Agiamo o reagiamo?

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Agiamo o reagiamo?

Ecco una nuova tappa del nostro viaggio nello sviluppo personale

LA PRIMA COSA CHE DISTINGUE UN’AZIONE DA UNA REAZIONE È LA CONSAPEVOLEZZA!

  1. Tirare via la mano da una fiamma troppo vicina
  2. Comprare i regali a Natale
  3. Chiudere gli occhi guardando il sole
  4. Fumare sigarette
  5. Scansarci se qualcuno ci sta colpendo
  6. Bere l’acqua minerale
  7. Frenare di fronte ad un ostacolo improvviso
  8. Acquistare l’ultimo modello di…
  9. Rimanerci male se qualcuno ci da dello stupido

Quali sono azioni e quali reazioni?

Concentriamoci sulle pari, quelle che sembrano certamente azioni.

 

Consapevolezza è la distinzione tra un dono fatto in un giorno qualsiasi dell’anno e il regalo di Natale. Che bello, mentre stai leggendo un libro pensare ad una persona, senza un motivo consapevole, e decidere di regalarglielo il giorno successivo. Quando si avvicina il Natale, invece, ti ritrovi insieme a tutti i tuoi amici a condividere commenti tipo:

“Devo regalare qualcosa a mia sorella/cugina/amica/madre e non so cosa prendere!”

“Spero di non dimenticare nessuna delle persone a cui devo fare il regalo!”

“Se non mi avesse regalato quel libro, l’anno scorso, ora non dovrei pensare anche al suo regalo!”

Frasi del tutto normali e legittime. Ora, però, fermati 5 secondi. Pensa a cosa è un dono, pensa a cosa è il Natale. 

Rispondi: in quell’occasione, stiamo agendo o reagendo?

 

Forse ti sarà più chiaro leggendo le frasi in questo modo:

Devo regalare qualcosa a mia sorella/cugina/amica/madre e non so cosa prendere!”

“Spero di non dimenticare nessuna delle persone a cui devo fare il regalo!”

“Se non mi avesse regalato quel libro, l’anno scorso, ora non dovrei pensare anche al suo regalo!”

C’è una parolina che non ha molto di Natalizio né di dono. Hai ragione è solo una parola ma le parole non sono mai scelte a caso e sono fondamentali.

Il giorno qualsiasi è il giorno del “Ho voglia di fare un regalo…”, “So che gli piacerà tanto questo libro”.

Il 22 dicembre è il giorno del “Devo  ancora fare i regali…”

È la differenza sostanziale che c’è tra l’azione e la reazione: scelta, libertà, senso, espressione di sé, crescita, sviluppo personale.  

Parliamo ora dell’acquisto dell’acqua minerale. Qui sei sicuro che sia un’azione, vero?

Sì, ci metteresti la testa su un ceppo con un boia accanto. Del resto acquistare l’acqua minerale non può certo essere una reazione! Reazione a cosa?

In effetti, la consapevolezza, secondo me, è come un videogame, si sale di livello e la distinzione o la soluzione sono sempre più difficili. Bene attiva tutto il tuo senso critico, riflettiamo.

Fino a venti, anche dieci anni fa tutti bevevamo l’acqua dalle fontane, a casa, al parco e persino al bar. Il mondo girava così: avevi sete…bevevi!

Una catena elementare: sete…fontana…acqua…soddisfazione. Poi cosa è successo? Ricordi epidemie? Avvelenamenti? Intossicazioni da acqua di rubinetto? Nooo? Neanche io!

Semplicemente ci hanno aperto gli occhi sul fatto che l’acqua del rubinetto non è frizzante e contiene persino del calcare.

Sto per darti una triste notizia…tieniti forte…sei seduto?…se no…siediti! Con l’acqua non frizzante e persino con il calcare ci ha campato l’umanità per milioni di anni e noi fino a dieci anni fa.

Qualcuno poi ha avuto un’idea geniale, creare l’acqua da bere diversa dall’acqua del rubinetto. Con le parole, l’esempio, tanta pubblicità e molta costanza…ti ha lasciato libero di scegliere…a quale marca affezionarti!

Al bar, paghi una bottiglia da mezzo litro di acqua €1,30. Leggi bene 1,30 mezzo litro, ti stanno vendendo dell’acqua a €2,60 a litro! Perché ci lamentiamo della benzina che costa 1,40 euro al litro? È quasi la metà dell’acqua, è a buon prezzo! Il petrolio, però, è una risorsa scarsa, l’acqua è più del 75% del pianeta. Il potere della comunicazione: paghi €2,60 al litro un bene che hai a casa in quantità industriale! Rispondi adesso: quando acquisti l’acqua minerale stai agendo o reagendo?

Acquistando l’ultimo modello di auto per andare da casa all’ufficio agisci o reagisci?

 

La ricerca della felicità non è morta, è più viva che mai, ogni essere vivente aspira ad essere felice, vive per questo. Io vivo per questo. Tu vivi per questo e ne hai diritto! Qualcuno però l’ha capito e ci gioca, ti indica la strada, ti mostra i mezzi per raggiungerla, ti fa il programma del viaggio, ti sistema persino le valigie, ti assicura in ogni modo il risultato. Devi solo pagare il biglietto. Tu ci credi e il biglietto lo paghi ma al capolinea non c’è quello che ti aspettavi e…solo allora leggi le due clausole del contratto che si chiama “vita”: non puoi tornare indietro e il biglietto non è rimborsabile!

La vita è come una commedia: non conta che sia lunga o breve, è importante che sia ben rappresentata.” Seneca

C’è una sola risorsa scarsa, il tempo…se lo impieghi ad agire o a reagire fa la differenza! Forse non dobbiamo guadagnare tempo ma impiegarlo per il nostro benessere!

33 Comments

  1. Giuseppe ha detto:

    Certo che a mettere dubbi sei il migliore di tutti… ma la ricerca non è ateismo mi ripeteva sempre il mio professore di religione delle superiori… ti assicuro che la “botta” che ho preso è stata forte… e sono sicuro: è REAZIONE!!!
    Ciao e in bocca al lupo per questa avventura!”

  2. Avant9000 ha detto:

    Non mi è trovo!
    la differenza tra azione e reazione, da quello che scrivi, sembrerebbe legata alla “consapevolezza”
    consapevolezza è azione, non consapevolezza è reazione. E poi continui in maniera tale che “ho voglia” sembrerebbe legato all’azione e “devo” legato alla reazione.
    E qui che non mi trovo.
    Prendiamo l’acqua minerale….
    Io SO che l’acqua del rubinetto è altrettanto salutare della stragrande maggioranza delle acque minerali
    Io SO che l’acqua minerale costa 100 volte di più dell’acqua del rubinetto….
    Io SO che per bere acqua minerale devo investire risorse che dovrò necessariamente sottrarre ad un altro capitolo di spesa
    Io SO che senza si vive lo stesso, e che bbiamo vissuto per millenni senza di essa.
    Ma SO anche che mi piace tanto di più……
    Allora la compro!
    Sono consapevole di vantaggi e svantaggi, li peso secondo IL MIO metro di giudizio, che non necessariamente deve essere valido per tutti,
    e VOGLIO comprarla…
    Allora, è azione o reazione?
    c’è la voglia, c’è la consapevolezza…. è azione.
    Passiamo all’auto di lusso…
    Io SO che impiego meno ad andare in ufficio con la panda che non con l’audi R8
    Io SO che costa molto di più
    Io SO che la panda la lascio sotto casa e ufficio mentre l’audi mi costringe a cercare un garage..
    Ma SO anche che ogni volta che salgo nell’auto e metto in moto mi emoziono…
    Ma SO anche che il piacere di guidarla è completamente diverso da quello di guidare una panda
    Ma SO anche che da quando ho l’audi la biondina del terzo piano viene a letto con me…
    E allora sono contento di averla comprata.
    Ho VOLUTO comprarla.
    Esattamente come per l’acqua minerale, c’è consapevolezza e volontà, quindi è azione….
    E lo stesso discorso potremmo ripeterlo all’infinito per i viaggi in businnes class, per la vacanza in Sardegna, per la polo lacoste etc. etc. etc.
    Consapevolezza e volontà, sono tutte azioni.
    Tu dici che in questo modo facciamo il gioco di qualcuno che ci marcia indicandoci una strada?
    MA CERTO, hai ragione, è ovvio.
    Ma io lo conosco il gioco, e proprio per questo decido se partecipare o no, e VOGLIO partecipare.
    Ma potrei anche NON VOLER partecipare.
    Quindi, consapevolezza e volontà; sia se partecipo, sia se non partecipo, sto comunque agendo.
    Di conseguenza, è vero che ad ogni angolo di strada c’è qualcuno che pretende di indicarci la via per la felicità, e cerca di convincerci che la sua sia quella giusta, ma finchè ne abbiamo consapevolezza e libertà di scelta, esercitiamo la nostra volontà, quindi agiamo, non reagiamo.
    Ma abbiamo libertà di sceltà? bè, questo è un altro discorso….sarebbe interessante leggere un tuo post sull’argomento.
    Comunque, se in tutte queste cose agiamo, quando è che reagiamo?
    un saluto

  3. Splendida C. ha detto:

    Ciao Avant9000,
    ma se la biondina del terzo piano viene a letto con te perchè hai l’audi R8 e non la panda, è azione o reazione? Sicuramente un pò di goduriosa azione ci sarà ma se devi avere una bella macchina per avere la biodina…..questo è proprio il blog che fa per te…e anche per la biondina e quindi RICOMINCIA DA TE !!!

  4. Avant9000 ha detto:

    ciao a te Splendida C.
    non c’è dubbio che sia il blog per me…..
    e chissà che non riesca anche a portare un pò di sano umorismo che è sempre la migliore base di partenza per ricominciare.:-D
    In ogni caso, la biondina in questione, se esistesse, avrebbe avuto la consapevolezza di cosa faceva, e avrebbe voluto farlo.
    Siamo allo stesso punto
    Consapevolezza e volontà..avrebbe agito, non reagito.
    E la domanda rimane, in cosa si differenzia l’agire dal reagire?
    Come faccio a capire se sto agendo o reagendo?
    L’argomento è straordinariamete interessante, così come sono interessanti tutti gli argomenti relativi alla crescita personale.
    Ma mi piace capire le cose, non sono mai stato portato per i dogmi
    Un saluto

  5. Antonio Q ha detto:

    Cari INNANZITUTTO GRAZIE!
    Grazie per la bela discussione, il blog è pensato per essere uno spazio libero per dialogare, e i post spesso sono solo un modo per accendere una miccia…poi cresciamo condividendo!
    Allora allora, Avant…io direi che la differenza tra azione e reazione è che l’azione solitamente è dotata di senso, libera e portatrice di benessere. Mi spiego meglio: l’acqua minerale, la macchinona e la biondina ti rendono felice? se sì beh ok, è AZIIONE! Lotti una vita per vere il macchinone, vai anche a “cena” con la biondina e bevi acqua minerale… provi molto piacere nel cena e dopocena ma in vece di sentire pace, serenità, realizzazione gioia di vivere…provi malessere e l’unico a essere “felice” è la multinazionale che produce ciò che tu hai lottato per acquistare… allora REAZIONE nel senso di azione indotta e non rispondente alla tua intima umana natura.
    Sulla differenza tra piacere e felicità avremo modo di discuterne tanto. Niente di tutto questo è chiaramente definibile ma SI SENTE CHIARAMENTE. Il malessere secondo me non è assenza di malattia ma gioia entusiasmo, capacità di provare e reggere emozioni anche “negative” come il dolore rimanendo in pace. Sai da cosa vedo che reagiamo tanto ma agiamo poco: relazioni umane fragili, tassi di consumo di farmaci, esplosioni di rabbia, delitti contro la persona, suicidi, etc. etc. TUTTI IN AUMENTO. Allora la domanda è quanto agiamo per il nostro benessere vero e quanto reagiamo procurandoci malessere?

  6. Batflavia ha detto:

    Mi sa che devo venire spesso su questo blog… è vero, aiuta a ricordare! 🙂

  7. ROSANNA DE SORT ha detto:

    QUEST’ANNO NESSUNO TRANNE ME AVRA’ IL MIO REGALO DI NATALE ……..GIA’ MI SENTO MEGLIO….GRAZIE

  8. UnoConLaPanda ha detto:

    Avant scusa ma non è triste sapere che la biondina del terzo piano viene a letto con te sono perchè hai la r8? Magari la panda sarà più scomoda ma la rossa che viene in macchina con me a letto ci viene per chi la guida la panda…

  9. Avant9000 ha detto:

    Ok, grazie Antonio.
    Riassumo per chiarirmi le idee:
    Consapevolezza e volontà sono condizioni necessarie ma non sufficienti per definire il rapporto azione/reazione
    La condizione veramente importante è che l’azione/reazione ci renda felici.
    Se l’azione/reazione ci rende felici abbiamo AGITO, perchè evidentemente abbiamo assecondato un desiderio “reale”, poco importa se autonomamente nostro o indotto da altri.
    Se l’azione/reazione non ci rende felici allora abbiamo REAGITO, perchè non abbiamo assecondato un desiderio, ma stimoli non nostri, indotti da altri.
    Di conseguenza, l’acqua minerale, la macchina, la biondina, o qualsiasi altra cosa ci può venire in mente, possono idifferentemente essere argomento dell’agire o del reagire, a seconda se ci portano felicità oppure no.
    Quindi il discriminante tra azione/reazione è il raggiungimento della felicità.
    A questo punto quindi è fondamentale porsi/porti la domanda:
    Cosa è la felicità?
    è uno stato d’animo? una condizione dello spirito? è un momento contingente o una situazione perdurante?
    Bella discussione…
    Mi piace questo sito
    Grazie

  10. Avant9000 ha detto:

    Ciao UnoConLaPanda
    mi dispiace dirlo, ma forse avresti bisogno di una iniezione di sano senso dell’umorismo:-D
    A meno che tu non pensi che effettivamente basti avere una R8 per avere una bella donna:-D
    un saluto

  11. UnoConLaPanda ha detto:

    Ciao Avant9000
    Veramente avevo paura che lo pensassi tu!
    Anche se a me la R8 a posto della panda non dispiacerebbe affatto. 🙂
    Chissà forse un giorno….:D 😀 😀
    Bel sito… complimenti!!!

  12. Kadja ha detto:

    Avant9000, ti dico cosa è per me la felicità oggi.

    Ogni qualvolta imparo qualcosa di me, qualcosa di nuovo, che scaturisce dall’agire consapevolmente, senza reagire e che mi porta a colmare quei vuoti esistenziali, prima incolmabili, io provo felicità.
    Felicità è crescita, felicità è sperimentare che sono io la protagonista delle mie azioni e non gli altri attraverso le mie reazioni.
    La mia vita è mia in ogni istante e nessuno può decidere per me inducendomi a reagire fuori dal mio controllo.
    I risultati di questo vivere scegliendo costantemente le proprie azioni hanno un non so che di divino, donano equilibrio, benessere
    e saggezza e l’abitudine a questo atteggiamento rende le giornate sempre diverse, colme di piacevoli sorprese.

    Il sito è davvero piacevole, complimenti!

  13. Briciola ha detto:

    Credo che l’istinto ci porta sempre a reagire ma noi non siamo animali guidati solo dall’istinto. Siamo dotati di intelligenza, sapienza, autocontrollo e come tali siamo in grado di scegliere come agire davanti alle situazioni che ci si presentano. Siamo anche il frutto di esperienze positive o negative che hanno sviluppato in noi un certo carattere e sensibilità, certe abitudini che a volte sono difficili da cambiare. Mi ha colpito la frase “Con le parole, l’esempio, e molta costanza…” credo che possiamo essere un esempio che può contagiare gli altri.
    Un articolo di Alberoni sul Corriere della Sera intitolato “Lo straordinario potere della gentilezza” citava:
    “Sappiamo che l’essere umano è violento, ce lo dimostrano le crudeltà e le cattiverie che vediamo abitualmente… per decenni abbiamo sentito elogiare l’uomo forte, duro, aggressivo, con grinta, come se la durezza fosse la chiave per aprire tutte le porte, per vincere tutti gli ostacoli. Non sono affatto convinto che sia vero, ho visto manager duri, aggressivi e arroganti fallire miseramente perchè non sono riusciti a conquistare al fiducia di chi gli stava intorno ed in compenso si sono fatti molti nemici.
    Noi non ci rendiamo conto invece dello straordinario potere della gentilezza. Non quella falsa, ipocrita, accondiscendente, ma quella che nasce all’interno dell’animo umano e che poi si traduice in azioni generose.
    Lo straordinario potere della gentilezza! Gesù lo conosceva bene, conosceva la sua forza dirompente.
    Isaia 53:7 Maltrattato e umiliato, non aperse bocca Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori non aperse bocca.Matteo 11:29 Prendete su di voi il Mio giogo e imparate da Me, perché Io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime.Ancora in Matteo 5:38-48 c’è l’antitesi della violenza, dell’arroganza, c’è lo straordinario potere della gentilezza e della mansuetudine: Voi avete udito che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma Io vi dico: porgi… dona… ama…”!!
    Francesco Alberoni conclude il suo articolo dicendo: “La parte più importante dobbiamo svolgerla all’interno del nostro animo, ascoltando la voce del nostro cuore per sapere se siamo nel giusto, e poi cancellare ogni rancore ed ogni presunzione”.
    Ed io concludo con le parole dell’apostolo Paolo in Galati 5:22 Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo!!

  14. Antonio Q ha detto:

    Grazie Briciola più che un commento, un vero grande contributo! Molto interessante! Graaazie di cuore! Sono certo che servirà a tutti!

    Vi abbraccio!

  15. VIOLA ha detto:

    Eh! mi hai messo una bella pulce nell’orecchio!
    Devo rivedere molte delle cose che ho fatto oggi e cambiare l’etichetta da azione a reazione.
    Maggiore consapevolezza in quello che si fa, è questo che cercherò di ricordarmi ogni mattina che mi alzo.
    A proposito…perchè mi alzo?
    Scherzo ovviamente: reazione alla sveglia che suona…ma non c’è alternativa, si deve andare al lavoro!! Ma anche il lavoro che faccio sarà azione o reazione? Se non lavoro non mangio.
    No, no! Fermiamoci qua! E’ una catena senza fine.
    Ma bello meditarci sopra!

  16. Mariagrazia ha detto:

    Ciao Antonio.
    La discussione è interessantissima. Ma vorrei porre un quesito: il sentimento è annnoverabile tra le azioni o tra le reazioni? L’amore, la rabbia, la passione per qualcosa o per qualcuno…Perchè non sono solo le azioni a farci uomini ma anche i sentimenti o i pensieri che le generano.
    Eros e Tanatos…diceva qualcuno un po’ più illustre di me…
    mg

  17. Antonio Q ha detto:

    Cara Mariagrazia,
    interessantissima osservazione,grazie!
    Io direi che è utile fare le giuste distinzioni tra emozioni e sentimenti per ben comprendere la distinzione tra azione e reazione. Rabbia e amore io direi che rendono bene il concetto, la rabbia è un’emozione che carica di energia e induce a reagire. E’ possibile ,presi dalla rabbia, agisre liberamente, deliberatamente e ponderatamente? io direi di no.
    L’amore invece è un sentimento, io direi il Sentimento, ma adifferenza dell’amore romantico e pasionale che ci vende la TV, dell’innamoramento che è una fase e del possesso che spesso si traveste da amore (vedi mamme del sud con i propri figli…coppie che arrivano alla violenza, etc.9, l’amore ha una forte componente di azione, di volontarietà di deliberato cercare il bene dell’altro. L’amore produce cambiamento infatti nella misura in cui è reale donazione del meglio di sè… per donarlo infatti devi scoprire e gestire il meglio di te.
    Mi fermo altrimenti scriverei per ore… ma chissà che non diventi un post questo splendido dialogo.
    Fammi sapere cosa ne pensi… e fatemi sapere cosa ne pensate tutti.

    Splendida Giornata a voi!

  18. Rosa ha detto:

    Caro Antonio, sono riuscita a trovare quello che cercavo, grazie…….stò imparando a districarmi nel tuo sito, meglio così.

    Per quanto riguarda l’argomento in discussione, prendere coscienza di quello che facciamo fa la differenza fra azione e reazione, questo è certo,ma sarebbe troppo bello agire sempre invece che reagire.
    Il problema è che se reagire è istintivo quanto autocontrollo ci vorrà per agire sempre?
    E perchè a volte ne siamo capaci e a volte no?

    Devo dire che queste discussioni sono molto interessanti e mi intrigano non poco…a presto !

  19. Ape Lilla ha detto:

    …ecco, provo a partecipare… Considera che è la prima volta che interagisco con questa pagina, insomma mi sto “buttando”, in senso positivo, naturalmente. Sto agendo quindi, un movimento, voluto, cercato, messo in atto. Di certo questo agire dona una profonda soddisfazione interiore. La reazione invece, pur se manifestandosi con un’agire resta qualcosa di passivo…lo faccio, ma non so perchè. Certo che è profondamente stimolante, rileggere la propria vita con quest’ottica, se ho agito o reagito. Ci sarebbe da restarci a pensare per giorni, e varrebbe proprio la pena farlo.Cerco d’immaginare il passo seguente, quello di smettere di reagire e cominciare a scegliere e produrre la mia volontà…una bella montagna da scalare, una rivoluzione! Mi piace l’idea di lavorare su questo pensiero , autovalutare i miei passi, conoscere i sentieri che ho percorso e decidere quali imboccare e quali lasciarmi alle spalle. In fondo smettere di reagire è anche smettere di essere in relazione alla volontà di un altro e manifestare la propria. E’ un lavoro duro, ma qualcuno deve farlo e nessuno può vivere la mia vita al mio posto, non è semplice però…

  20. Antonio Q ha detto:

    Rosa scrive:

    “Caro Antonio, sono riuscita a trovare quello che cercavo, grazie…….stò imparando a districarmi nel tuo sito, meglio così.

    Per quanto riguarda l’argomento in discussione, prendere coscienza di quello che facciamo fa la differenza fra azione e reazione, questo è certo,ma sarebbe troppo bello agire sempre invece che reagire.
    Il problema è che se reagire è istintivo quanto autocontrollo ci vorrà per agire sempre?
    E perchè a volte ne siamo capaci e a volte no?

    Devo dire che queste discussioni sono molto interessanti e mi intrigano non poco…a presto !”

    Cara Rosa grazie del contributo.
    Personalmente credo che niente è sempre utile l’importante è conoscere meglio se stessi e le giuste distinzioni, in questo caso tra azione e reazione. Tutto è utile, ogni tanto una bella reazione ci sta… l’importante è che non la scambiamo per azione e che conosciamo le conseguenze che può produrre… per alternarla con una sana azione quando vogliamo.

    Splendida giornata a te!

    Antonio

  21. Antonio Q ha detto:

    ape lilla scrive:

    “…ecco, provo a partecipare… Considera che è la prima volta che interagisco con questa pagina, insomma mi sto “buttando”, in senso positivo, naturalmente. Sto agendo quindi, un movimento, voluto, cercato, messo in atto. Di certo questo agire dona una profonda soddisfazione interiore. La reazione invece, pur se manifestandosi con un’agire resta qualcosa di passivo…lo faccio, ma non so perchè. Certo che è profondamente stimolante, rileggere la propria vita con quest’ottica, se ho agito o reagito. Ci sarebbe da restarci a pensare per giorni, e varrebbe proprio la pena farlo.Cerco d’immaginare il passo seguente, quello di smettere di reagire e cominciare a scegliere e produrre la mia volontà…una bella montagna da scalare, una rivoluzione! Mi piace l’idea di lavorare su questo pensiero , autovalutare i miei passi, conoscere i sentieri che ho percorso e decidere quali imboccare e quali lasciarmi alle spalle. In fondo smettere di reagire è anche smettere di essere in relazione alla volontà di un altro e manifestare la propria. E’ un lavoro duro, ma qualcuno deve farlo e nessuno può vivere la mia vita al mio posto, non è semplice però…”

    Cara Ape lilla direi che la tua è una prova ben riuscita…grazie di cuore della condivisione!
    Sono felice che tu senta la profonda soddisfazione interiore che una sana e consapevole azione ci da.

    Non è semplice??…Sì. hai ragione non è semplice… a pensarci bene però tutto è difficile prima di diventare facile.

    Le conquiste nuove e difficili ci fanno crescere e ci danno profonda soddisfazione.

    Grazie ancora di cuore!

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  22. Licia ha detto:

    Mi sono letta per benino tutti e due gli articoli e tutti i commenti.
    Ho trovato tutto davvero molto interessante.
    Alla fine, in base all’esperienza che sto sperimentando ora, potrei riassumere il tutto nelle due parole che ultimamente penso più spesso: coerenza e soddisfazione. La soddisfazione è la sensazione di benessere che provo dopo aver agito in coerenza con me stessa!
    Questo però significa prima capire cosa ritengo sia giusto per me e dopo avere il coraggio di agire secondo quel principio.

  23. Antonio Q ha detto:

    Licia scrive:

    “Mi sono letta per benino tutti e due gli articoli e tutti i commenti.
    Ho trovato tutto davvero molto interessante.
    Alla fine, in base all’esperienza che sto sperimentando ora, potrei riassumere il tutto nelle due parole che ultimamente penso più spesso: coerenza e soddisfazione. La soddisfazione è la sensazione di benessere che provo dopo aver agito in coerenza con me stessa!
    Questo però significa prima capire cosa ritengo sia giusto per me e dopo avere il coraggio di agire secondo quel principio.”

    Cara Licia,
    sintesi perfetta direi. Aggiungo che quella soddisfazione e senso di congruenza con i propri principi è parte fondamentale del nostro benessere.

    Ti invito a vedere bene il post sui valori e i criteri di soddisfazione:

    http://www.ricominciodame.it/blog/136/esercizi-autostima/Crescita-personale-e-relazionale:-scopri-e-realizza-i-tuoi-valori

    Facci sapere.

    Ti auguro una splendida giornata!

    Antonio

  24. Stefania ha detto:

    ciao, è bello poter riflettere su queste cose, andiamo troppo di fretta per soffermarci. Ma tutta questa fretta non ci porta da nessuna parte. eppure corriamo, ci affanniamo, che sa dopo questa lettura agiremo invece di reagire, e piano piano vivremo, invece di sopravvivere.grazie

  25. Antonio Q ha detto:

    stefania scrive:

    “ciao, è bello poter riflettere su queste cose, andiamo troppo di fretta per soffermarci. Ma tutta questa fretta non ci porta da nessuna parte. eppure corriamo, ci affanniamo, che sa dopo questa lettura agiremo invece di reagire, e piano piano vivremo, invece di sopravvivere.grazie”

    Grazie di cuore a te Stefania per la condivisione.
    Fermarci a riflettere e trovare del tempo per se, per l’espansione della propria consapevolezza credo sia davvero necessario per una vita migliore.

    Un abbraccio!

    Antonio

  26. Giusy ha detto:

    Inizio ora a conoscere questo sito e non so se sia quello giusto per urlare ,sperando che qualcuno riesca a sentire, il dolore che si prova nell’anima quando ti rendi conto che proprio non riesci a ricominciare da te anzi non riesci proprio a ricominciare da niente !!!!! È se la voglia di vivere fosse irrimediabilmente malata? Io ho paura non per me ma per i due splendidi figli che la vita mi ha voluto comunque donare !!!!

  27. Elena Fe ha detto:

    Cara Giusy quanto ti capisco sai…..io purtroppo o per fortuna,ho brancolato ne buio piu’ totale per molti anni…e le mie parole di ieri ,sono le tue di oggi e saranno le parole di qualcun altro domani.Inquieta e insoddisfatta della mia vita,l’unica aspirazione che avevo era questo famosissimo cambiamento,ma non sapevo da dove cominciare…il peso del passato,degli insuccessi ,delle delusioni mi bloccavano,mi freddavano,mi paralizzavano…nella mia vita non riuscivo ,per quanto mi sforzassi a scorgere nulla di bello,nulla di fresco di desiderabile,di incoraggiante o di rasserenante….

    tu hai i tuoi figli,mi viene da dirti….comincia da loro!!!

    l’unica cosa che voglio dirti,gridarti,urlarti a squarciagole e’ che SI PUO’ RICOMINCIAREEEE!!!!
    non e’ vero che non si puo’ cambiare!!!!che non abbiamo il potere di cambiare, che ci porteremo sempre dietro, ovunque, il peso del nostro modo di essere, compresi gli errori che già ci hanno fatto cadere una volta, compreso quello stato d’animo,che ci fatto cadere cosi’….non e’ vero!!!!

    Io,lucidamente e consapevolmente mi sono avviata con passao deciso verso un cambiamento che mi ha cambiato la vita,e se l’ho fatto io…puo farlo chiunque……solo,che per dare una svolta alla tua vita devi sapere, finalmente, da che parte vuoi andare ,significa imparare a guardarti per quello che siei Giusy, ma desiderando solo di diventare migliore….

    (Vangelo di Giovanni, 3, 3): «Nessuno può vedere il regno di Dio se non nasce nuovamente».

  28. Lorenzo ha detto:

    ….accetto l’invito che mi hai rivolto nel condividire questo post…che non è il primo che leggo e che trovo molto interessante al pari degli altri. Detto questo veniamo al punto…
    Prima di entrare nel merito dell’azione o della reazione credo che bisogna dare attenzione alla CONSAPEVOLEZZA….
    Una parola facile da pronunciare ma difficile da applicare su se stessi…
    Avere consapevolezza vuol dire sapere chi si è e cosa si vuole…due aspetti che per ogni essere umano è complicato darsi una precisa risposta. La conoscenza del nostro profondo è un viaggio complicato e a volte doloroso perchè pieno di ostacoli da superare che provengono dalle nostre radici e da come ci siamo formati negli anni che abbiamo vissuto con le nostre esperienze, i nostri contesti, il nostro vissuto. Ma nel momento che lo si intraprende tutti gli ostacoli che si superano oltre ad essere una conquista è un elemento in più alla CONSAPEVOLEZZA di chi si èe cosa si vuole…nella vita, nel lavoro…nell’amore.
    Quando raggiungiamo un buon grado di consapevolezza solo allora possiamo iniziarea comprendere se agiamo o reagiamo, considerato anche che molte delle reazioni umane sono dettate da schemi imposti ai quali spesso ci adeguiamo perchè romperli ci fa sentire fuori dal contesto sociale….estarneo al pensiero comune..Per cui reagiamo per non sentirci estraniati…isolati in alcuni casi abbandonati. Siamo “animali” sociali per cui la solitudine non la si cerca per cui reagiamo a quelli che sono i nostri limiti…i nostri blocchi…le nostre paure; ma solo quando c’è consapevolezza, ripeto, di quello che siamo e di quello che ci è di fronte.
    Forse tutto questo per dire che quasi sempre reagiamo e anche quando pensiamo di agire in effetti reagiamo a qualcosa che non ci sta bene in noi stessi.
    Questo è quanto sento di esprimere rispetto a questo post e se sono stato un pò “lunghetto” è perchè ci sarebe tanto da dire sulla consapevolezza e come si forma in noi…attraverso anche quelli che è la distinzione fra identità e comportamenti…..i valori e ciò che adottaimo come comportamenti per raggiungerli (azione)…il cambiamento che vogliamo..
    Insomma un grande puzzle in cui mettere, in ognuno di noi, a posto i pezzi per formarlo nel suo assieme che rappresenta la nostra identità edalla quale potere poi capire quando veramente agiamo e quanto reagiamo.

  29. Davide88 ha detto:

    Buona sera Antonio, e cari compagni.
    Questo tema mi aiuta a riflettere… mi Capita spesso che qualcuno se la possa prendere con me. I motivi sono due: ho sbagliato qualcosa nei suoi confronti o mi usa come sfogatoio. I primi sentimenti sono sempre quelli di tristezza, rabbia. Sembra una sorta di autodifesa! Autodifesa da una persona? Direi di no. Io penso che abbiamo paura di morire a noi stessi e per questo che reagiamo negativamente a determinate situazioni relazionali; negativamente perché alcune reazioni non edificano. Che fare? Se moriamo a noi stessi, donandoci, sicuramente PERDONEREMO o CHIEDEREMO SCUSA.
    E queste mi sembrano due gran belle Azioni 🙂

  30. Luisa ha detto:

    Ciao Antonio…ho sempre reagito fino a poco tempo fa…ora inizio ad agire…su alcune cose mi è piu facile…altre piu difficile…probabilmente ho dei blocchi…per quanto riguarda l acqua da poco ho capito che l acqua del rubinetto è più salutare dell acqua in bottiglia…essendo un acqua che scorre perciò viva….è come il mondo della consapevolezza ci rende vivi e non morti….Luisa

  31. Barbara Wojciechowska ha detto:

    Il tuo metodo didattico ” relazionale” è semplice e profondo. Provo la gioa a seguire i tuoi video. Sento di chiarire i miei vuoti nellla conoscenza di me . Un caro saluto. Barbara.

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