggio e lo scambi per normalita’

  12. Rita ha detto:

    Bello , davvero toccante ed è arrivato in un momento in cui ne avevo molto bisogno. Grazie

  13. laura ha detto:

    io ho riconosciuto il coraggio … il mio coraggio .. che da tempo non vedevo quando ho letto

    Il coraggio, allora, è per me la linea, sottilissima, tra la tristezza e l’allegria ostinata, pazza, che ti spinge, urgente e irragionevole, a provarci ancora e ancora e ancora a sopravvivere alla tua vita, agli eventi, all’iniquità, non sapendo come o dove prendere le risorse.

    Il coraggio è in chi ti lascia andare via anche quando il suo dolore è lacerante, la sua paura della solitudine dilata il tempo e rabbuia i giorni, spazza via i vecchi sogni per costringere ad inventarne di nuovi.

    grazie per avermelo ricordato …. a volte ho pensato e penso ….. esattamente di esserne assolutamente priva e “inabile”

    namaste

  14. Allocca Silverio ha detto:

    La tristezza è semplicemente inutile : non risolve il problema che la genera ed solo mena alla rassegnazione di cui é l’alibi . La frase della Ibarruri decontestualizzata non ha molto senso e contestualizzata lascia non poco perplessi visto che sorge spontaneo domandarsi se ha avuto la faccia tosta di andarla a propinare ai miliziani spagnoli rifugiatisi in Russia dopo la fine della Guerra Civile Spagnola e finiti vittime delle purghe staliniste forse proprio perché non avevano ceduto non solo alla tristezza ma manco si erano rassegnati . Ecco se vogliamo pensare al coraggio forse sarebbe il caso di pensare a quegli uomini feriti e traditi due volte, politicamente, nella carne e negli ideali non solo dal nemico ma pure da coloro che credevano, a torto, amici, guida ed alleati ! Per non parlare di tutti quei bimbi inviati in Russia dalle famiglie per salvarli dalla guerra civile e a centinaia passati per i gulag : i pochi sopravvissuti ancora ancora oggi vivi sono restii a parlare mostrando una dignità , una forza ed un coraggio che testimoniano ancora con il loro essere vivi e mossi da una forza interiore inimmaginabile per noi ma che può spronarci , con il suo roboante silenzio a guardare alle nostre piccole difficoltà quotidiane. E che dire dei piccoli sopravvissuti nei campi di concentramento tedeschi o dei piccoli , anonimi per noi, ospiti , si fa per dire, dei reparti di oncologia pediatrica ? L’invito alla riflessione è bellissimo e forse meritava un riferimento meno retorico seppure di certo figlio dell’inconsaoevolezza : la storia a scuola è un libro mai aperto veramente. Qualcuno potrà dirmi che gardo al dito e non presto attenzione all’astro che quel dito indica . Ci può stare ! Il mio problema è che mi è difficile non guardare , oltre che alla Luna , anche all’intera mano e a tutto il resto . Grazie per l’ospitalità ed il prezioso spunto alla riflessione .

  15. Doriana ha detto:

    Il coraggio è un inno alla vita! Grazie per questo meraviglioso e ispirante scritto! 🙏❤️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.